Picchiare e umiliare il più debole è ancora divertente? Evidentemente sì.

Eccoci ci risiamo: ragazzo disabile picchiato e filmato dai suoi coetanei e anziana, affetta da alzheimer, picchiata nella sua stessa casa dalla badante.

Ma cosa sta succedendo? Io pensavo che la Società dovesse evolvere e invece siamo fermi su alcuni principi e convinzioni, totalmente fuori dal tempo.

Il tanto praticato “bullismo” non risparmia nessuno, abili o disabili non importa, lo scopo è divertirsi, fare qualcosa di diverso, da immortalare su un cellulare, tablet per dimostrare di essere cosa? Una generazione sopra le righe? Per fare a gara a chi posta sul web qualcosa di veramente spettacolare, “fico”?

Il caso di Genova è solo l’ultimo dei tanti episodi inaccettabili. Sono pienamente d’accordo con la posizione che la scuola ha deciso di tenere nei confronti di tali comportamenti. La rieducazione è assolutamente necessaria. Anzi io penso che bisognerebbe inserire anche delle ore di assistenza a ragazzi con disabilità sia all’interno della scuola, quindi una specie di aiuto ai compagni meno fortunati, che in alcune strutture esterne. C’è sempre bisogno di volontari, di aiuto pratico e sopratutto di un po’ di compagnia per quei ragazzi, che vivono nelle strutture e che hanno una vita decisamente più difficile dei tanti coetanei.

Penso che il compito degli assistenti sociali e degli psicologi sia proprio quello di far capire loro il valore della vita; che ogni atteggiamento che una persona decide di tenere nella società può danneggiare gli altri, quindi responsalizzarli su questo e sul fatto che, quando si va oltre i limiti, è prevista una punizione ed è giusto capire e recuperare sull’errore commesso. Continua a leggere