Picchiare e umiliare il più debole è ancora divertente? Evidentemente sì.

Eccoci ci risiamo: ragazzo disabile picchiato e filmato dai suoi coetanei e anziana, affetta da alzheimer, picchiata nella sua stessa casa dalla badante.

Ma cosa sta succedendo? Io pensavo che la Società dovesse evolvere e invece siamo fermi su alcuni principi e convinzioni, totalmente fuori dal tempo.

Il tanto praticato “bullismo” non risparmia nessuno, abili o disabili non importa, lo scopo è divertirsi, fare qualcosa di diverso, da immortalare su un cellulare, tablet per dimostrare di essere cosa? Una generazione sopra le righe? Per fare a gara a chi posta sul web qualcosa di veramente spettacolare, “fico”?

Il caso di Genova è solo l’ultimo dei tanti episodi inaccettabili. Sono pienamente d’accordo con la posizione che la scuola ha deciso di tenere nei confronti di tali comportamenti. La rieducazione è assolutamente necessaria. Anzi io penso che bisognerebbe inserire anche delle ore di assistenza a ragazzi con disabilità sia all’interno della scuola, quindi una specie di aiuto ai compagni meno fortunati, che in alcune strutture esterne. C’è sempre bisogno di volontari, di aiuto pratico e sopratutto di un po’ di compagnia per quei ragazzi, che vivono nelle strutture e che hanno una vita decisamente più difficile dei tanti coetanei.

Penso che il compito degli assistenti sociali e degli psicologi sia proprio quello di far capire loro il valore della vita; che ogni atteggiamento che una persona decide di tenere nella società può danneggiare gli altri, quindi responsalizzarli su questo e sul fatto che, quando si va oltre i limiti, è prevista una punizione ed è giusto capire e recuperare sull’errore commesso.Detesto fortemente questi atteggiamenti di bullismo perchè ledono e limitano lo spazio vitale delle persone e questo non equivale a civiltà; continuo a ripensare e a chiedermi:”Cosa ci avranno trovato di così divertente?” Non riesco a darmi una risposta perchè sono convinta che non c’è e non ci sarà mai nulla di cui divertirsi. Io vorrei che capissero che siamo tutti aggrappati alla vita, che è una sola e quindi abbiamo una unica possibilità per stare qui e fare la differenza, ma una buona differenza.

Le persone con disabilità hanno diritto allo stesso spazio vitale che hanno gli altri, con le stesse opportunità. Anche per vivere ci sono delle regole e io credo che dovremmo imparare a rispettarle.

Si è trattata di violenza gratuita! Se una persona non ti piace non la frequenti, non ci parli ma non voglio pensare che c’è davvero bisogno di picchiarla, deriderla e umiliarla. Hanno ripreso la scena con lo stesso tablet che la scuola aveva fornito loro per lo studio ed ora, con questo, dovranno prepare un video sul bullismo da presentare poi nelle scuole liguri, attraverso incontri con gli studenti.

In questo caso, non credo che sia poi così importante distinguere chi ha effettivamente esguito l’aggressione, da chi si è limitato a guardare e filmare il tutto. Non condivido che qualcuno possa restare inerme davanti a una scena del genere e non fare o dire nulla.

Poi, soprattutto, mi dispiace che alcuni genitori di questi ragazzi non abbiano reputato il gesto dei figli tanto grave da meritare la rieducazione. Sentire che si è esagerato mi fa molto male, come sentire che era sufficiente una tirata di orecchie. Non condivido assolutamente, perchè penso che questi ragazzi debbano ritrovare la strada giusta, apprendere determinate linee guida che sono venute meno. Proporrei una riflessione a questi adulti rimasti colpiti da tanta severità, da parte delle nostre Istituzioni; basterebbe per un attimo provare uno scambio di ruoli e con lucidità forse tutto risulterebbe più chiaro. Io in questi termini proporrei una rieducazione figli-genitori; male non può fare e forse imparerebbero tutti qualcosa e soprattutto a vivere in maniera sana il rapporto genitori e figli.

Proviamo a mettere al centro dell’attenzione il gesto; tutto questo mi fa paura, perchè solo la cattiveria e l’ignoranza fa provocare in me tanto spavento. Abbiamo toccato il fondo: violato i pricincipi di civiltà.

L’altro episodio, verificatosi a Vicenza, è rappresentato dalla violenza su una signora anziana, affetta da Alzheimer, messa in atto da una delle Sue badanti. Anche in questo caso rasentiamo l’assurdo. Io preferisco definirla cattiveria e soprattutto, perchè l’attività di assistenza ad una persona malata deve essere sentita e non forzosa.

Provo disgusto al solo pensiero di quelle immagini e audio riprese dalle forze dell’ordine dopo la segnalazione, da parte della nipote,  di sospetti su una serie ripetuta di maltrattamenti nei confronti dell’anziana signora.

Anche in questo caso perchè prendersela con i più deboli? Sicuramente perchè si è sicuri di uscirne vincitori. Io trovo che sia solo codardia; perchè non provare a rivalersi su qualcuno al proprio pari? Troppo facile prendersela con una persona malata, non più in grado di comunicare quanto subisce ogni giorno; vere e proprie vessazioni, come schiaffi, tirate di capelli, inguirie, minacce di morte e trascinamenti sul pavimento.

Pensate alle famiglie che, dovendo lavorare, devono affidare i propri cari alle badanti, italiane e non, nelle proprie case e che si ritrovano a vedere i segni di questi abusi e maltrattamenti. E’ un mix di inciviltà e cattiveria che è insita in alcune persone e che, assolutamente, non dovrebbero neanche avvicinarsi alla vita di un altro essere umano. E’ come se queste persone in difficoltà venissero sbranate, con tanta ferocia, ma perchè? Avranno fame di vendetta, ripicca, dominio perchè profondamente disturbati oppure agiscono così per il semplice gusto di farlo?

Quante domande sempre senza risposte; forse, dopo il gesto che resterà indelebile, a fare davvero male è non sapere i perchè di tali atti e quale soluzione metterà la parola fine a tante cattiverie. E’ giusto che lo Stato sia chiaro su quale sarà la prova da superare, per chi ha violato i principi di civiltà, perchè di questo si tratta, creando danni ad un altro essere umano. Dopo i giusti interventi ci resta solo sperare che la Società mostri, finalmente, segni di maturità.

 

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14 risposte a “Picchiare e umiliare il più debole è ancora divertente? Evidentemente sì.

  1. … ti piace vincere facile…

    vedi Lena, tu ti meravigli, io mi aspetto di peggio. Non perché sia pessimista… sarà solo la realtà, perché non ci sono, non vengono insegnati e vissuti i cosiddetti valori morali, certe volte, neanche da chi lo dovrebbe fare per missione. Perché?… Perché?… Perché?…

    La risposta c’è, ma relativamente pochi sono così umili da accettarla. “…per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà.” (Matteo 24:12 CEI) Sono lì da 2000 anni, insieme ad altri aspetti che tutti insieme indicano il fallimento dell’autonomia dell’uomo da Dio. Solo eliminando le due cause maggiori, l’umanità tirerà un sospiro di sollievo.
    … ma, sono certa, non interessa quasi nessuno…

  2. Buongiorno.
    Certamente la maggior parte di voi mi criticherà per le mie affermazioni e sono anche consapevole di
    quello che stò dicendo, assumendomi tutte le responsabilità. Accetto volentieri la critica, solo se è
    costruttiva e estranea al colore politico. Da tutta la vita sono accanto a movimenti di estrema destra
    e ne sono fiero, non ho mai bruciato il tricolore in nome di quella libertà che lo Stato mi nega ogni giorno e spesso e volentieri tutela chi delinque. Picchiare e umiliare il più debole e segno di eterna
    vigliaccheria e allo stesso tempo, promuove la violenza di gruppo. Le così dette bande di quartiere
    sono formate da un gruppo di ragazzi che presi uno a uno, sono dei vigliacchi patentati e hanno paura
    della loro stessa ombra. Umiliare il più debole è segno di frustrazione personale e ricorrendo a tale
    comportamento, si scarica l’adrenalina in eccesso, un modo per nascondere la propria codardia. Questi personaggi, devono essere colpiti e guariti a bastonate, senza dare loro il tempo di capire
    quello che gli stà accadendo. Siamo un popolo di tolleranti ma questa tolleranza ci porterà alla pura
    distruzione. Occhio per occhio, dente per dente, se sbagli paghi, tolleranza zero. Sgridare un bimbo con uno schiaffo, non è da paese civile, lasciare in balia di quattro bastardi una persona che non può
    nemmeno difendersi è normale amministrazione. Grazie cari politici, avete raggiunto la fase terminale
    della vostra stupidità. Sono un convinto sostenitore della pena capitale e nessuno potrà mai farmi
    cambiare idea, la violenza sulle persone indifese e deboli, si paga con la vita. Tutto il resto sono solo
    parole senza senso. Si stava meglio, quando si stava peggio. Parole sacrosante.
    Cordialmente.

  3. Ciao Lena volevo aggiungere una sola cosa a ciò’ che hai già detto tu. Questi fatti sono solo il frutto di una società malata e purtroppo malata anche nel suo nucleo elementare rappresentato dalle famiglie. Genitori che non riescono a trasmettere valori ai loro figli, creano famiglie povere moralmente in cui tutto è permesso pur di essere al centro dell’attenzione, pur di dimostrare di esistere. Tutto è’ tollerato perché ‘in fin dei conti sono ragazzate!’. Ci si sente soli e vogliamo dimostrare la nostra forza colpendo chi non si può difendere. Vogliamo combattere la frustrazione di un lavoro difficile e esercitiamo il potere picchiando l’essere indifeso che ci è stato affidato…. Sono d’accordo con Graziella che dice che il peggio deve ancora venire.
    Spero comunque di sbagliarmi!

  4. @Marco
    Tu sarai una persona dai nobili valori e posso accettarlo … dopotutto non ho il piacere di conoscerti, ma mio nonno ricordava che ai suoi tempi lo stesso genere di tipi da te descritti passavano su camion scoperti indossando una camicia nera e con un manganello in mano.
    Per par condicio, anche quelli rossi ne hanno fatte di cose simili e ogni paese ha la storia costellata da simili elementi: dal K.K.K. ai talebani, dai crociati ai negrieri, all’IRA, alla teologia della liberazione, alle guerre etniche ecc… fino ad arrivare a Caino e Abele.
    Il problema è sempre dietro le quinte.
    La violenza la vivi in famiglia insegnando ai figli che l’uomo non deve piangere e non deve chiedere mai, a negare l’evidenza e addossare sempre la colpa ad altri, la impari con gli eroi dei film, dei cartoon e dei games, a scuola con la storia, l’evoluzione e l’epica….. è quasi palpabile nell’aria; quindi bisogna ribellarsi a questo, cambiare i nostri pensieri e le nostre azioni… gli esempi non mancano.
    … Sbaglio?

  5. Buonasera.
    Carissima Sig.ra Graziella, il perbenismo che ormai serpeggia nel nostro bel Paese è sintomo di una
    certa rassegnazione che le istituzioni stesse vogliono celare, ormai messe con le spalle al muro da una
    parte di persone che pensa che la tolleranza stessa, sia un segno di civiltà. Tornare al manganello, per
    certi personaggi che agiscono in modo scorretto e fanno della paura verso i più deboli, il loro credo, non sarebbe così male. Sono nato alla fine degli anni 50′ e mi ricordo che a scuola, quando entrava la
    maestra o il direttore, tutti sull’attenti, per rispetto verso di loro. Oggi un ragazzino delle elementari, si può permettere di mandare aff…….una maestra senza che le succeda niente e in caso di un giusto
    rimprovero, intervengono i genitori, in difesa del ragazzino. Secondo lei, trova giusto tutto questo ?
    L’educazione di un bimbo, inizia dal giorno della nascita e non si deve mai e sottolineo mai, lasciare
    l’iniziativa allo stesso, fino al giorno della reale capacità di vedere il mondo nella giusta direzione.
    E’ facile mettere al mondo i figli e lasciarli in balia di se stessi, magari ricoprendoli di regali, il difficile
    è farli diventare uomini, con la U maiuscola. Quattro schiaffi o una cinghiata sul sedere, non hanno mai fatto male a nessuno e dopo averla ricevuta, prima di rifare una stupidata, ci pensavo due volte.
    Aimè, oggi toccare un bambino è da persona incivile, ok ! il risultato è sotto i nostri occhi. Bande di
    veri bastardi e codardi che si accaniscono contro il più deboli. Questa cosa è sicuramente degna di un
    paese civile. Cara Graziella, sono un fascista e ne vado orgoglioso, ho insegnato ai miei figli il rispetto
    e l’educazione verso il prossimo e sopra ogni cosa verso i più deboli e in alcuni casi anche con qualche
    ceffone e il risultato è stato esilarante e ancora oggi la figlia più grande (25 anni) me ne rende merito.
    Il più piccolo (8 anni) stà entrando a far parte di un circolo per disabili, dove i bimbi giocano con i loro
    amici meno fortunati e passano le giornate felici e contenti. Mi ritengo, nonostante abbia dovuto chiudere l’attività per mancanza di lavoro, il padre più fortunato del mondo.
    Un abbraccio.
    Cordialmente.
    W l’Italia.

  6. Buonasera.
    Cara Sig.ra Roggiolani, leggendo nel blog del tgcom, ho trovato una notizia sconvolgente, due ragazze
    rispettivamente di 14 e 15 anni, si prostituivano con lo stesso consenso della madre di una delle due e
    fortunatamente la madre all’oscuro di tutto, ha denunciato l’accaduto alle autorità. Questa cosa è
    successa a Roma, la capitale d’Italia non certamente in una favelas brasiliana. A Rimini due donne si
    prostituivano in auto, madre e figlia perché ridotte in povertà assoluta. Nel primo caso sarebbe una
    cosa normale, condannare all’ergastolo una madre che obbliga una figlia a prostituirsi, o no ? Questa
    è una delle tante violenze sul più debole ma, in Italia questo è largamente tollerato e dico questo per
    il semplice motivo che quella madre snaturata, non passerà molto tempo in galera e forse non ci andrà nemmeno. Questa è la tolleranza che contraddistingue ormai questo paese, tutto quello che è
    sbagliato, immancabilmente viene premiato. I ragazzi giovani come recepiscono un comportamento
    da parte delle istituzioni ? Semplice, delinquere e comportarsi in modo disonesto, deve essere la regola, tanto nessuno paga e chi sé visto sé visto. Cara Graziella, essere severi e mollare qualche
    sberla ai nostri ragazzi, non è certamente segno di inciviltà ma è indispensabile per far si che certe
    cose non accadano più. Smettiamola con la tolleranza, massacrare di botte una donna solo perché ti
    ha lasciato o violentare una ragazzina e farne sparire il corpo, picchiare un disabile per dimostrare la
    tua superiorità, deve essere punito, a mio personale parere, come da me già precedentemente espresso con convinzione, anche con una pena estrema. Solo così renderemo la vera giustizia
    alle vittime e ai parenti stessi. Si parla sempre dei carnefici e immancabilmente le vittime vengono
    parcheggiate nei dimenticatoi. Che vergogna !
    Cordialmente.

  7. Buonasera.
    Carissima Lena, dopo il commento della Sig,ra Graziella Roggiolani, mi è sembrato giusto risponderle
    nel modo più chiaro possibile. Se ho urtato minimamente la vostra sensibilità, chiedo umilmente scusa
    a lei e alla signora. Purtroppo le violenze fisiche e psicologiche sulle persone più deboli, mi fanno solo
    arrabbiare e la mia voglia di vera giustizia, risorge.
    Un caro saluto.

  8. A parer mio i commenti di marco sono sìì forti ma rispecchiano quasi tutti i miei valori e poi quando senti di tutte le violenze su donne e bambini che reputo le più vergognose alle quali pure dio scenderebbe in terra a far giustizia!.Perchè sui bambini che debbono essere il nostro futuro ma i veri colpevoli di tutto ciò siamo noi che non rispettiamo le minime regole di convivenza anche in condominio,c’è da dire poi che abbiamo una società che ora più che mai sia basata sul potere del danaro e corruzioni varie a tutti i livelli e non diciamo di nò perché siamo arrivati all’estremo pur di aver la meglio!.Credo fermamente nella giustizia equa ma nello stesso tempo decisa e veloce quando vi sono prove certe di colpevolezza al 100%.Per quanto riguarda la pena capitale non voglio pronunciarmi però dico solo che vengano rispettate le regole,non vi sia bisogno di applicare quella che io chiamo l’ultima risorsa!.Ho detto prima di credere nella giustizia ma non quella politica……………………infatti lor signori siano i primi ad essere giudicati dal popolo che credo lì voglia tutti nelle patrie galere ed i clandestini rinchiusi in esse vadano ai loro paesi d’origine a scontar la pena!.

  9. Buonasera.
    Caro Gianfranco, spesso ci sentiamo sul blog del dott. Banfi e mi sembra di capire che la pensiamo allo stesso modo e non intendo quello politico, intendo che siamo due persone che amano il rispetto
    per il prossimo e auspicano un futuro migliore, sotto tutti i punti di vista. Vorrei annotare una cosa
    molto semplice, non dobbiamo considerare le persone deboli, solo quelle che sono costrette su una
    sedia a rotelle o peggio, immobili in un letto. Un bimbo, una donna che malauguratamente subiscono
    una violenza, sono da considerare soggetti più deboli e per questo, bisognosi di protezione. In questo
    preciso istante che davanti al pc, stò esprimendo la mia rabbia nei confronti di potenziali prepotenti,
    in Italia o in qualche paese del mondo, si stà consumando un omicidio o una violenza, verso una
    persona indifesa. E questo è assolutamente grave e inconcepibile. Caro Gianfranco, dichiari di credere
    nella giustizia, ma purtroppo la politica non c’entra nulla è solo il buonsenso che deve primeggiare.
    Ragazzi che hanno ucciso i propri genitori, sono fuori e lavorano, stipendiati continuano a vivere allo
    stesso modo di prima. Due ragazzi che hanno dato fuoco a un senzatetto, riducendolo in fin di vita,
    sono fuori dopo due anni di galera. E tu caro Gianfranco, mi parli e credi nella giustizia. Scusami ma
    non mi troverai mai d’accordo su questo punto. Chi, deliberatamente toglie la vita a una persona, deve subire le stesse vessazioni, solo così la giustizia, potrà essere chiamata tale.
    Cordialmente.

  10. @ Marco
    sinceramente rispetto chiunque crede nei propri valori di qualunque natura. Comunque ho notato che tu metti al centro l’uomo, io invece parto da un altro presupposto, il motivo è molto semplice: l’uomo ha una visione della situazione limitata nel tempo, come se fosse miope, quindi incapace di vedere questa semplice legge fisica: ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria. Solo che l’uomo non vive abbastanza a lungo da poter osservare le conseguenze delle sue azioni, quindi come insegna la storia ripete gli stessi errori. Questo è un dato di fatto, proprio per questo un re dell’antichità fece questa saggia osservazione: “Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito.” (Ecclesiaste 1:11 C.E.I.). Ripetendo un pensiero precedente: se tu metti al centro l’uomo, io metto invece Dio e i Suoi insegnamenti e sono d’accordo con te quando parli della disciplina; anche la Parola di Dio, infatti leggiamo: “ Chi risparmia il bastone odia suo figlio,  (altre versioni hanno la parola verga che indica lo strumento con cui il pastore tiene radunate le pecore e non necessariamente è uno strumento di punizione corporale) chi lo ama è pronto a correggerlo.” (Proverbi 13:24 C.E.I.) In conclusione trovo giusta questa affermazione che rivela l’atteggiamento giusto che l’uomo dovrebbe avere verso il Suo Creatore: “Lo so, Signore, che l’uomo non è padrone della sua via,  non è in potere di chi cammina il dirigere i suoi passi.” (Geremia 10:23 C.E.I.)

  11. @ Marco
    In uno dei tuoi commenti hai riportato i due fatti recenti che trattavano il meretricio. Ti faccio presente che se c’è un’offerta è perché c’è una domanda… e, nel caso delle baby-squillo, più fresca è l’offerta, maggiore è il valore e la richiesta, considerato il livello dei clienti, o dovrei chiamarli pedofili?
    Se ogni uomo avesse rispetto, padronanza e amasse veramente le donne… finirebbe finalmente il mestiere più vecchio del mondo.

    Inoltre, immagino che per giustizia tu intendi quella dei tribunali umani… e se è vero che abbiamo innato il senso di tale qualità, sempre per il motivo postato prima, non essendo in grado di sradicare completamente l’ipocrisia, non saremo noi a portarla. Noi possiamo giudicare le azioni, ma non siamo in grado di leggere nel cuore degli altri.

    @Cinzia
    Sapere che altri sono d’accordo con me, mi fa sentire un po’ meno “Cassandra” … e ho fiducia che in fondo al tunnel di questo momento storico… la luce c’è!

  12. Buongiorno.
    Cara Sig.ra Graziella, mi chiedo perché spesso usa le frasi della Bibbia per esprimere le sue idee.
    Fare presente che se c’è un’ offerta è perché c’è una domanda, mi sembra troppo semplice e allo
    stesso tempo, controproducente. Visto che c’è una domanda, mandiamo tutti i nostri figli a prostituirsi
    e in caso non bastasse, andiamoci pure noi. Quello che bisogna rivedere è la legge Merlin. Purtroppo
    ci sono donne che sono costrette alla prostituzione, altre lo fanno per avere una vita senza problemi
    finanziari ecc. E’ il mestiere più vecchio del mondo e non vede crisi, come può sparire la professione
    più reditizia al mondo. Cara Graziella, abbiamo toccato un problema infinitamente complicato e dai
    risvolti indecifrabili. Lo stesso Gesù Cristo ha deciso di passare qualche ora con Maddalena e da parte
    mia non vedo dove ci sia il problema.
    Un caro saluto.
    Cordialmente.

  13. @ Marco
    Buonasera o, vista l’ora, buonanotte.

    Un argomento alla volta.

    Uso frasi, o più precisamente versetti, presi dalla Bibbia, detta anche Parola di Dio, come facevano Gesù, gli apostoli e i discepoli dei primi secoli, per far capire alle persone che lì, in quel libro, c’è tutto quello di cui ha bisogno l’uomo per arrivare ad essere felice. È un libro famoso, diffusissimo, molto travisato e poco conosciuto, come mi hai dimostrato tu stesso. Quindi se il Cristo, con tutta la sua perfetta intelligenza e sapienza si appellò all’autorità di Suo Padre, tanto più mi ci appellerò io, misera peccatrice!

    Altro argomento

    Mi pare che l’ironia non sia il tuo forte, infatti, considerando il meretricio con parole più “leggere” non volevo togliere nulla alla serietà del fatto. Anche qui la vastità del problema include, tra l’altro, mi sento monotona a scriverlo, scriverlo e riscriverlo, un ribaltamento dei valori morali: Oggi in cima alla scala c’è “l’amore per il denaro” e il suo potere corruttivo. Vedremo quanto varrà quando non si troverà più nulla da mangiare… allora non basterà neanche il meretricio…

    Ultimo argomento

    L’unico momento, dei quattro vangeli canonici (tutti gli altri non lo sono), dove è riportato il fatto è dopo la morte e resurrezione di Nostro Signore, solo che non aveva un corpo come quello deposto dallo strumento di morte, palo o croce, fai tu, quindi difficilmente in grado di consolare Maddalena come intendi tu…

    Un caro saluto
    Cordialmente

  14. Buongiorno.
    Carissima Graziella, la Sacra Bibbia, come tutti i libri di religioni diverse viene interpretata in modo
    soggettivo e non è sicuramente facile capire il vero significato delle frasi contenute, ognuno le legge
    e le analizza, secondo la propria credenza. Nel corano, non c’è scritto che si dovranno uccidere tutti
    i cristiani, ma qualcuno pensa il contrario. I buddisti o meglio il budda, ha scritto che i beni materiali
    sono assolutamente da evitare, ma un sacco di persone che praticano questa religione, sono molto
    ricche e possiedono molti beni materiali, come mai ? Sono più che convinto che ogni lettura, abbia
    una personale interpretazione e allo stesso tempo, venga usata per avere un alibi sull’operato. Non ho
    mai visto una persona, nemmeno un prete, seguire alla lettera le indicazioni della Bibbia e ascoltando
    persone laureate in teologia, spesso gli argomenti trattati dal libro sacro, trovano nelle stesse persone
    differenti significati. Questo come lo spieghi ? Per quanto riguarda Maddalena, non ho parlato di sesso,
    ho solo detto che Gesù Cristo, ha passato qualche ora in sua compagnia. Il problema cara Graziella è
    semplicemente il fatto che ne io ne te, sapremo mai quello che è realmente successo. Sono secoli che
    i più grandi teologi del mondo, studiano la Bibbia e le interpretazioni sono e saranno per sempre, un
    vero rompicapo. Solo il giorno del giudizio, riporterà le cose, sulla retta via.
    Un abbraccio
    Cordialmente.

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