Caro Ministro Cancellieri:”Esiste il diritto di vessare un disabile cognitivo, che non riesce a testimoniare?”

Si può tentare un appello al Ministro Cancellieri; purtroppo so che farei prima con una telefonata ma sono sprovvista di numero personale. Forza Ministro ha la occasione di riscattarsi e aiutare un ragazzo, che ha davvero bisogno che una persona in alto e influente come Lei ponga in essere un Suo intervento. Dovrebbe solo leggere la storia di Manuel e la disperazione della sua mamma. Si renderà subito conto da sola che occorre fare in modo che anche Manuel veda i Suoi diritti tutelati e voglio sperare che questo non sia impossibile, anche per una alta carica come la Sua. La aspettiamo almeno per fare chiarezza. Scusi se la ho disturbata; mi sembrava davvero importante!

Ma dove siamo arrivati? Mi sembrava di avere capito che le persone più deboli avessero diritto ad una maggiore tutela, con una attenzione più particolareggiata e curata. Non pensavo assolutamente di non avere compreso nulla.

Il caso in questione oltre ad essere pubblicato sul Messaggero ha fatto il giro dei Tg; posso dire per fortuna, visto che questo ha permesso di portare a galla una violenza, che altrimenti sarebbe rimasta chiusa nei cuori delle persone che l’hanno subita.

Manuel, 19 anni, frequenta come tanti Suoi coetanei una scuola superiore di Vigna Murata, Roma; proprio all’interno dell’Istituto subisce già dal Suo primo anno vessazioni continue, forse solo perchè non in grado di difendersi. Infatti Manuel è affetto da disturbo cognitivo e credo, data la cattiveria e crudeltà riversata su di Lui, che questo aspetto ai suoi compagni non vada a genio.Avrete sentito tutti la denuncia fatta dalla madre, Matilde, alle telecamere e visto le foto che mostrano il corpo del figlio martoriato da bruciature di sigarette, che più di una volta l’hanno visto costretto a recarsi al pronto soccorso. Lì, a parte curarlo, non hanno potuto fare altro che constatare e confermare che si tratta di segni lasciati dalle sigarette. Ecco che l’indagine finisce in Procura e si procede con l’ipotesi di “atti persecutori”.

Sottomettere così una persona è già inaccettabile, poi un ragazzo disabile che credo desideri solo avere, come tutti, degli amici mi sa proprio di cattiveria gratuita. Chi commette questi gesti credo che sia profondamente disturbato, debole e credo che sia giusto intervenire. Una rieducazione seria e profonda che deve necessariamente coinvolgere anche le famiglie, in quanto responsabili dei propri figli. Sì, i genitori che hanno degli obblighi e dei doveri educativi nei confronti dei loro ragazzi. Vi prego non fatemi dire che i cosiddetti bulli dovrebbero provare sulla loro pelle, perche è davvero brutto, diseducativo e cattivo. Deve esserci assolutamente un modo, sì rigoroso ma anche intelligente, per far capire l’errore, la sua gravità e le conseguenze a queste nuove generazioni.

Se non esiste dal punto di vista giuridico nessun tipo di condanna e alcuna punizione secondo me significa che c’è una falla nel sistema. Non trovate anche Voi? Bisogna capire se manca la legge giusta oppure l’azione concreta ad applicarla. Comunque occorre agire modificando o inasprendo leggi esistenti oppure lo Stato deve ricordare alla magistratura che ci sono diritti che vanno salvaguardati; quello è il loro compito, nel rispetto di diritti troppo spesso negati. Che orrore! Temo che, ormai, chi deve salvaguardare il significato di democrazia ha perso di vista gli obiettivi.

I giovani mi fanno molta paura proprio perchè consapevole che sono loro che rappresenteranno il nostro Paese in futuro, il così detto cambio generazionale. Ho paura. Ho pianto per il diritto negato a Manuel di stare con gli altri e fare ciò che fanno tutti; hanno limitato e delimitato la Sua area di azione come a volerGli dire:”Ok, sei in classe con noi ma non ti allargare, non puoi e non potrai mai, essere uno di noi!”

Mi piacerebbe che uno di questi ragazzi mi spiegasse cose vuol dire essere uno di Loro. Ci sono le iniziazioni per entrare in un gruppo? Bisogna dimostrare cosa? Essere idonei vuol dire picchiare, umiliare il più “debole” oppure bere, drogarsi, fumare, postituirsi, filmare, rubare in nome di chi o di cosa? Ragazzi non ne vale la pena e ho paura che, se non interveniamo per il Vosro bene, quando e se lo capirete sarà troppo tardi.

Secondo Voi, questi ragazzi che mettono in atto tali gesti hanno una minima idea del dolore fisico ma anche psicologico che può provocare in un essere umano?

Cosa posso dire; le parole mi vengono meno e non faccio che augurarmi di avere interpretato male, il significato che si cela dietro la frase pronunciata dal giudice:“Il ragazzo non è in grado di rendere testimonianza”e quindi l’inchiesta finisce in via di archiviazione. Io personalmente capisco, da mia interpretazione, che chiunque può sentirsi libero, quindi a Suo piacimento, di vessare un disabile cognitivo tanto, mancando la testimonianza del soggetto che subisce, chiunque può farla franca.

Mi rincuorerebbe sapere che non sono l’unica ad essere arrivata a questa conclusione; se fossimo in tanti forse avremmo la posibilità di chiedere spiegazioni alla nostra magistratura, al ministro della giustizia; è davvero possibile che non ci siano le giuste postille che regolamentato le casistiche in presenza di persone disabili, di tipo cognitivo? Le foto parlano da sole e poi è lo Stato che deve mettere una persona come Manuel nelle stesse condizioni di chiunque altro all’interno di un tribunale, per sostenere un processo. Le differenze in questo caso non sono ammesse.

Vi sembrerà incredibile ma a farmi piangere per questa storia non è quel brutto sentimento chiamato pietà, ma l’indifferenza di tutta la società intorno. Il mondo scolastico che non tutela chi c’è al suo interno; pensavo fosse uno dei suoi compiti. Tutti gli studenti con diritti ben precisi che vanno salvaguardati. La mamma di Manuel ricorda bene ciò che le ha detto un professore della scuola “Perché non gli cambi scuola?” Lei risponde:“Leveresti un sogno a tuo figlio? Perché devo essere io a togliere la vittima e non loro il carnefice?”

Questo ragionamento non fa una grinza. La mamma di Manuel ricorda bene che Suo figlio aveva scelto tra tante quella scuola e quindi credo che l’Istituto qualcosa glielo debba altrimenti, significa che anche la scuola ne fa una questione di discriminazione, perchè soggetto in minoranza, con caratteristiche che non rappresentano lo sandard e quindi ci si sente in diritto di non osservare.

Poi sinceramente riflettendo pensavo che la scuola fosse responsabile dei suoi studenti anche nelle sue aree esterne, vedi cortili, dove si può svolgere il cosiddetto intervallo ormai diventato, nei tempi moderni, pausa sigaretta. Non ditemi che, è davvero necessario vietare la sigaretta anche negli spazi esterni della scuola per ricordare agli sudenti che i coetanei non possono essere usati come posacenere. Non ci posso credere; pensavo che ci arrivasse chiunque. Evidentemente no e io do tutto troppo per scontato.

In conclusione per ora nè la giustizia nè la scuola hanno fatto nulla per rimediare a ciò che c’è stato e per impedirne il ripresentarsi in futuro; cosa manca a costoro per sentirsi in diritto di…? Se loro stessi volessero togliermi da questa mia ignoranza, io ne sarei molto contenta. Non mi è mai piaciuto sapere che una cosa non si può fare, punto; mi piace capirne ogni sfaccettatura e risvolto. Scusate se non scuoto solo la testa e taglio corto, scusate se complico un po’ i ruoli delle persone, ma credo che ognuno debba fare la sua parte e farla bene. Caro Ministro Cancellieri la prego di cuore di fare del suo meglio e fare il “buon Ministro”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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10 risposte a “Caro Ministro Cancellieri:”Esiste il diritto di vessare un disabile cognitivo, che non riesce a testimoniare?”

  1. Buongiorno.
    Cara Lena, scusami ma non sono d’accordo per la tua personale scelta di rivolgerti alla ministra
    Cancellieri. Il preside e i vari docenti, cosa li hanno messi li a fare ? Si devono guadagnare lo stipendio
    o dobbiamo regalarglielo ? Per prima cosa deve scattare una denuncia contro quei delinquenti che si
    permettono atti del genere e secondariamente si escludono dallo stesso istituto, per intenderci sospesi. Se questi soggetti poco umani si sono permessi di spegnere le sigarette sul corpo del povero Manuel, i segni
    saranno rimasti in maniera indelebile e automaticamente deve scattare il controllo da parte delle care
    autorità competenti. Se il preside non fa il suo lavoro, occorrerà prendere provvedimenti, se necessaria la rimozione e lo stesso per i docenti. Non
    mi dire cara Lena che loro non c’entrano niente, vedranno le prepotenze sul povero ragazzo e questo
    mi sembra sufficiente per fare scattare una denuncia. Stiamo parlando di penale !!! Per prima cosa, se
    fossi il genitore di Manuel, partirei con una denuncia alle autorità, nei confronti di tutto il personale
    scolastico. Tutto quello che succede all’interno di una scuola o peggio di una classe è di competenza
    del preside e in secondo grado, dei docenti. I veri responsabili sono loro, ci deve essere un controllo
    esasperato, come in una caserma. Se questo non succede, tutto il personale scolastico, deve essere
    mandato a casa e senza stipendio. Purtroppo quello che manca nel nostro Paese è l’educazione e chi
    la fa rispettare. Chiamare la Ministra Cancellieri è semplicemente segno di resa, cosa facciamo, ogni
    volta che in una scuola succede un fatto del genere, chiamiamo un Ministro. Proviamo ad allontanare
    dalle scuole elementi del genere e se non basta… Ti assicuro cara Lena, nel giro di pochi mesi, il fenomeno del bullismo scomparirebbe dal nostro Paese. La libertà, una
    persona giovane o vecchia, se la deve guadagnare e se il suo comportamento mina la mia libertà, deve pagare. Anche con atti di forza, spesso serve.
    Cordialmente.

  2. Cara Lena, continui a pubblicare articoli ke mi fanno adirare.
    Marco, questa volta, lo anticipo anche se mi ero riproposto di rimanere al di fuori da sterili polemiche politiche senza azioni propositive.
    La critica deve essere costruttiva e non meramente inaridità dal criticare unicamente ciò che c’è e che invece ci vorrebbe. Marco,però, ha ragione.Ci vuole il pugno di ferro o quel nervo di bue intrecciato che aveva mio nonno e che custodisco gelosamente come monito per i posteri (nel bene e nel male).
    Li si piglia, li si obbliga a fare lavori socialmente utili d’inverno quindi spalare sabbia con badili a mani nude, si condannnano i genitori ed il giudice a fare altrettanto perchè non possono nn sapere. Credere in una giustizia divina è auspicabile ma, purtroppo, le vie del Signore sn infinite quindi troppo lunghe .La lettera alla cancellieri…Manuel è amico di persone influenti? (vedi i recenti casi)Ergo…lettera morta.Non mi schiero a dx o sx ake se, chiaramente ho le mie idee ma nn è il blog adatto. Adatto è dire, cm scrive una mia corrispondente quasi anonima (mica tanto) che chi tocca i tuoi cari tocca la pupilla dell’occhio di Dio ed io, se fossi nei genitori di Manuel, mi atteggerei a dio (minuscolo )e non è una bestemmia ma giustizia. Intanto partiamo analizzando la legge, chi legifera e chi è chiamato a mettere in essere la giurisprudenza.Saluti.

  3. Cara Lena,
    forza, forza, forza, anche il mondo del giornalismo stà dando evidenza agli infiniti problemi che tu stessa porti a conoscenza nel tuo blog, l’espresso oggi dedica un articolato e ampio articolo nella sua pagina web.
    Purtroppo l’indifferenza se viene sommata alla ignoranza crea la peggiore delle condizioni, e molti luoghi sono frequentati da persone che si distinguono per queste due peculiarità.
    Ritengo giusta e sacrosanta la tua aspirazione, quasi una fede, nel credere che sia possibile che le cose cambino, e giustamente deve essere per l’unione di pensiero e azione di una grande quantità di soggetti attivi.
    Sono sempre a ringraziarti per quello che scrivi nel blog, poichè penso che in moltissimi casi serva a risvegliare le coscienze.
    Ti saluto caramente.
    Giuseppe

  4. Buonasera.
    Essendo un amante degli animali, soprattutto di cani e cavalli, voglio esaminare la cosa attraverso
    questo bellissimo mondo. Un cane, inserito in una famiglia, sceglie chi sarà il capobranco, cioè la
    persona che seguirà fino alla fine dei suoi giorni e tutto questo porterà l’animale a comportarsi come
    la persona prescelta e farà di lui la sua guida. Ovviamente stiamo parlando del mondo animale ma
    penso che la differenza non sia poi così evidente. Si dice che l’unica cosa che ci distingue dagli animali
    è che l’uomo abbia il dono dell’intelligenza, l’animale purtroppo no. Personalmente ritengo certi cani,
    molto più intelligenti, di certe persone e personalmente sono sicuro di poterlo anche provare. Il fenomeno del bullismo giovanile, assomiglia molto al mondo animale (ovviamente in peggio) e di
    conseguenza è formato da un capobranco, per intenderci il più violento e con atteggiamenti da
    navigato mafioso. Tutti quelli che lo seguono non sono altro che un gruppo di ragazzi, legati alla
    vigliaccheria più becera. Presi uno a uno, la codardia gli si legge in faccia. E’ palese che l’unione
    faccia la forza ma è altrettanto vero che un bullo da solo, non vada da nessuna parte. Quello che
    voglio dire è semplice, tutti i docenti e il preside di un istituto sanno chi sono i capobranco e metterli
    in condizione di non nuocere, sarebbe un gioco da ragazzi e episodi del genere, non succederebbero più. Perché questo non succede ? Manca la forza o la voglia ? Dobbiamo aspettare che qualche bullo
    di turno, arrivi in classe con una pistola e faccia una strage ? Se continueremo a tollerare episodi del
    genere, la scuola e le istituzioni, si troveranno in balia dei prepotenti e questo ricadrà sulle persone
    più deboli e indifese. Meglio prevenire che curare, o sbaglio ? Dobbiamo insegnare ai ragazzi, l’onestà
    e l’educazione. La stessa che abbiamo perso, con la troppa tolleranza. E questo è il risultato !!!!
    Cordialmente.

  5. Buongiorno Marco e buogiorno a tutti,
    anch’io mi sto chiedendo come sia possibile che certi episodi avvengano all’interno di una scuola e purtroppo non è l’unico caso. Il fatto che i ragazzi fossero in ricreazione e che si tratti di una scuola superiore non giustifica il crearsi di una situazione in cui manchi totalmente la sorveglianza da parte di chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole e in particolare della persona.
    Sono d’accordo con te quando dici che gli insegnanti sanno benissimo chi sono i cosiddetti “bulli” sui quali quindi dovrebbero essere presi dei provvedimenti.
    Purtroppo al giorno d’oggi sta succedendo che la scuola è sempre più succube di una particolare categoria di genitori. Sono sicura che se solo un insegnante prova ad adottare un provvedimento disciplinare nei confronti di uno di questi ragazzi, evidentemente con grossi problemi di adattamento sociale, il giorno dopo si trova a dover affrontare genitori agguerriti pronti a sporgere tanto di denuncia.
    Ti dico questo perchè ho visto personalmente quello che è successo nella scuola dei miei figli (elementare) dove un gruppo di genitori ha pesantemente protestato addirittura con minaccia di denuncia contro un’insegnante che aveva punito i bambini perchè durante la mensa erano stati indisciplinati. Ti chiederai: qual’era la punizione? Beh, anzichè farli giocare durante la ricreazione li ha fatti camminare (che per qualcuno è diventato “marciare”) in gardino. Questo per alcuni genitori è stato definito “umiliante”, perchè i bambini dopo una mattinata di scuola hanno il diritto di scatenarsi. Personalmente non ci ho trovato niente di umiliante, di sicuro questa punizione non ha creato traumi a mio figlio, anzi ho ripetuto a chiare lettere che bisogna prima vedere come si comportano i nostri pargoli. E’ vero che il bambino va tutelato ma è altrettanto vero che a volte diventano esageratamente indisciplinati e vanno ripresi, c’è poco da fare.
    Non solo, rimango veramente allibita quando sento alcuni genitori che si lamentano per la rigidità eccessiva delle regole di questa scuola che sono: la richiesta di puntualità al mattino, il rispetto per l’altro, la richiesta ad alcuni genitori di evitare di prendersi a parolacce nel parcheggio della scuola davanti ai bambini, così come la richiesta agli stessi di entrare nell’edificio scolastico con un abbigliamento decoroso e non come se si stesse andando in spiaggia. Ma tutto questo per alcuni è eccessivo!
    Allora, a mio parere, da un lato le istituzioni dovrebbero fare in modo che la scuola riacquisti l’autorità che aveva un tempo e per fare questo è necessario che la scuola stessa dal suo canto si mostri forte e all’altezza di fronteggiare certe situazioni anzichè mostrare assoluta incompetenza come spesso sta accadendo soprattutto nella scuola pubblica; dall’altro lato bisogna diffondere con gran forza la cultura e la consapevolezza che il ragazzo “bullo” o con atteggiamenti tali ha seriamente bisogno di un recupero psico-terapeutico o comunque di essere preso in cura da persone competenti, ma devono essere per prime le famiglie ad accettare l’idea che hanno un serio problema da affrontare piuttosto che andare fieri ed orgogliosi o minimizzare i comportamenti del proprio figlio.
    Un ragazzo che interiorizza sani principi, che ha dei chiari obiettivi per il suo futuro, che è sereno interiormente, che ha vari e innocui interessi, quale motivo ha di accanirsi contro colui che viene ritenuto più debole? Se fa questo è perché gli manca qualcosa di importante.

  6. Buonasera.
    @ Carminia.
    Gent. ma Sig.ra, le sue parole sono musica per le mie orecchie e mi trovano pienamente d’accordo
    su tutti i fronti. Ma purtroppo, i genitori e le istituzioni, sono il vero cancro di questa società ormai
    al tramonto. Perché le scuole riacquistino un minimo di autorità e di conseguenza possano essere
    chiamate scuole dell’educazione, bisogna ritornare alle vecchie leggi e automaticamente verremmo
    considerati un popolo di fascisti e dittatori. Quello che dobbiamo fare e al più presto è semplicemente
    eliminare drasticamente la tolleranza, se sbagli sei fuori, stop ! I genitori sono ormai alla mercè dei
    propri figli e incapaci di dialogare e di farsi rispettare, crescono ragazzi senza attributi e con una sola
    idea in testa, il dio denaro. Quattordicenni che vivono come donne navigate e alla fine si gettano nelle
    mani del primo venuto, per una ricarica telefonica. E mi creda cara Carminia, i genitori lo sanno e
    spesso, acconsentono che le proprie figlie si prostituiscano. Abbiamo creato una società di mele marce
    e ora dobbiamo cercare in tutti i modi di rimediare, ma aimè, ritengo il danno irreparabile. L’unica cosa è tornare al bastone e alla carota. Quando un vigliacco, spegne una sigaretta addosso a un disabile o a una persona indifesa, resta una sola cosa da fare, cioè arrivare ad adottare le vecchie punizioni fisiche. Le
    assicuro che durante la lunga degenza in ospedale, avrà il modo di analizzare il suo operato e ne
    uscirà, un ragazzo pronto a diventare uomo. Che vadano pure i genitori a protestare, sistemeremo
    anche loro. Altro che tolleranza. E nelle scuole, quando un docente entra in classe, tutti gli alunni in
    piedi per rispetto. Una volta era così e se per sbaglio non ti alzavi, erano bacchettate sulle mani. Ho
    55 anni e ci sono passato !
    Cordialmente.

  7. Ciao Lena,
    è pur vero che in democrazia, quella vera, è necessario saper ascoltare tutti, me è altrettanto vero che le posizioni estremiste non giovano mai alla causa, mi stò riferendo al sig. Marco che risulta essere così poco tollerante e a dir il vero mi sembra un pò nostalgico di un ventennio del secolo scorso, forse la costituzione la conosce solo per le parti che gli interessano, meno male che la nostra costituzione ha democrazia da insegnare a tutti.
    Fissato questo principio e credendo fermamente nei valori della democrazia, il da farsi resta (soltanto) la corretta applicazione di quello che già esiste a tutti i livelli.
    Personalmente ho subito le punizioni delle bacchettate sulle dita, i sassolini sotto le ginocchia, la punizione dietro la lavagna e non posso condividere che questo sia il miglior metodo educativo, nella stessa misura che non lo è il permessivismo più sfrenato. Vi è invece completamente mancante il valore della solidarietà e della tutela verso le componenti sociali più deboli, credo che qualche volta bisognerebbe imedesimarsi sulle situazioni, per capirle fino in fondo.
    Il problema resta in chi deve fare cosa.
    Le manifestazioni per la difesa dei propri diritti, devono essere capite come sacrosante, deve anche essere capito e pesato nel giusto valore anche chi manifesta.
    Cordialmente.
    Giuseppe

  8. Buonasera.
    @ Giuseppe.
    Andiamo per ordine, mi piace essere chiaro e parlare in modo diretto, senza ipocrisia. Lei ha
    detto una cosa errata, io sono una persona che non ammette la tolleranza di un delinquente
    che spegne una sigaretta sul corpo di un suo simile e non sarò mai “poco tollerante”. Se lei
    accetta un tale comportamento, le sue parole mi fanno rabbrividire e allo stesso tempo, sono
    orgoglioso di non essere per niente tollerante. Sono un nostalgico, il mio maestro di vita è stato
    il più grande politico e statista che l’ Italia abbia mai avuto, un certo Giorgio Almirante e devo
    dire che un personaggio del genere, farebbe molto comodo all’ assurda politica attuale. Lei
    afferma che la nostra Costituzione, ha democrazia da insegnare a tutti. Mi scusi, ma di cosa stà
    parlando ? La stessa è obsoleta e ormai è improponibile, fatta a doc per i nostri politici, con le
    sue regole contenute, stiamo ancora pagando i danni di guerra, la pubblica amministrazione è
    intoccabile per le varie postille contenute in essa e questa la chiama democrazia ? Grazie a
    questa, stiamo profondando in una voragine infinita. Caro Giuseppe, se ritiene che la tolleranza
    sia la via per uscire da questa situazione vergognosa e vedere i nostri ragazzi rispettosi delle
    regole e allo stesso tempo educati verso i più deboli, aimè, penso che abbia sbagliato a capire.
    Sono un uomo di estrema destra e le giuro che vedere una persona debole, in balia di quattro
    b… senza onore, mi fa veramente male e farei di tutto per vedere gli stessi, usati come zerbini. Ho insegnato ai miei figli, l’educazione e l’onore, anche con qualche scapaccione
    e non ne sono per niente pentito. Ho insegnato loro, ad aiutare i più deboli e gli indifesi. Non si
    deve essere tolleranti, bisogna essere giusti. Vivere in democrazia non vuol dire commettere
    atti ad offendere il prossimo. La democrazia và meritata e purtroppo noi non siamo ancora
    meritevoli. Vada a chiedere ai genitori del povero Manuel, cosa ne pensano in proposito !!
    Imedesimarsi sulle situazioni, per capirle ? Parliamo di gossip, forse è meglio !!
    Cordialmente.

  9. Buonasera.
    Cara Lena, sono letteralmente sconvolto e veramente arrabbiato. Ho appena finito di guardare in tv
    e precisamente su canale 5, a pomeriggio cinque e se non vado errato c’eri anche tu. Quello che ha detto
    la mamma di Manuel è terrificante. Un ragazzo torturato e preso in ostaggio da una banda di schifosi
    individui e minacciato di altre torture, in caso che il povero Manuel porti a conoscenza di queste varie
    porcherie. Nessuno crede, nonostante le varie cicatrici sul corpo del ragazzo. Ribadisco, i docenti e il preside devono essere rimossi e denunciati e tolto loro lo stipendio.
    Piazzare delle telecamere nell’istituto stesso e alla fine qualcuno dovrà pagare, non è umanamente
    possibile tollerare un così meschino comportamento da parte di una fottuta squadra di balordi senza
    attributi. Cara Lena, sei nella posizione di poterti muovere liberamente per aiutare Manuel e propongo
    a te e alla redazione, una raccolta di fondi per denunciare l’indifferenza di docenti e preside. Ci sarà pure un avvocato dai buoni propositi che aiuterà il ragazzo. Questa è una situazione che non
    può continuare, deve essere soppressa. Non mi vergogno a dirlo, stò piangendo come un bambino che è caduto dalla bicicletta. Come vorrei avere tra le mani uno di quei torturatori !!
    Cordialmente.

  10. Buongiorno

    CHE dire non ci sono parole, non vedo l’ora di morire perchè non voglio vivere in un mondo
    di merda come questo.

    UN BACIO E UN ABBRACCIO A MANUEL E SUA MADRE MATILDE,ALMENO LA MIA SOLIDARIETA
    NON GLIELA TOGLIERA NESSUNO
    MASSIMO

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