Disabile rivendica il diritto di esistere e fa causa al Comune di Milano

Giuliano Pisapia

Vi posso garantire che condivido in pieno il malessere di Francesco R.; mi reco spesso a Milano per vedere le vetrine, stare in mezzo alla gente, assistere alle tante iniziative che una città metropolitana deve offrire, insomma per semplice piacere. Ogni volta però torno a casa delusa e arrabbiata.

E’ scandaloso vedere come i Comuni, in generale, non siano ancora pronti a tenderci la mano, a farci rientrare nella categoria dei cittadini di serie “A”. E’ ora di svecchiare il significato della nostra etichetta: “disabile”. Senza assolutamente polemizzare sul fatto che, nonostante si faccia parte della popolazione attiva di questo Paese, ci venga assegnato un nome che ci contraddistingue dagli altri. Lo accetto, non mi interessa, chiamateci come Vi pare perchè è davvero una inezia rispetto alla possibilità, concreta, di renderci uguali alle altre persone. Questo è il nostro obiettivo.

Noi disabili possiamo solo essere solidali e compatti; io credo ancora nel vecchio detto:”L’unione fa la forza” anche se, per molti, è invece assai banale. Non voglio sottovalutare la nostra forza, che sono sicura essere tanta perchè siamo davvero ostinati; adesso siamo troppo esclusi per stare in silenzio. Chiediamocelo tutti insieme:“Siamo davvero disposti a farci calpestare?” Io personalmente non ci sto.

Dopo aver letto l’articolo su Giornale.it mi sento di poter dire che anche Francesco è stanco di una libertà annullata da altri e lo dimostra bene la causa, da Lui intrapresa, ovviamente assistito da un legale, Barbara Legnani, nei confronti di  Palazzo Marino.Con l’inizio dell’anno 2013 il Sindaco Giuliano Pisapia e l’Assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, non ci avevano girato tanto intorno; erano stati chiari ricordando che per ragioni di spending review quel 30% delle stazioni della metropolitana ancora off limits per chi viaggia in carrozzina, lo sarebbero state per altri dodici mesi. Non essendoci soldi, l’amministrazione comunale deve fare delle scelte e quindi il 2013 sarà l’anno delle scale mobili e il prossimo si spera di investirli sulla realizzazione di ascensori.

Vorrei far capire Loro che solo queste parole sono sufficienti per far scaturire in noi disabili la ribellione. Spero che mi consentano di analizzare queste spiegazioni che, a mio modesto parere, hanno poca sostanza. L’aspetto da analizzare è uno solo: con questo tipo di scelta hanno voluto ancora una volte escludere i disabili dalla società milanese e tutelare ancora una volta il cittadino abile. Mi spiego meglio.

Le persone normodotate anche in mancanza di scale mobli nella propria vita quotidiana vivono perfettamente lo stesso e credo che altri saranno d’accordo con me, su questa mia deduzione logica. Infatti per loro ci sono le semplici e arcaiche scale. Ma qualcuno, nella giunta si è fermato a riflettere quale è invece l’artenativa per un disabile che non trova a sua disposizione un ascensore? Potete anche pensarci per ore ma l’unica risposta plausibile è:“IL NULLA”.

Per quanto riguardano i tempi, sappiamo che nessuno è in grado di garantirci che sicuramente per il 2014 ci si occuperà di noi, quindi? Siamo destinati solo a sperare come già sempre facciamo, in attesa di un miracolo che ci faccia uscire per sempre da questa condizione di malati cronici.

E’ proprio questo nulla che ha portato Francesco a esporre il suo grave malessere di cittadino di serie “B”. Lui risiede a Opera, si muove in carrozzina e ha denunciato la sua difficoltà a circolare sull’area milanese a causa delle barriere architettoniche: non solo metrò (tre su dieci) o tram (il 25%) ancora senza pedane, il problema sono anche i marciapiedi sconnessi o privi di rampe per accedere agli autobus alla fermata, l’assenza di materiali antiscivolo, le buche e di raccordi tra marciapiedi e passi carrabili, le banchine troppo alte. Tutti esempi pratici della difficoltà, per una persona con handicap, a girare in città.

Ricorso depositato al Tribunale di Milano, che verrà discusso davanti al giudice Orietta Miccichè e chiama in causa il Comune e Atm per farne accertare la condotta discriminatoria, in relazione all’incompleta rimozione delle barriere architettoniche che ostacolano l’accesso ai disabili ai mezzi di trasporto pubblico locale e per ottenere l’adeguamento delle infrastrutture e dei veicoli alla normativa vigente nonchè, il risarcimento del danno subito, qualche decina di migliaia di euro.

Francesco sottolinea la presenza di leggi italiane e Ue sul dovere dei Sindaci di garantire servizi e mobilità alla popolazione, tutta. Inoltre fa presente che per un disabile circolare liberamente a Milano, andare al cinema o a cena da amici non è un capriccio ma un diritto, che viene vanificato dalle barriere architettoniche.

I disabili, sottolinea Franceso, vengono incentivati a prendere i bus; il parco mezzi infatti è già stato dotato al 100% di pedane, ma ci ricorda che dagli autobus bisogna anche salire e scendere e se i marciapiedi in moltissime fermate non sono adeguati, si ritorna al punto di partenza. Servono rampe per le sedie a rotelle, ad esempio. Atm, che esegue i lavori secondo le linee che il Comune indica nel contratto di servizio, ha adeguato per ora tutti i bus di pedane mentre resta off limits il 25% dei tram e in tre stazioni su 7 del metrò mancano gli ascensori, anche in snodi clou come San Babila o Centrale.

Aveva già provato a sollevare la questione con lettere inviate a Palazzo Marino, ma non ha mai ricevuto risposte. Secondo la giunta, il Comune “garantisce i diritti dei disabili e attua ogni concreta misura per tutelarne la dignità”. Ora una domanda:” Ma secondo Voi, se così fosse, il nostro amico Francesco sarebbe davvero arrivato a fare causa a Palazzo Marino?”

Mi dispiace dirlo, ma permettetemelo: il significato di dignità andrebbe riletto attentamente sul dizionario. Io la vedo molto pari allo zero, anzi uno zero al cubo e anche questo, non so se è sufficiente a descrivere la reale situazione.

Se il Sindaco volesse interloquire con noi, attraverso questo spazio aperto al mondo della disabilità, noi siamo qua; il confronto è sempre la miglior cosa, come mezzo per attingere ad idee e pensieri nuovi.


 

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9 risposte a “Disabile rivendica il diritto di esistere e fa causa al Comune di Milano

  1. Come ogni città e ogni paese hanno tutti lo stesso problema! Io abito in una cittadina (se così si può chiamare,) di poco più di 10.000 abitanti in provincia di Bergamo ma la situazione disabili è la stessa come abitare in una grande città. Per la società noi disabili eravamo un problema, lo siamo tutt’ora e lo saremo in futuro, i nostri problemi li capisce soltanto chi ci sta vicino 24 ore su 24.

  2. sono pienamente d’accordo con francesco che oltre al nome abbiamo lo stesso andicap, in quanto anche io sono disabile. per mi fortuna chiamiamola cosi. riesco a muoverni con grosse dificolta solo con l’utilizzo delle stampelle. senza non mi muovo. purtroppo questo problema e notevole. pulman senza rampe marciapiedi inadeguati. e nella metro non comentiamo.. quindi sarebbe opportuno un po’ di riguardo verso quelle persole che vogliono vivere come tutti. visto che la sorte non e stata benigna-

  3. Buongiorno.
    Da milanese, ritengo la città lombarda ben al di sotto della media europea, per quanto riguarda
    le strutture per i diversamente abili.
    Basta guardare la Francia e l’Inghilterra per rendersene conto, non voglio parlare della ricca e
    sempre più nominata Germania, sarebbe una partita persa dall’inizio.
    Quello che mi colpisce è l’eterno silenzio del sindaco Pisapia, durante la campagna elettorale ha
    promesso ai cittadini, una città nuova e priva di lacune, caro avvocato questa città stà, giorno per giorno, sprofondando nell’oscurità più completa.
    In varie fermate della metropolitana, le discese per i disabili non funzionano e in superfice le
    cose non vanno meglio, addiritura vari uffici postali sono irragiungibili per chi è costretto a stare
    in carrozzina, ma sappiamo bene caro sindaco che, la priorità per la giunta è assegnare le case
    popolari ai room e per le persone meno fortunate, non resta che arrangiarsi.
    L’EXPO è alle porte e arriveranno milioni di persone da tutto il mondo e sicuramente anche un
    numero imprecisato di disabili, devo dire che sono felice, almeno verrà giudicato dall’intero
    pianeta per quello che ha fatto per la nostra bella Milano.
    Vorrei ricordarle che, furti, omicidi, spaccio di droga e rapine, sono in continuo aumento, ma
    questa è un’altra storia, ne riparleremo alle prossime elezioni.
    Cordialmente.

    Marco.

  4. Buongiorno Lena, …………..
    ……………………. e bravo Marco, mentre leggevo l’articolo il pensiero all’EXPO continuava a martellarmi in testa!!!!
    Ma possibile che noi in Italia siamo bravissimi ad ottenere denaro per obbiettivi del tutto onorevoli ed …….altrettanto bravi (….) a farli sparire senza che niente accada??? manca così poco all’EXPO e cosa è stato fatto fin’ora (in un periodo di crisi così forte, dove del lavoro da farsi non farebbe SPERO schifo a nessuno e magari, qualitativamente migliorarci)????
    Carissima Signora Norma,
    mi spiace contraddirla, ma non tutte le città di tutti i paesi SONO MESSI COSì MALE riguardo le
    famose BARRIERE ARCHITETTONICHE, AUSILI, AGEVOLAZIONI etc. etc. etc. nei confronti di chi non può permettersi le cose più semplici e non solo loro, ma anche chi vive con loro!!!!
    EPPURE, NOI SIAMO UN REPUBBLICA DEMOCRATICA, CHE PREVEDE DALLA NOSTRA AMATA COSTITUZIONE, (DIRITTI E RISPETTO) PER (OGNI) UOMO E PREVEDE CHE DOVE CI SIANO DELLE DIFFICOLTà, LO STATO PROVVEDA A SOSTENERE CHI E’ NELLA DIFFICOLTà PER ESSERE UGUALE A QUALSIASI ALTRO “UOMO”……………………………..
    LA NOSTRA BELLISSIMA E ASSOLUTAMENTE INEGUAGLIABILE COSTITUZIONE E’ IN VIGORE DAL 1° GENNAIO DEL 1948 (SAREBBE ORA DI APPLICARLA APPIENO!!!!!)
    Art. 2

    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

    Art. 3

    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    con affetto. Edy

  5. Buonasera.
    Carissima Edy, la comunità europea ha stanziato una cifra stratosferica per la buona riuscita
    dell’EXPO ma purtroppo questi soldi sono già spariti, volatilizzati nelle tasche di qualche uomo
    politico e di portaborse compiacente.
    Il problema più importante è quello di come questi soldi dovevano essere spesi, palazzi, strade,
    metrò e via dicendo.
    Girando per Milano, si vedono cantieri aperti avviati al termine e strutture pronte per essere
    iniziate o in via di ristrutturazione, mi è capitato di vedere in zona Garibaldi, un palazzo nuovo
    privo di accesso per i disabili e sostanzialmente off limit.
    E’ da molto tempo che dico in tutti i blog possibili che, il disabile è lasciato solo e senza difesa,
    per lo Stato e per le istituzioni, sono solamente costi aggiuntivi, non previsti nel bilancio di una
    città (in questo caso Milano) ma purtroppo è così ovunque.
    In una canzone di Renato Zero, le parole : abbracciali, proteggili e non lasciarli cadere,andrebbe
    tatuata addosso ai nostri politici e incisa sulle pareti di tutti i comuni d’Italia.
    E’ un paio di mesi che stò seguendo i risultati di una ricerca condotta in Norvegia dove in un
    prossimo futuro verrà modificato il dna di una persona e una madre potrà, prima ancora di
    rimanere incinta, scegliere l’aspetto e la fisionomia del futuro bimbo.
    Questo verrà fatto (la dichiarazione è di uno scienziato) per ridurre dell’ 80% le nascite di
    bambini portatori di handikap, il restante 20% verrà estratto dall’utero nei primi 60 giorni.
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali, carissima Edy, prova a guardarti intorno e vedrai che
    non è così.
    Ci sono e ci saranno sempre i cittadini di serie A e quelli di B, questa è la vera vergogna di un
    paese che insiste nel farsi chiamare “CIVILE”.
    Cordialmente.

    Marco.

  6. Non solo i “normodotati” possono comunque utilizzare le normali scale, ma potrebbero anche utilizzare gli ascensori, insieme ai disabili. Perchè dunque prediligere e dare la precedenza alle scale mobili, quando realizzando per primi gli ascensori si potrebbero servire tutte le categorie di cittadini in ugual modo, senza vergognose esclusioni?

  7. Non può essere civile un paese come il nostro perché chì deve tutelare le leggi è in prima fila nell’evaderle,dunque non stupitevi per nulla!.

  8. Vorrei dire migliaia di parolacce, imprecare contro di loro fino all’infinito, ma purtroppo non serve a nulla. Io penso che un po’ di responsabilità sia anche nostra. Mi spiego: noi siamo un esercito, che ci piaccia o no, a meno che non decidiamo di porre fine alla nostra esistenza, dobbiamo vivere. Se continuiamo a nasconderci e aver vergogna della nostra realtà, come purtroppo molti fanno, allora le situazioni non cambieranno. Dobbiamo lottare e far valere i nostri diritti, SEMPRE, senza aver paura di nessuno. Concludo con un v… Milano città ipocrita e insensibile. P.S. a tutti gli amministratori insensibili e a tutte le persone che fanno solidarietà solo a telecamere accese, voglio ricordare che nella maggior parte dei casi, Disabili non si nasce ma si DIVENTA. A buon intenditore poche parole.

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