Sfogo di una mamma disperata. L’indifferenza della gente un pugno al cuore

Viene davvero spontaneo dire:” Adesso basta; sono stufa!”.

Già le sole parole denotano chiaramente uno stato di sofferenza tale da… lasciare senza parole… Questo però è più che mai il momento di trovare qualche cosa da dire, ma soprattutto importanti gesti concreti da fare perchè, ora, i minimi sforzi non servono più a nulla. Questa sofferenza è tangibile e reale ed è una donna, una mamma come noi a sfogarla.

Siamo nel Nord dell’Italia, precisamente a Cuneo e il quotidiano La Stampa da notizia di una mamma, che con il Suo forte gesto, vuole difendere i diritti della figlia disabile. Giudicherete Voi stessi, ma ci tengo a dire che si tratta di un gesto plateale e coraggioso che dobbiamo riconoscerLe.

Emilia Rovera, cuneese, in una calda giornata di agosto ha messo in atto la Sua protesta. Ha deciso di sostare tutta la giornata, con un cartello tra le mani, all’angolo di piazza Galimberti verso il mercato di piazza Seminario. Accanto a Lei la figlia disabile con la quale ha trascorso una giornata di protesta, proprio perchè esasperata dalla indifferenza della gente nonostante abbia passato gli ultimi 8 anni facendo appelli “inascoltati”. Avete letto bene “inascoltati”, una parola che davvero sono sicura può uccidere dentro.Lo chiedo alle persone e alle Isituzioni:” Non fate i moralisti chiedendoVi banalmente: ma cosa vuole?“. Ripetete a voce alta questa domanda e capirete che è davvero inutile porsela e fa arrabbiare tutti noi disabili ancora di più. Mi piacerebbe sapere se qualche Suo concittadino l’ha vista e se si è soffermato a leggere quel cartello o se comunque è rimasta invisibile.

Lo scopo finale di tutto questo, avere sì delle risposte che si tramutino subito in fatti concreti. Da otto anni vivono in una casa del Cottolengo, nella zona di Corso Brunet. Sono collocati in un appartamento al secondo piano e Lei stessa è costretta a denunciare che non ha più le forze per far scendere a sobbalzi, su quei gradini, Sua figlia in carrozzina perchè, solita musica, dall’ascensore non si passa con la carrozzina.

Ecco che Vi ho presentato una altra storia di vita. Una vita difficile che viene complicata da tanta indifferenza. Ora anche Voi sarete arrivati alla conclusione che di coraggio ce ne va tanto. Provate a riflettere. Lei, con sua figlia in carrozzina, all’angolo di una piazza cittadina, con tra le mani un cartello, ha costretto finalmente la gente e si spera anche le Isituzioni a guardare, spalancando gli occhioni, la situazione e a confrontarsi con una realtà che nessuno considera; proprio così fino a quando non capita a loro. Un segnale forte, ne sono convinta lo possono dare le persone “abili” o meglio tutte quelle che non vivono difficili condizioni di vita quotidiana come la signora Emilia.

Sarebbe il caso di iniziare ad accantonare l’indifferenza a vantaggio di una bella e sana coesione; ma soprattutto utile. In tutta sincerità, mi capita davvero spesso di riflettere su come si è evoluta nel tempo la figura del disabile nella società. Sono giovane ma so benissimo che si tendeva a considerare disonorevole avere un disabile in famiglia; ci si nascondeva perchè era troppo evidente la diversità con il resto della società di quel tempo, che era culturalmente non pronta a volerci.

La cosa che mi fa rabbia è vedere che allo stato attuale delle cose non ci sono stati grandi cambiamenti in positivo; l’unica differenza è che noi abbiamo capito che non serve a nulla e a nessuno rendersi invisibili. Certo non posso non pensare che invece per le nostre Istituzioni e la società lo siamo ancora, quasi come un capro espiatorio per accaparrarsi il diritto di discriminarci, di allontanarci dalla “normalità”.

Sembriamo quella nota stonata che nessuno vuole sentire oppure uno srumento non accordato che nessuno vuole suonare ma, nessuno fa caso che già altri, nel lungo percorso chiamato progresso, ha realizzato leggi ben precise proprio per evitare tutto questo. Ma…

La signora Emilia ha deciso di dire basta ad un peso come la indifferenza da portare sulle proprie spalle ma soprattutto sul cuore. Purtroppo qualcuno anzi, troppi non hanno ancora capito che con il Suo gesto ha manifestato chiaramente di essere pronta a stare nel mondo ma dall’altra parte totale sordità; la società così dimostra sempre più di essere disabile.

Il fondo credo che ormai lo abbiamo toccato da tempo, ora si può solo migliorare ma ovviamente, capirete tutti che non c’è più tempo da perdere è il momento di quel balzo in avanti che lascia il segno.

E’ tremendo siamo soli e lo provo ogni giorno sulla mia pelle; solitudine totale nell’esporci, nel soffrire, faticare. Sfido chiunque a patire in silenzio sapendo che le tue grida di aiuto non le ascolta nessuno e quindi tutto non fa altro che disperdersi nell’aria.

E’ arrivato il momento per la società e ovviamente le Istituzionidi di dire “stop”; gli appelli come quello di mamma Emilia sono chiari, di molto facile comprensione e chiedono fatti concreti per dividere con altri il peso di tante difficoltà.

Il mio appello:”Abbiamo bisogno di tutti, almeno fate un tentativo, provateci Voi che siete lì fuori a sostenerci, a chiedere Voi stessi il rispetto dei nostri diritti, il supporto per noi. Questo tipo di partecipazione non la abbiamo mai tentata, che costa farVi avanti anche se non conoscete la disabilità, anche se non fa parte della Vostra quotidianità; tanto basterebbe solo fare un attimo di attenzione ed ecco che anche per Voi diventerebbe subito tutto chiaro. Fate vedere a chi sta nei palazzi del potere che i disabili sono supportati da tante persone e che i nostri bisogni, oramai, interessano tutti senza nessuna barriera e siete tutti pronti a mobilitarVi per una importante causa.

Devono capire che possiamo essere davvero tanti a fare un gran baccano; perchè dobbiamo essere sempre noi ad avere paura di loro, di tutte quelle manovrine a sorpresa che ci condizionano la vita senza poter dire nulla? E’ arrivato il momento che loro temano anche noi, tanto da ascoltare esigenze, necessità, proposte uscendo finalmente dalla totale indifferenza in cui sono abituati a stare.

Io da malata ho imparato che la vita presenta tante sorprese belle o brutte, cambiamenti ai quali difficilmente puoi dare un comando preciso per il tuo piacimento ma oramai penso di essere abbastanza brava a intuire quando invece si può fare qualcosa, cambiare in positivo.

Non mi stancherò facilmente perchè è un obiettivo importante, perchè è nuovo e mi carica di entusiasmo ed è giusto dargli una opportunità. Siamo troppo abituati a farci piegare e calpestare dal sistema Italia che è ormai viziato. Ma questo non significa che non ci si può svegliare dal letargo, dal torpore; è come se fossimo anestetizzati ma l’effetto, bisogna esserne consapevoli, non può e non deve durare in eterno. Nel mio piccolo penso di avere dato a Emilia e a sua figlia il mio modesto contributo solo parlando di loro, della loro situazione di vita e spero che apra la porta giusta, quella che attendono da tempo.

 

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20 risposte a “Sfogo di una mamma disperata. L’indifferenza della gente un pugno al cuore

  1. Da oltre 1 anno ho scelto di convivere con una persona che ha una figlia disabile. Non a caso ho usato la parola scelto perche` sento nel profondo del mio cuore lo stesso peso e la stessa angoscia, soprattutto sul futuro che avranno queste persone. Oggi nel bene o nel male hanno i genitori che li curano, sostengono, stimolano, domani come faranno? ………. Mi sentirei autorizzato a dire del mio paese e di molta gente che lo popola, la stessa frase usata dal quel pensionato che e` stato condannato…….. Fortunatamente pero` trovo persone caritatevoli (e solo loro e non certo le istituzioni) che mi lasciano sperare in un futuro migliore e questa speranza vorrei regalarla alla SIGNORA (perche` e` una grande donna) che lotta per sua figlia.

    Grazie, saluti.

  2. Purtroppo di questi episodi ne accadono uno ogni giorno,ormai non è più indifferenza ma è normalità.Perchè dico cosìì?………………..semplice!,al giorno d’oggi siamo talmente impegnati a correre per guadagnare due soldi che non bastano più a nessuno;correndo troppo non si ha più il tempo per fermarsi a riflettere che in questo mondo vi sono anche persone che non hanno la stessa fortuna……………………..ovvero poter correre!.Io non ho nessun potere ma sono indignato per questo articolo e quello che la madre e sua figlia stiano sopportando,poi per questo mondo non hò più parole.

  3. Madre Teresa di Calcutta ebbe a dire: “Il vero male è l’indifferenza”.
    Anche Cristo profetizzò che nei tempi prossimi alla fine di questo sistema: “l’amore di molti si raffredderà.” E la protesta di mamma Emilia ne è l’ennesima prova.
    Ma d’altro canto cosa ti aspetti da una società malata alla radice e con queste caratteristiche? Sono state elencate venti secoli fa ma sembrano scritte stamani: “Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, … senza religione, senza amore, … attaccati ai piaceri più che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore.” (Matteo 24:12; 2 Timoteo 3:1-5 entrambe della CEI)
    Tuttavia auguro a mamma Emilia e a sua figlia di trovare delle persone come quelle che fanno parte della mia vita che offrono anche aiuto pratico sia a me che ai miei familiari.
    … Ci sono, bisogna saperle riconoscere.
    Coraggio Emilia… non mollare, come mia madre, hai un vitale motivo di vita e di forza!

  4. Non si capisce cosa voglia la signora Emilia, una casa nuova? In 8 anni non ha mai trovato un piano terra? Scusate, ma non è per niente chiaro nell’articolo cosa chieda al Sindaco.

  5. Buongiorno Lena,
    puoi dire a SARAH che la Signora Emilia e la Sua bimba abitano presso la PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA (COTTOLENGO) e non in un RESIDENCE…… e per questo CI SARA’ UN VALIDO MOTIVO????????????
    grazie

  6. IL MONDO è UNO SCHIFO……VA MALE IN TUTTI I SENSI…LA DIMOSTRAZIONE?
    DOPO UN ARTICOLO DEL GENERE….ECCO LA RISPOSTA DI SARAH…..
    MA DA DOVE ARRIVI???
    SENZA PAROLE….
    FORZA EMILIA!!!

  7. Buonasera. E’ l’ipocrisia che contraddistingue questo paese, le istituzioni vogliono farci passare
    per un paese emancipato, nulla di più falso. I carcerati vivono in un ambiente disumano, diamo
    la possibilità ai gay di sposarsi e adottare bambini, aiutiamo gli extracomunitari che, entrano nel
    nostro paese, curiamo le persone che uccidono i propri figli e via dicendo. Ma un disabile, deve
    essere per forza dimenticato e ai poveri genitori che, quotidianamente lottano per dare un futuro
    a persone che ne avrebbero pieno diritto, ci comportiamo come Ponzio Pilato. Questa è la vera
    immagine di un paese ormai obsoleto. Le nostre istituzioni e tutto il sistema va cambiato, quando
    ti tolgono la dignità morale e psicologica, diventi una persona inutile e ti senti prigioniero di un
    sistema barbaro e menefreghista. La signora Emilia ha ragione da vendere ma purtroppo si è
    scontrata con personaggi che, della reale invadilità della figlia, non frega niente, il così detto
    “muro di gomma” e non c’è niente di più patetico, di un tale comportamento da parte delle sorde
    istituzioni. La civiltà di un paese si misura con il reale interessamento da parte di personaggi che
    si danno da fare per aiutare concretamente il più debole, senza se e senza ma. Purtroppo l’Italia
    è diventato e forse lo è sempre stato un paese che non ha mai, speso interesse per i disabili. Mi
    auguro che il mio sia solo un errato pensiero, di una persona molto arrabbiata, mi viene molto
    difficile chiamare “civile” un paese del genere e la colpa è solo di un gruppo di parassiti che, sanno di vivere in case senza specchi. Cordialmente.

  8. Non mi avete detto, esponendo in piazza la figlia come un oggetto di cui impietosirsi, cosa c’è scritto su quel cartello… chiede una casa? Al Comune? L’ha chiede da 8 anni e mai l’ha ricevuta?

  9. Sono profondamente indignato e solidale con la protesta della signora. Anche io vivo un problema simile che si proptrare da ben 17 anni; mia moglie, disabile al 100% è segregata in casa perchè nel mio condominio non si riesce a trovare una soluzione per l’abbattimento di barriere architettoniche riguardante 5 gradini che collegano il livello ascensori al piano di uscita. Ormai mi sono arreso vista la indifferenza generale specialmente di coloro (quasi tutti) facenti parte di correnti politiche che fanno della propria bandiera la socialità, il sostegno per i più deboli e richeste variegate di interventi solo quanto interessa la tasca altrui.

  10. X SARAH:
    DALL’ARTICOLO DE “LA STAMPA DI CUNEO”:

    il caso
    02/08/2013
    Protesta della mamma di una ragazza disabile: “Stufa dell’indifferenza della gente”

    Con un cartello all’angolo di piazza Galimberti
    lorenzo boratto
    cuneo
    “Resterò qui tutto il giorno, perchè sono stufa dell’indifferenza della gente dopo 8 anni di appelli inascoltati”. Dalle 9 di questa mattina (venerdì) la signora cuneese Emilia Rovera si è messa con un grande cartello, accanto la figlia disabile, all’angolo di piazza Galimberti verso il mercato di piazza Seminario. Spiega: “Non mi muovo finchè non mi daranno risposte. Da 8 anni vivo in una casa del Cottolengo nella zona di corso Brunet. Sono con mia figlia disabile al secondo piano e da sola non riesco a fare i gradini tutti i giorni, perchè la carrozzina non entra nell’ascensore. Ho chiesto a tutti di intervenire e mi sono stufata, davvero”.

  11. Ciao Lena,
    visto che i tempi sono cambiati e non è più il caso di nascondere le inabilità, devo ricordare che la solidarietà non prevede ferie nel suo calendario, non mi sembra poi, che si possa andare oltre al fatto di portre in piazza i propri bisogni e le proprie aspettative, pertanto non necessitano ulteriori notizie sulle richieste della signora Rovera, gentile Sarah, per non inciapare nel cinismo più becero, se si vuol vedere si può vedere benissimo senza alcuna spiegazione, quale sia il problema e non facciamo i rettorici, domandandoci il perchè, succedono di queste cose, quasi presagendo che vi sia della furbizia, coprendosi con la presenza di un disabile, dicevo che è inutile andare oltre per la stessa dignità della persona.
    Sicuramente le migliaia di scuse che gli amministratori locali al pari dei politici di professione, sapranno trovare per dare spiegazioni inteleggibili, saranno le più variegate, pur di allontanare la più piccola responsabilità dalla loro persona. Perchè è così che fanno.
    Allora il problema resta, e gli anni passano in fretta, intanto otto! quanto dovrà durare questa storia?
    non dimentichiamoci che di questi tempi potrebbe interessare ognuno di noi in prima persona, non ne siamo purtroppo esentati, anche se crediamo che a noi non capiterà mai.
    Rispolverando la Costituzione Italiana, dovremmo trovare la forza di ricordare a chi ci amministra: che la casa è un bisogno primario per la dignità della persona, provassero a negarlo (per iscritto)!!
    Un carissimo saluto.
    Giuseppe

  12. ci sono due ricchezze al mondo primo il denaro che ci sta portando a non sorridere piu e il secondo
    dove gioia dolore esperienza forte pianto ci fanno sentire persone del creato

  13. TUTTI CONTRO SARAH:XKE’?
    Ha chiesto spiegazioni.
    ho un braccio solo.Mai provato a prendere un caffè ai distributo automatici?Mica ne possono fare uno per ogni esigenza dei disabili!Se la sig.ra, che trova la mia massima comprensione, stava nella struttura del Cottolengo, ki è quel fenomeno ke ha dato il nulla osta per l’installazione di un ascensore dove nn passa una carrozzina?Le porte devono essere, x legge, 90, nelle nuove case o se ristrutturi o se l’edificio del comune è stato affidato uad un disabile, deve esserci almeno un bagno che permetta una rotazione di 180° ad una carrozzina.Ce la si prende con Sarah ma i fenonemi che edificano ed i corrotti che collaudano mica sono citati.le barriere architettoniche sono per lo più infrangibili per colpa degli amministratori.l’indifferenza della gente?Se nn si prova nn ce ne se rende conto.Non è giustificare certi comportamenti ma è dire ke sn ake umani i normodotati e nn ci pensano proprio.A noi farci valere con articoli come quelli di Lena.Sensibilizzare e non sputar sentenze a posteriori, proporre e non criticare in maniera sterile.Prendere e pretendere posti strategici nelle amministrazioni.combattere ki ha disabili in casa e approfitta dei suoi benefici, (quei pochi) per utilizzarli per tutta la fam. (ticket-pass-iva etc.) senza parlare dei falsi invalidi che vanno stangati ed obbligati in carrozzina o bendati per capire cosa vuol dire davvero esserlo.

  14. Buongiorno Mario……. nessuno se la prende con Sarah,
    è che quando ci sono delle richieste così sofferte, certe domande si potrebbero evitare……..

    la Signora Emilia in questa vicenda è la parte debole non quella a cui fare le domande dei perchè!!!!!!

    riporto un pezzo della tua:
    (ki è quel fenomeno ke ha dato il nulla osta per l’installazione di un ascensore dove nn passa una carrozzina?Le porte devono essere, x legge, 90, nelle nuove case o se ristrutturi o se l’edificio del comune è stato affidato uad un disabile, deve esserci almeno un bagno che permetta una rotazione di 180° ad una carrozzina.)

    PER L’APPUNTO, perchè ci domandiamo come mai la Signora Emilia abbia accettato un’appartamento del COTTOLENGO fuori norma?????????????
    PERCHE’ FORSE NON AVEVA “ALTERNATIVE???” ED ALLORA CHE COLPE PUò AVERE LEI SE CHI HA COSTRUITO UN EDIFICIO PER PERSONE IN DIFFICOLTA’ L’HA FATTO SENZA TENERE CONTO DELLE NORMATIVE IN ESSERE E COME PUOI…………… PARAGONARE QUESTO AD UNA MACCHINETTA PER IL CAFFE’ NON ADATTA AI DISABILI???????

    non possiamo METTERCI IN DISCUSSIONE per SMUOVERE L’OPINIONE PUBBLICA e poi far passare una persona in (difficoltà) che non sà più dove sbattere la testa per poter ottenere un po’ di RISPETTO UMANO……… e far passare la sua richiesta PRETENZIOSA XCHè VAI A VEDERE DI CHI E’ LA COLPA SE LA PALAZZINA NON E’ A NORMA………

    dobbiamo lottare contro il sistema, non contro chi si ribella e chiede AIUTO…..

    Edy

  15. Cara Edy.perfettamente daccordo.Colpe nn ne dò alla signora.La macchinetta del caffè è un’aneddoto per significare ke se una cosa nn c’è nn c’è.Mai parlato di richieste pretenziose. A me piacerebbe riuscire a bere un caffè.Se un disabile non riesce a farsi un caffè, figurati se riesce ad avere una casa…semplice esempio.Certo smuovere le coscienze è essenziale ma dobbiamo ake capire che nn è facile capire certe cose se nn ci passi quindi, in nome della tolleranza dico solo che, a volte nn è indifferenza ma semplice ignoranza che, certo va corretta, ma pur sempre lecita.un mio collega si è rotto un braccio.mi ha chiesto cm faccio a tagliare la carne cn 1 braccio.nn è indifferenza.E’ ignoranza..la forchetta taglia ma nessuno lo sà!cordialmente.

  16. a, beh, dimenticavo, mia madre è in carrozzina, mio padre è morto e il sistema non mi aiuta.
    Essenziale è entrare nelle amministrazioni xkè solo ki ha toccato con mano la problematica, può indirizzarle nella “giusta via”.Termino poi per dire ke, per esssere aiutato, con la soglia ISEE imposta, devi essere alla fame..altra cosa da contestare ai ns politici.

  17. Il mio consiglio e’ quello di segnalare la cosa in tv, esempio Striscia la notizia oppure alla trasmissione delle “Le Iene”.Sicuramente si muovera’ la solidarieta’di tutti!!Oppure scrivete alla Signora Mussolini che su queste cose si indigna….Provate!!Sicuramente funzionera’.

    Auguri a questa mamma coraggio!!

    Saluti KilBill65

  18. Buongiorno Mario, ho gradito molto le tue risposte e per la gentilezza con cui scrivi e per come hai chiarito, il tuo punto di vista.

    Io non sono DIVERSAMENTE ABILE, ma la vita non mi ha esentato dolore e disperazione fin da bambina…………
    Non sò spiegarmelo, ma sulla mia strada ho avvicinato principalmente e con loro proseguito il mio viaggio, tantissime persone sofferenti, malate, disperate ………….. che mi hanno insegnato tanto: la loro determinazione, la loro estrema sensibilità ed anche il loro dolore ……….. a non arrendermi mai, perchè c’è sempre qualcuno che stà soffrendo più di te ………………. a sostenere a spada tratta una giusta causa, anche sfidando l’impossibile ………………….. a sorridere ………..ad ascoltare ………. a tendere una mano a chi ti stà accando perchè ha bisogno di te!!!!!!!!

    E forse questo mio modo di vivere ha influito sulla vita dei miei figli, il maggiore ha lasciato (Agraria) per fare l’O.S.S. (NON POTENDO SOSTENERLO PER QUESTIONI FINANZIARIE AD INFERMIERISTICA) ed è bravo davvero e ne sono fiera………. ha lasciato anche le RSD/RSA dove si guadagna discretamente, per il domiciliare dove sicuramente non ha troppi ausili, ma si può dedicare con più disponibilità nei confronti della persona a lui affidata……….

    tu dici che le ISTITUZIONI spesso non ci sono state nelle tue DIFFICOLTA’ ed io ci credo!!!

    Non sai quante volte di SABATO/DOMENICA/FESTE COMANDATE ho visto mio figlio attivarsi per poche lire da non farci neanche la benzina, per l’alzata e la messa a letto, più volte nella giornata per assistere FAMIGLIE DISPERATE ED ESASPERATE, abbandonate a se’ stesse xche’ quello che viene messo a disposizione dagli ENTI PREPOSTI è NIENTE RISPETTO ALLE ESIGENZE DI CHI AFFRONTA DA ANNI un familiare allettato e/o terminale e non…………..

    C’e’ ancora TANTO DA FARE e gridare a GRAN VOCE per DARE VOCE A CHI NON NE HA PIù e FORSE SCUOTERE GLI ANIMI E LE COSCIENZE DI CHI DOVREBBE SENTIRSI RESPONSABILE verso i più deboli…….i più soli …………..chi ha bisogno di ognuno di noi per vivere dignitosamente…………. E’ IL MINIMO CHE POSSIAMO FARE!!!!!

    con affetto. Edy

  19. EDY: mi fà piacere ke tu abbia capito quello ke volevo dire. Complimenti a te e tuo figlio. Le ns storie sn troppo lunghe, purtroppo, da raccontare ecco xkè ricorro ad aneddoti ke, se pur banali, possono far comprendere la battaglia quotidiana dhe, puntualmente intraprendiamo. Mica facile svegliarsi alla mattina e chiedersi:”dunque …e oggi?”.Non è un bel risveglio ma qnd ti corichi ed hai vinto le tue piccole battaglie, sei pronto a ricominciare e se perdi? meglio, sei ancora + motivato x il giorno dopo!
    C’è ki stà peggio..parole sante. A me nn và male ma ho avuto fortune personali (nn economiche) ke mi hanno dato un’enorme forza di volontà.Cedo anch’io, sicuro, ma, x ora, nn mi spezzo,x ora.
    E’ ke se la gente non se ne approfittasse, ci sarebbero più risorse x gli altri.
    E’ ke se le amministrazioni chiedessero a ki ha bisogno di cosa ha bisogno, non sperpererebbe soldi pubblici. E’ke meglio gli F35 ke 10 centri riabilitativi..tanti ke, troppi ke…ke hai provato a tagliare la carne con la forchetta?eh eh. Salutoni

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