Familiari come aguzzini: anziana sordomuta segregata in casa in condizioni abominevoli

Ecco affiorare sotto i nostri occhi, nella calura estiva una altra vicenda grottesca e surreale; una storia di vita anzi, di non vita ma degrado allo stato puro, voluta e causata dallo stesso essere umano. Ormai siamo arrivati a livelli tali che non ci possiamo stupire più di nulla.

Molti lettori sicuramente saranno sfiniti dalle mie numerose brutte storie e di conseguenza poche situazioni felici. Devo dirVi che ho scelto di dire la verità e mettere alla portata degli occhi di tutti quella che è la realtà; è diventato inutile nascondersi dietro un filo. Io sto dalla parte di tutte quelle problematiche che devono essere portate alla luce, quelle che tutti dovremmo conoscere anche solo per essere vicini a chi vive davvero in difficoltà, in situazioni di estremo disagio, che dovrebbero far riflettere tutti e non solo pochi intimi.

Dobbiamo cominciare a ragionare in maniera allargata; basta dire:“Ma non è un problema mio, quindi non mi interessa”. Vi ricordo, dato ciò che si sente e si vede:“Mai dire mai”. Ricordate che siamo tutti di passaggio su questa terra e forse è così perchè qualcuno vuole farci vedere e vivere una determinata realtà. Sbagliato fuggire e pensare che ci sarà qualcuno altro ad occuparsene. Mi dispiace se Vi sentite tediati e perseguitati da avvenimenti che non Vi va di ascoltare; il mondo ovattato è finito da tempo, è ormai obsoleto. Certo qualche chicca positiva c’è e si cerca di condividerla con tutti ma io preferico dire:“Gioie e dolori sotto gli occhi di tutti e chissà mai che si possano risolvere tante brutte situazioni”.

Oggi ci trasferiamo in quel di Lecce dove, ci racconta il Messaggero, le forze dell’ordine grazie ad una telefonata anonima, probabilmente dei vicini di casa, hanno salvato la vita, perchè di questo si tratta, di una anziana sordomuta, 83 anni, che a gesti chiedeva aiuto dalla finestra.C’è proprio da dire che hanno messo la parola fine a maltrattamenti che sicuramente duravano da tempo. Lo dimostra il fatto che una volta in casa, gli agenti si sono trovati di fronte ad una scena raccapricciante per le condizioni in cui era tenuta la donna; chiusa in un bagno lurido, con resti di cibo sparsi e in decomposizione: era costretta a dormire nella stessa stanza su un materasso senza lenzuola e cuscino, posato per terra.

Vista la situazione è stato chiesto l’intervento del personale sanitario che ha provveduto ad accompagnare la donna all’ospedale di Galatina. Con gli accertamenti del caso è risultato che l’appartamento, costruito con fondi pubblici, è assegnato ad una donna di 65 anni che ha un figlio disabile. In realtà ci vive un altro figlio, con la sua compagna, un figlio minorenne e il fratello della convivente.

La 65enne, una volta rintracciata, ha raccontato alla polizia che l’anziana le era stata affidata dal suo ex compagno, morto di recente. Secondo quanto accertato dagli agenti, la donna si “occupava”, se così si può dire, dell’anziana e ne gestiva senza alcun titolo la pensione, circa 1.200 euro al mese. Il conto corrente su cui veniva depositato l’importo è stato sottoposto a sequestro.

Sono stati davvero bravi a occuparsi del patrimonio della “nonnina” , non ci hanno pensato due volte, a utilizzare del denaro impropriamente, che sarebbe dovuto servire per permettere alla anziana signora una vita dignitosa, per gli anni che le restavano, dati i Suoi 83 anni.

A mio parere siamo davanti a un trattamento a cui non sottoporrei neanche un animale, con tutto l’immenso bene che voglio loro. Ma il mio lucido ragionare mi fa pensare, che se arriviamo a fare questo ad un uomo al nostro pari, figurati nei confronti del mondo animale. Poi concludo da sola con un semplice “non è detto”. Questo perchè ormai ho capito che le persone sono davvero strane e imprevedibili . La regola è non stupirsi più di nulla. Questa è cattiveria pura, che denota degrado sociale allo stato puro. Oltre alla segregazione che è già una condizione di vita abominevole, pensando che siamo nel 2013, si aggiunge il degrado fisico in cui la signora era costretta a vivere; ecco questo elemento veramente lo aborro nella maniera più assoluta.

Se penso che potrebbe essere la “nonnina tipo”, di tutti noi italiani, veramente ci dovrebbe costringere a riflettere; è qui che condivido il cuore dei pensieri che Papa Francesco rende nostri in ogni Sua omelia, gesto o intervento in cui noi siamo i suoi interlocutori. Ora siamo molto legati alle cose materiali, non riusciamo più a dare un valore ai gesti, ai pensieri perchè ora c’è solo il denaro a discapito dei sentimenti. Ci ritroviamo a calpestare tutti, come in questa storia, dove qualcuno ha deciso di annientare la dignità umana di una persona senza pensarci due volte.

La cosa più grave, sulla quale davvero non posso, non riesco ma soprattutto non voglio dare giustificazioni sono i maltratamenti in famiglia; una persona che, indipendentemente dalla Sua età, viene annientata nel Suo profondo. Certo non sono da sottovalutare anche quelle strutture, case famiglia, ricoveri per anziani dove avvengono i medesimi, cattivi, trattamenti. Anche per quei degenti si tratta ormai della loro famiglia e non potersene fidare è davvvero grave.

Madre e figlio hanno scaricato l’uno sull’altra le responsabilità delle condizioni dell’anziana e spiegato che La chiudevano in bagno per evitare che si mettesse in pericolo quando veniva lasciata sola. Sono ora indagati per sequestro di persona.

E le lesioni e i maltrattamenti dove li vogliamo mettere? Ma stiamo scherzando? Io credo che non ci siano giustificazioni. Sono stati davvero bravi a occuparsi del patrimonio della “nonnina” , non ci hanno pensato due volte, a utilizzare del denaro impropriamente, che sarebbe dovuto servire per permettere alla anziana signora una vita dignitosa per gli anni che le restavano, dati i Suoi 83 anni.

Io proporrei di mettere questi signori a svolgere dei lavori socialemente utili, ovviamente sotto stretta sorveglianza. Possibilmente intendo ore di lavoro sociale da dedicare proprio agli anziani disabili e non, così da metterli davanti alla realtà; va fatto capire loro quanto sia stato abominevole il loro atteggiamento, per di più nei confronti di un familiare.

Purtroppo noi siamo il paese che quando arriva alla resa dei conti, quando c’è da infliggere la pena siamo un po’ “mollini”, senza polso, senza la forza giusta, quella autorevole, senza giuste regole; quel tanto che basta per far capire l’errore commesso altrimenti avremo sempre casi del genere. Senza certezza della pena chiunque, ovviamente non tutti per fortuna, si sente in diritto di andare oltre ogni limite.

E’ un modo di fare che se non verrà cambiato ci tornerà sempre indietro come un “boomerang”; lo vediamo negli incidenti stradali, nel femminicidio, nello stalkin, sono alcuni dei casi in cui le nostre Istituzioni sono bravi a dare un nome, una etichetta, ma la stessa capacità non ce l’hanno quando poi c’è da mettere in essere la pena. Bravi a individuare il reato ma non altrettanto a mettere in atto provvedimenti; questo senza fare della retorica dovrebbe essere il punto più importante, su cui sono puntati gli occhi di chi ha subito in prima persona e poi dell’intero paese.

Alla nostra nonnina possiamo solo augurare ogni bene e una vita serena per i prossimi anni.

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14 risposte a “Familiari come aguzzini: anziana sordomuta segregata in casa in condizioni abominevoli

  1. Buonasera. Cara Lena, sono felice che il tuo blog si occupi prevalentemente dei più deboli ma,
    esaminando la cruda realtà che, questo paese ci offre è normale pensare che non ci saranno
    mai, note positive, disabili e anziani sono esclusivamente un peso e la dimostrazione è sotto i
    nostri occhi, quotidianamente. Dei disabili abbiamo già parlato, gli anziani sono pressoche in
    sintonia, quando non sei autosufficiente, sei carne morta. Parenti serpenti, niente di più vero e
    appropiato, se ci sono interessi economici o testamenti a favore, tutte le varie sanguisughe ti
    girano intorno e vieni trattato in un modo decoroso e sottolineo decoroso perchè nessuno ti
    tratterà nel migliore dei modi. Ma se purtroppo non possiedi nulla, sei solo un peso per ogni
    parente, figli compresi. Viviamo in un mondo di avidità e di superbia, nessuno fa niente per niente e il potere del dio denaro la fa da padrone. Lasciare una persona anziana e sordomuta
    in balia di se stessa è una cosa terrificante e personalmente punirei, con estrema serietà, la donna incaricata alla
    cura della poveretta. Una persona con un tale comportamento va davvero punita, oltretutto la
    carceriera, usava i soldi dell’anziana per i suoi piaceri e questo non può avere attenuanti. Lo
    Stato, come al solito inesistente, merita un elogio per la suo interessamento e proporrei un
    aumento di stipendio, al povero ministro della sanità che, con il sudore della fronte ha lottato
    perchè, cose del genere non succedano più. Difficile sterminare i parassiti, difficile !!!!
    Cordialmente.

  2. Il suddetto articolo mi ha fatto ricordare ciò che scrisse Abacuc, uno dei profeti definiti minori, non per importanza ma per brevità del testo scritto:
    “Fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti, a te alzerò il grido: “Violenza!” e non soccorri? Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione? Ho davanti rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese.”
    Il motivo? Sempre lo stesso:
    “Non ha più forza la legge, nè mai si afferma il diritto. L’empio infatti raggira il giusto e il giudizio ne esce stravolto.” (Abacuc 1:2-4 CEI)
    Così continuerà ad essere finché tutti, dal primo all’ultimo non metteremo in pratica il principio cardine: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.” (Matteo 22:377-39 CEI)

    … prima o poi Qualcuno ci presenterà il conto e sarà meglio darsi da fare perché almeno il nostro sia come quello che ci presenterà Lui…

  3. Lena, daccordissimo con te come pure con Marco.
    Quando scrivevo ke la gente se ne approfitta…
    Un po’ meno daccordo con Graziella..io non mi affiderei alla fede e relativo giudizio divino ne, tantomeno, a Abacuc (piacere di conoscerlo..mezza se sn ignorante) con gente così. Proporrei altre soluzioni (impossibile metterle per iscritto) e, x i lavori socialmente utili, ok, ma con lo stesso trattamento riservato all’anziana.
    Non deve esistere umanità x i disumani e non è mettersi al loro livello ma bensì fargli capire ke bestie sono.
    e’ ke ce ne sono tante purtroppo.

  4. DIMENTICAVO UN PICCOLO PARTICOLARE…ADESSO LA SIG.RA KE FINE FARA’?NN CI SN MOLTE STRUTTURE KE TI OSPITANO A 1.200 € AL MESE …TEMO KE, LA NONNINA, SUBIRA’ DUPLICE VIOLENZA..FUORI DALL’OSPEDALE E POI? ASSISTENTE SOCIALE?MAH…

  5. Ciao Lena,
    che il nostro non sia prorio un bel mondo è cosa nota, inizio il post affermando un vecchio proverbio ” il pesce puzza sempre dalla testa” il che la dice lunga per il ragionamento che andrò a scrivere.
    Come più e più volte indicato in post precedenti, la correlazione tra disabili e anziani, mi sembra sempre più attuale, infatti angherie,vesseggi, maltrattamenti di tutti i tipi, vengono comunemente perpretati nei confronti di queste persone, il quale se sono di giovane età viene loro impedito una semplice prospettiva di vita, se sono anziani viene loro impedito la merita senilità.
    L’ abberazione è, che tutto ciò sia facilmente rinconducibile alla più completa responsabilità dei politici amministratori di questa società, il quale aggravano costi e tolgono al sociale quanto sia necessario, all’ insegna della equità, del risparmio, e qualche altra nefandezza da loro sostenuta.
    Se i giovani che non trovano occupazione e non avessero bisogno del sostegno dei genitori o dei nonni, il fenomeno sarebbe lenito. Se gli anziani avessero a disposizione facilmente strutture pubbliche di accoglienza, probabilmente potrebbero godere del meritato riposo, dopo una vita di lavoro e magari di stenti. Ma mi rendo conto che ai se e ai ma non si può trovare risposta concreta e chi lo deve fare si sotrae, dire quindi che siamo una società senza modello sociale, mi sembra molto appropriato, qualche voce si alza lontana dal coro, ma resta voce nel deserto, c’è da notare la precisa volontà di scaricare sui cittadini (tutti) i costi del sociale.
    Cosa mai potranno fare i comuni citadini per soverchiare l’andazzo che è stato volutamente creato? voglio escludere che basti semplicemente cambiare al momento del voto, poichè ritroveremo sempre le stesse facce, dove potremo trovare un modello identificativo a cui porre le nostre speranze di egualianza sociale (in tutte le sue forme) non bastano i movimenti che ritengo siano monotematici e creati da forze di potere, con questa profonda delusione chiudo il mio intervento, lasciando le domande alla soluzione che ognuno cercherà di dare.
    Con cordialità.
    Giuseppe

  6. troppi articoli e scritti ancora utilizzano la parola ‘sordomuto’.
    La Legge 95/2006 ha abrogato in tutto l’ordinamento giuridico italiano il termine “sordomuto” sostituendolo con sordo.

  7. @Mario
    Capisco perfettamente il suo ragionamento, avendo 54 anni, essendo nata con la tetraplegia spastica, essendo ridotta quasi a una larva dopo aver subito un intervento per asportare un organo infettato da nuclei tumorali maligni, secondo la sua opinione che dovrei fare? Lasciarmi andare alla disperazione come l’intera umanità? … chi mi conosce dice che ho un cuore guerriero.
    Bisogna considerare che la legge del contrappasso a cui lei sottoporrebbe i guardiani della nonnina sorda, non risolve il problema dell’ipocrisia perché non c’è empatia ne pentimento nella stragrande maggioranza dei soprusi tra le mure domestiche. Dove la metteranno adesso pensa che non ne riceverà? Mi è parso abbia delle perplessità in merito.
    Siamo realisti: con i valori considerati importanti oggi… poveri noi.
    Naturalmente non sono tutti parenti serpenti.
    Si torna sempre li. Dall’interno. Dai motivi intimi di ogni persona. È facile seguire la massa, è andare controcorrente che è difficile.
    Il progresso dell’umanità è lì e questo mondo ha bisogno di speranza, fede e amore.
    … e se io le ho trovate, perché non offrirle ad altri?

  8. Io purtroppo stò vivendo ora una situazione che non vorrei che nessuno ma credo tutti ci son passati:insomma quando perdi una madre ti casca il mondo per la semplice ragione di perdere il timone della famiglia,poi viene a mancare pure il padre capisci ormai che questa famiglia non è proprio unita come ti aspettavi.Ovviamente i tempi cambiano e anche le persone con i loro caratteri che si evolvono via via gli anni che passano,ma quello che è successo a mè ieri sera mentre nella riunione di famiglia si parla di eredità ove accade la decisione di vendere l’abitazione familiare perché davanti al fatto compiuto che due fratelli giustamente non riescono a mantenere la suddetta abitazione,si sono visti reali posizioni di cui mi sarei aspettato all’inizio il giusto approccio di tutti noi fratelli,ma poi arriva la voce fuori dal coro e?……………………….ecco il patatrac,con giudizi inopportuni e fuori contesto ha dimostrato le sue reali doti!.Che tristezza!.

  9. Graziella: mattiniera neh?Quella nonnina di parenti, se nn serpenti, non ne ha e la fede nn le offre un pasto e l’amore di una struttura, dipende dai soldi che hai.
    Mia madre è in carrozzina da 3 anni con l’ alz. folgorante.
    l’ho dovuta ricoverare in una struttura pubblica a 1.400 € al mese in quanto sn solo e lavoro.Prima però ho tentato di prendere 2 badanti (una x il giorno e l’altra x la notte) ma niente..somministrare farmaci e tenere sotto controllo i valori vitali nn è da badante.
    Risultato, per poco me la fanno morire in quella struttura.In novembre di 2 anni fà, l’ho trovata, nella sua camera, nuda e con la porta aperta ke dava sul corridoio dove passa la gente ma bada ben bada ben, con la porta-finestra aperta x cambiare l’aria.Un freddo da paura.Sentita l’assistente sociale..tante scuse ma l’ho tolta da lì portandola in una struttura privata a 2.085€ al mese…li c’è amore e le suore recitano il rosario tutti i giorni.
    Andiamo, l’amore e la fede valgono se sei in una famiglia (normale). Nelle strutture vì è amore se paghi e fede se elargisci.Mi irrita il pensiero ma è così.Ho chiesto un ricovero in una struttura gestita da suore, nn è cambiato un granchè, acudita sì, ma lasciata puntualmente in disparte xkè disturbava durante la preghiera.questa è fede?questo è amore?Sei fortunata ad averle incontrate.Quando finirò di pagare il mutuo ke ho fatto per mantenerla nella struttura privata (dove c’è fede ed amore a pagamento), allora mi farò dare da te qualche indirizzo utile.
    Anch’io sono offeso fisicamente, bello vedere l’amore delle persone ke si voltano a guardarti come se fossi da circo, bello notare la fede di una parrocchia ke, nonostante mia madre fosse assidua frequentatrice, ti dice ke x l’eucarestia, devi portarla in chiesa per poi trovare il prete a giocare a calcetto.Fortunata ..io purtroppo ho solo fede in me, nelle mie potenzialità e nell’amore per il prossimo.Non sò se sia biblico il proverbio “aiutati ke il ciel t’aiuta”…io seguo quel cammino..altri sentieri erano chiusi.Ki fà del male forse nn se ne rende conto e, magari, provando ciò ke fatto subire ad un’anziana, forse, ti redimi xkè, se avevi fede ed amore nel cuore, nn avresti fatto ciò ke hai fatto. Scusa lo sfogo ma sn 45 anni ke sopporto parole di fede ed amore per poi ricevere viaggi gratis sulla giostra calci in ….” .invidio la tua esperienza e tientela cara xkè nn ce ne sn molte in giro.

  10. x Gianfranco…non capisco cosa c’entri con la storia dell’anziana e nemmeno con i disabili ma 1 sfogo è 1 sfogo e, cm tale, accolto.Giustamente dici che, bene o male, tt ci siamo passati.Consigli nn ve ne sono ake xkè i termini della questione nn mi sono chiari (nn parlo della vendita dell’immbile).ogni situazione di questo genere è a sè. Inutile scriverti di tentare una riconciliazione immediata xò, una cosa mi sento di scrivertela..il tempo è il miglior dottore…aspetta qualche mese ed il dolore ed astio ke covi ora si attenuerà tanto quanto nei tuoi “antagonisti” ed allora, forse, potrà esserci un dialogo + o – costruttivo.Quando perdi un pezzo di cuore si arriva a dire cose ke, magari, nn pensi fino in fondo.

  11. @ Caro Mario
    c’ho pensato un pochino prima di scriverti, mi ha colpito la tua grande sensibilità, il tuo amore per la giustizia e per i deboli, così mi sono decisa a farlo. Anch’io conosco l’ipocrisia delle suore perché da piccola sono stata in un centro di riabilitazione gestito da loro. (Sai quante caramelle e giocattoli che i miei mi portavano mi venivano sottratti con la scusa che anche gli altri dovevano avere qualcosa? imparai però a fregarle presto: appena arrivavo all’istituto carica di queste cose le davo io a chi volevo.) So che in effetti la mia situazione è “invidiabile” così mi diverto un attimo a fare come il torero con il toro agitandoti la muleta; Infatti la mia vita è stata arricchita da marito(29 anni a ottobre), figlia(27 anni sposata da un anno), studi e soddisfazioni letterarie a livello nazionale. Comunque non posso ipotecare il futuro, nonostante abbia fede nella promessa del profeta Isaia: “Nessuno degli abitanti dirà: “Io sono malato”(Isaia 33:24C.E.I.). L’equilibrio della mia famiglia è tale che basta accada qualcosa a mio marito o a mia madre che le cose si complicheranno notevolmente e potrei trovarmi io nelle condizioni di tua madre. “Il vantaggio” che io posso avere è quello di avere fatto mio questo consiglio: “Se, dunque, c’è qualche incoraggiamento in Cristo, … [non fate] nulla per contenzione o egotismo, ma con modestia di mente, considerando che gli altri siano superiori a voi,  guardando con interesse personale non solo alle cose vostre, ma anche con interesse personale a quelle degli altri.” (Filippesi 2:1-4TNM)

  12. Hai ragione mario che il mio commento non c’azzecca ma però nel titolo sì,come la nonnina chiusa in casa che può significare anche se può esserti parente,il male si manifesta anche più crudelmente e infatti non immagini che un tuo consanguineo possa arrivare a certi livelli…………………..almeno io il titolo l’ho interpretato così!.Poi ognuno sia libero di carpire il giusto significato…………………….tanti saluti a mario ringraziandolo per la comprensione!.

  13. Cari commentatori io ci andrei cauto sul definire parenti aguzzini ecc.ecc.
    Purtroppo e’ vero che adesso in nome del quattrino si puo’ essere portati a fare cose non proprio
    edificabili ma eventi simili sono sempre accaduti e in passato (quando ero piccolo)non c’erano tutte le agevolazioni e gli aiuti economici che ci sono ora.
    Le povere persone afflitte da handicap piu’ o meno gravi venivano tenute segregate solo per motivi di vergogna e si sapeva della loro esistenza soltanto in caso di decesso(ed io non abito in una metropoli bensi’in un paese di 5000 anime attualmente,considerate 35 anni fa’)
    Comunque diamo pittosto un ‘incoraggiamento forte alle migliaia di genitori che cercano di rendere
    la vita piu’ normale ai loro figli con problematiche varie e ricordate bene che qui’ siamo sulla terra
    e conta piu’ la concretezza che una preghiera.
    Saluto il sig.Mario che mi evita la fatica di dover scrivere piu’ o meno le stesse considerazioni.

  14. Cm dicono dalle mie parti…Bon, una mail e 3 servizi:Graziella, grazie x i complimenti ma nn credo di meritarli..sn esperienze di vita di una persona devota, forse nn alla Chiesa ma ad’una entità superiore che, per cultura, chiamo Dio, Mamma e Papà.Quello ke sn, lo devo a loro (nel bene o nel male).Invidio la tua fede e la tua esperienza teologica.Io sn ignorante.X ora, onoro il padre e la madre e cerco di insegnarlo ai miei figli.
    Gianfranco:ti assicuro ke ti capisco bene. Io e mia sorella nn ci parliamo da qnd è morto mio padre.lascio perdere i particolari ma nn fare il mio errore..fai pace e starai in pace. Sirol:ake tu mi eviti “fatiche”..siamo in sintonia ma invidio un po’ quelli ke hanno fede ake se nn apprezzo il proselitismo, la pacatezza delle loro parole, mi induce a pensare ke del buono,sulla terra, ce ne è ancora.

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