Non sappiamo far valere i nostri diritti! Un turista svedese lo fa per noi

Stazione ferroviaria di Calalzo, Belluno. Un turista svedese su quattro ruote non ci pensa due volte a far valere i Suoi diritti. La cosa che più colpisce è che in realtà sono anche i nostri diritti e noi restiamo inermi e lasciamo fare agli altri il lavoro più scomodo.

Cosa ha fatto? Attendeva come un comune passeggero sulla banchina di una stazione ferroviaria della nostra bella Italia; l’attesa è finita, il treno arriva. E’ qui che l’illusione e la immediata delusione hanno preso il sopravvento sull’ignaro turista.

In concreto il treno è subito risultato inaccessibile alla persona su quattro ruote e anche senza la possibilità di essere assistito da personale competente. Colui che doveva essere un passeggero come tanti ha subito preso una posizione ferma e decisa nei confronti di un disservizio, instaurando un acceso colloquio con il capotreno.

Purtroppo non è stato sufficiente a convincerLo a desistere dalla azione di protesta e ha raggiunto con la carrozzina la testa del convoglio, ha agganciato una maniglia del portellone di un vagone, e non l’ha più mollata. Tutto questo perchè l’operatore, avendo l’obbligo del rispetto degli orari, ha chiuso le porte del treno ed ha dato il via libera del treno in partenza, senza Lui a bordo.Chiunque potrebbe dire che è inutile prendersela con l’addetto; è evidente che non è Suo il compito di fornire un servizio a norma in toto e questo credo che lo sappia anche il comune utente. Purtroppo, tutti i servizi hanno degli operatori che nello svolgere il loro lavoro rappresentano, con la loro divisa, la azienda fornitrice del servizio fantasma.

E così il turista si è accorto che per Lui non c’era alcun servizio. Di certo non quello a cui Lui è abituato in Svezia, che non è da marziani ma è semplicemente la pura e semplice normalità. E’ solo la natura di un paese civile, che non ci pensa proprio a farsi riprendere per errori del genere.

Oltre al danno subìto, a lasciare di nuovo a bocca aperta è che lo Stato, nella persona della Polizia Ferroviaria, fa valere i propri diritti; anche se credo a Loro malincuore, sono stati costretti a segnalare il fatto alla autorità giudiziaria. Il treno è rimasto fermo per una quarantina di minuti alla stazione ferroviaria di Calalzo e questo equivale a dire: interruzione di pubblico servizio. Conclusione: il turista è stato convinto ad attendere il treno successivo, garantendo a Lui l’accessibilità.

Ma in tutta onestà perchè non ci interroghiamo:” Ma il pubblico servizio dove è? Voi lo vedete?” Qualcuno deve proprio aiutarmi a capire. Forse sono troppo stupida e non me ne vergogno a dirlo se così fosse, ma io non vedendo un vero servizio rivolto a tutti nella medesima misura e condizione, credo che non abbia neanche diritto di esistere il danno provocato dal “presunto passeggero”.

Troppo facile così per lo Stato prepotente; fa valere il proprio diritto senza pensarci due volte, esigendo qualcosa dal pubblico cittadino e poi con la stessa rapidità negare i diritti allo stesso. Maledettamente semplice ricevere senza mai dare nulla in cambio.

Al turista svedese concedo, rientrando nella Sua terra, sicuramente nello specifico migliore della nostra, di farsi insieme a Suoi concittadini una fragorosa risata che possiamo sentire fino a qua; è sicuramente una umiliazione ma credo che serva, perchè prima o poi deve pur portare ad un intervento concreto e coeso, verso i numerosi disservizi che il nostro Paese ci offre.

I media, come La voce di Venezia, gli Invisibili del Corriere della Sera, svolgendo il loro compito, hanno dato voce ad un significativo diritto negato; spero, in un futuro non troppo prossimo di leggere che queste proteste saranno finalmente supportante da un numero considerevole di persone. Attenzione ho detto persone e non solo disabili.

Le persone è ora che capiscano che un diritto che oggi viene negato a noi potrebbe in un futuro, non si sa, toccare anche a loro. Nessuno è immune. Può essere brutto da dire ma è la realtà della vita; una barriera per noi oggi potrebbe essere la Vostra domani e notare bene non per forza di cosa legata ad una malattia.

Mi rattrista dirlo, ma a noi e per noi intendo tutti gli italiani manca quella grinta che farebbe la differenza; certo non parlo di azioni individuali che lasciano il tempo che trovano ma della massa. Il trasporto ferroviario è un servizio da cui noi disabili ci autoescludiamo, per evitare di picchiarci il muso e sentirci ancora una volta umiliati e mortificati. Le linee locali e i convogli locali sono ancora non a norma, obsoleti e questo nel 2013 non ci fa onore.

Davanti a questi assurdi diritti negati, dovremmo fare gruppo, ci vorrebbe coesione in nome di una vita indipendente che ci viene da sempre palesemente negata.

Le ultime righe del mio articolo voglio dedicarle a tutte quelle persone che, attraverso la rete, mi hanno impressionato, purtroppo non in bene ma in male. Molto male. Hanno lasciato e diffuso dei commenti orrendi sui disabili; sul fatto che siamo troppo pretenziosi e lagnosi. Parole gravissime. Vogliamo anche noi quello che volete Voi; nello specifico del caso viaggiare su un treno dello Stato.

Ma a cosa siamo arrivati? Ci sono le proteste di serie A e quelle di serie B? I pendolari, che per lavoro prendono il treno e protestano per il caro biglietti e per il trasporto parogonabile ad una carro bestiame, hanno più diritti di noi a protestare? Siamo tutti uguali, dovremmo unirci invece di farci la guerra e stare ad ascolatare le grida a squarcia gola di coloro che pensano di avere più diritti di noi e vogliono avere la precedenza su tutto e tutti. Il diritto a viaggiare in una condizione sana e civile è di ogni essere vivente, non a senso unico; disabili compresi. Rifletteteci un po’ su.

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7 risposte a “Non sappiamo far valere i nostri diritti! Un turista svedese lo fa per noi

  1. Ma se ancora vanno in giro treni i cui vagoni sono praticamente inaccesssibili a decine di categorie di persone, tanto sono alti e pericolosi i gradini per accedervi e, soprattutto, per scendere a terra! Bambini, anziani, artritici, ipovedenti, ciechi, ingessati, mamme con il passeggino e magari un altro bimbo per mano… Non c’è bisogno di scomodare le carrozzelle degli invalidi per evidenziare il menefreghismo assoluto nei confronti del cittadino che, guarda caso, è poi quello che paga gli stipendi agli inservienti, ai dirigenti, agli statali, ai politici… a tutti!

  2. Buongiorno.
    Cara Lena, da tempo sostengo che ormai gli Italiani siano diventati un popolo di masochisti o di
    stupidi. Ci piace essere presi in giro e ci vuole uno svedese per far valere i nostri diritti, in un paese
    ormai senza regole. E’ paradossale che nessuno abbia il coraggio di smuovere un sistema obsoleto
    e truffaldino, se non sappiamo protestare per i nostri diritti sacrosanti, dove vogliamo arrivare ? Siamo il paese con la pressione fiscale più alta del mondo e non abbiamo un minimo di tutela per
    cose che dovrebbero essere, prioritarie. Spesso mi chiedo dove finirà questo paese e vedo la chiara
    rassegnazione nei giovani e la voglia di andarsene a cercare fortuna e rispetto, in qualche altro paese.
    L’Italia diventerà molto presto un popolo di vecchi e senza diritti, saremo sempre più in balia dei
    poteri forti e saremo automaticamente schiacciati da chi è venuto nel nostro Paese, per trovare fortuna. Forse gli stessi, avranno il coraggio di far valere i diritti che noi non siamo stati capaci di
    ottenere. E questo la dice lunga !! Sono più che convinto che i nostri politici agiscano in questo modo
    perché vedono nel popolo stesso, una reale forma di codardia e agiscano di conseguenza. In effetti
    siamo un popolo di menefreghisti, se analizziamo tutto il sistema, vediamo e sentiamo giornalmente
    le bugie e le minacce che l’intera politica ci propone. E tutto tace !! Non dobbiamo lamentarci se in
    una stazione ferroviaria, una persona in carrozzella non riesce a salire su un vagone. Questa reale
    situazione, L’ABBIAMO VOLUTA NOI !! E abbiamo anche il coraggio di chiamarla democrazia.
    Cordialmente.

  3. Purtroppo in Italia esiste un problema culturale da decenni ormai. Basta leggersi alcuni libri per rendersi conto che la situazione è addirittura peggiorata. I giovani sono lasciati a se stessi, con pessimi esempi. I più in gamba giustamente emigrano, non senza rabbia e nostalgia.
    Dire che la colpa è della politica, che per vent’anni ci siamo messi nelle mani di certa gente, è solo uno specchietto per le allodole. Se TUTTI quanti avessimo senso civico e amore per lo Stato, come nei paesi del nord europa, avremmo la metà dei problemi. Invece si lascia spazio alla prevaricazione e all’ignoranza, la strada più semplice per il profitto di pochi e lo sfruttamento degli altri.
    Di mio cerco di essere un buon cittadino (del mondo!). Ma di brave persone in Italia ce ne sono molte e ce ne sono state, persone che lottano quotidianamente con innumerevoli difficoltà. Bisogna emarginare gli ignoranti, i furbi e i furfanti e dare spazio ai meritevoli. A partire dalla politica.
    Un cordiale saluto

  4. mio marito è stato per 6 anni sulla sedia a rotelle e sarebbe troppo lunga raccontare quello che abbiamo patito in Italia in disservizi ignoranza maleducazione.posso dire che nonostante la sedia abbiamo viaggiato parecchio in macchina e fuori dai nostri confini non abbiamo mai avuto nessun problema anzi. mi ricordo che eravamo a versailles ed io avevo scaricato la sedia e avevo iniziato a spingerlo verso il cancello. è arrivato un gendarme ci ha fatto risalire in macchina e praticamente abbiamo parcheggiato davanti all’entrata. stò parlando di versailles. invece mi ricordo che per visitare il museo di brera (siamo di milano) abbiamo dovuto prendere il montacarichi che oltretutto non funzionava bene e vedere qualcosa perchè non era tutto accessibile. il Louvre invece l’abbiamo fatto TUTTO!!! cosa dire?? adesso lui cammina ma siamo talmente disamorati di questo paese che appena possiamo varchiamo i confini

  5. Buongiorno.
    @ Diego.
    Senso civico e amore per lo Stato ? Caro amico ma di cosa stai parlando ? In un Paese ormai alla
    frutta e considerato ( e non lo dico io ma una ricerca fatta in Inghilterra ) uno dei cinque paesi più
    corrotti al mondo, fare paragoni con i paesi del nord europa, mi sembra un tantino esagerato. Per
    prima cosa, il rispetto e le leggi di tali paesi è di primaria importanza, non ci sono attenuanti per un individuo che sbaglia e la severità nell’applicare le leggi è nota a tutti. Queste persone, nascono con
    il senso civico è nella loro cultura e fa parte del loro dna. Personalmente amo il mio Paese, la Patria,
    non certo lo Stato, fatto da personaggi che hanno fatto della disonestà, la loro ragione di vita. Caro
    Diego, prima di sentirsi cittadini del mondo ( cosa che posso anche accettare ) bisogna sentire dentro,
    l’amore per la propria Patria, solo così si raggiungerà il senso civico. Stato e Patria sono due cose ben
    definite, ma sicuramente diverse. I più grandi Nazionalisti europei, vivono nei paesi nordici, loro hanno innato l’amore per la Patria e automaticamente insegnano ai loro figli, il reale senso civico.
    In Italia dalla fine della seconda guerra mondiale, i nostri politici cosa ci hanno insegnato ? Semplice,
    la persona disonesta è da considerarsi furba, l’onesto, un povero pirla. E questa è la differenza !!!
    Cordialmente.

  6. Leggo questo articolo casualmente prima di addormentarmi da Shanghai dove sono per lavoro. Mi rattrista pensare che il paese dove sono nato e cresciuto si e’ ridotto in questo modo. La colpa comunque e’ nostra perche’ proprio come ha fatto quel turista dovevamo prendere per la cravatta i nostri politici e mollarla solo quando si convincevano che era ora di fare le cose per bene. Mi dispiace dirlo ma siamo proprio un popolo di pecoroni e lamentoni. Se i politici non fanno, non si votano e basta! Basta creare il partito degli ignoranti per mandare a casa i delinquenti. Che paura abbiamo, peggio di cosi’! Mandateli a casa tutti, altro che paura di restare senza Governo! Dite alla Regina di Germania, ooops Cancelliera che e’ ora di farla finita con il rigore e sviluppo. Cosa significa, corri con il freno tirato! Date soldi a chi lavora e vedrete come ripartira’ l’economia. Costringete le banche a finanziare chi lavora, chi fa impresa, vedrete come riparte. Non vogliono sentire, semplice, si Nazionalizzano e si fanno ridiventare Banche! Ci sarebbe da dire tanto, ma la cosa piu’ importante e’ che dovete agire non solo lamentarsi. Prendete per la giacca il politico e chiedetegli perche’ lui vive da nababbo e voi in cassa in deroga? Andate in 200 sotto casa sua e chiedetegli a gran voce perche’ lui vive cosi’ bene e voi cosi’ male. Quando incontrate un parlamentare perche’ lo chiamate Onorevole e non Cittadino. Cosa fara’ mai di tanto grande da meritarsi questo appellativo? Come non mai andrebbero chiamati disonorevoli! Se tutti cominciassero a fare valere i propri diritti senza sconti in poco tempo le cose si sistemerebbero.

  7. Buongiorno.
    @ Stefano.
    In poche parole hai raggiunto lo scopo. Condivido pienamente il tuo pensiero, niente di più vero e
    sacrosanto. Disonorevoli è la parola che meglio descrive i nostri politici e tutto il sistema delle nostre
    istituzioni.
    Cordialmente.

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