PD: disegno di legge per riconoscere il ruolo strategico degli Assistenti sociali

Ho preso visione oggi, direttamente dal sito del Partito Democratico, che due Senatrici Giuseppina Maturani, Vicepresidente del gruppo PD e Donatella Mattesini della commissione sanità sono cofirmatarie di un disegno di legge sul riordino della professione dell’Assistente sociale.

Si parla di Assistente sociale come elemento di snodo di percorsi socio-sanitari innovativi. Le Senatrici tengono a precisare che si tratta di un ruolo nuovo, ben delineato all’interno del disegno di legge che, in verità, corrisponde alle aspettative e alla discussione all’interno dell’ordine, per una piena valorizzazione della professione.

Si guarda principalmente al futuro per questa figura, assegnandole una nuova funzione strategica e di progettualità per una effettiva innovazione del sistema socio-sanitario.

L’impegno preso è per una approvazione veloce di questo disegno di legge, fortemente voluto e atteso dalle Istituzioni e dai rappresentanti dell’ordine.

Volete sapere quale è stato il mio primo pensiero?Fantastico, non fa una grinza, è giusto perchè anche io ritengo questa figura importante e indispensabile anzi, secondo il mio modesto parere, dovrebbe intervenire in molte problematiche, come supporto, interfacciandosi molto di più con la popolazione. Tutte quelle persone che vivono situazioni di vita, familiari, di salute qualitativamente molto basse, fino allo zero assoluto e non sto parlando solo di disabili.

Questa è una realtà brutta da dire e ancor di più da vedere però, credo che questo ruolo comunque dovrebbero già svolgerlo, con livelli qualitativi molto alti. La figura dell’Assistente sociale non è sicuramente nata ieri quindi, i suoi ruoli sono ben definiti da tempo. Qualcuno ha provveduto a verificare quanto fatto fino ad ora a livello locale? Il territorio è ben monitorato? I Comuni conoscono davvero tutte le realtà difficili presenti?

Tra le realtà che mi vengono sottoposte e quelle che io vedo più da vicino so che qualche falla del sistema c’è e dato l’argomento, sono mancanze grosse e importanti che possono davvero provocare danni pesanti.

Prima di intraprendere un nuovo percorso occorrerebbe verificare se tutti operano da sempre al meglio, al fine di capire dove sono gli errori e la loro entità.

Cosa ha scaturito in me questa riflessione assai complessa? La mia mente non ce l’ha fatta a non ricordare quello che è accaduto qualche giorno fa; per chi non lo avesse letto ho scritto della vicenda di una assistente sociale coinvolta con una insegnante di sostegno in maltrattamenti verbali e fisici, nei confronti di un adolescente autistico, durante l’orario scolastico.

Un enorme spunto di riflessione e attenzione.

Parecchio tempo, e ne vado fiera, l’ho dedicato a riflettere sul ruolo degli Assistenti sociali; particolare attenzione sulla concretezza delle azioni che devono compiere ogni giorno, per fare al meglio il proprio lavoro.

Come prima cosa sono convinta che non si può parlare semplicemente di “lavoro”; non può essere equiparato ad una qualsiasi mansione lavorativa, una routine giornaliera, metodica e ripetitiva. Comportamenti errati, infatti, vanno a danneggiare direttamente le persone perchè con loro si ha a che fare e non con oggetti inanimati.

Allora, prima di dare maggiori compiti, autorevolezza e competenze nuove agli Assistenti sociali verifichiamo come sono ad oggi i servizi messi in essere in ogni Comune; così da poter intervenire tempestivamente sugli eventuali errori, vedi la storia dell’adolescente disabile, preoccupandoci del personale che opera quotidianamente e poi parliamo di merito, perchè anche questo aspetto non va dimenticato.

Non è corretto nascondere tutto sotto il tappeto, come si fa con la polvere quando non si vuole pulire; le migliorie credo che debbano essere apportate su un sistema buono, solido, efficiente e efficace. Parliamone con gli utenti stessi, per sapere se sono soddisfatti e soprattutto che siano i Comuni ad offrire l’aiuto, l’assistenza che spetta a certe realtà. Vi assicuro che c’è molto timore da parte dei cittadini sulla qualità del servizio e soprattutto c’è tanto orgoglio e imbarazzo a presentarsi a chiedere aiuto spontaneamente. Ci si sente umiliati, deboli, colpiti nel profondo…

Sono consapevole che è difficile irrompere nella vita delle persone già così segnate dalle difficoltà, quindi diffidenti, timorose, ma lo scopo è dare a tutti pari diritti con una esistenza dignitosa, dove lo Stato intervenendo può e deve dare soluzioni positive.

E alla fine si parla ancora una volta di diritti negati. Prima o poi credo che ci verrà assegnata una medaglia non tanto per gli errori che lo Stato compie ma bensì per quanto sia recidivo nei Suoi errori e non trapeli neanche il minimo impegno e interesse a migliorare. Personalmente non credo che sia il caso di mettere troppa carne al fuoco perchè, come al solito, rischiamo solo di bruciarla e poi buttarla via; sembrerà un esempio un po’ banale ma è quello che succede nel nostro Paese, sprechiamo le idee ancor di prima di metterle in essere e un Paese senza nuove aspirazioni è, con mio grande rammarico, uno Stato morto.

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14 risposte a “PD: disegno di legge per riconoscere il ruolo strategico degli Assistenti sociali

  1. Buongiorno.
    Dobbiamo prima di tutto, verificare il reale fabbisogno di assistenti sociali, sicuramente saranno
    lavoratori della PA e in questo delicato momento che stà passando il nostro paese, sarebbe più
    opportuno centellinare la spesa pubblica.
    La seconda cosa che dobbiamo fare è controllare la reale professionalità di questa categoria.
    Tutti i giorni si sentono e si leggono fatti legati all’assistenza di persone, che fanno veramente
    rabbrividire.
    La terza cosa e ritengo non meno importante delle altre è senza dubbio quella di rivedere la
    posizione di un assistente sociale e la sua importanza e decisionalità nell’agire.
    Troppo spesso siamo stati testimoni di bambini, letteralmente rapiti dall’affetto dei genitori, solo
    perchè i genitori stessi erano separati o non riuscivano più a mantenere lo stesso bimbo.
    Un assistente sociale non può e non deve prendere una decisione così radicale, non ne ha il potere e sicuramente non possiede le doti intellettuali per poterlo fare.
    La decisione spetta ai giudici, in alternativa a un avvocato.
    Purtroppo l’arroganza che spesso contraddistingue un assistenze sociale è palese, si credono
    onnipotenti e liberi di decidere il futuro di una persona, questo non è assolutamente giusto.
    Lo Stato deve dare la possibilità e aiutare concretamente le persone in difficoltà con minori,
    troppo facile dare i bimbi in affidamento e sottrarli all’amore che in un altra famiglia, non avranno mai.
    Ma purtroppo lo Stato è sparito dal panorama politico Italiano, siamo tutti in balia di un sistema
    corrotto e menefreghista, l’unica cosa che conta sono i diritti acquisiti della Costituzione, in parole povere, non toccate gli stipendi dei nostri politici, non importa se la gente muore perchè
    un parassita nega loro la cura con le cellule staminali, l’importante è che loro godano di tutti i
    privilegi possibili.
    Povera Italia, che schifo !!!!
    Cordialmente.

    Marco.

  2. Direi che marco ha centrato in pieno il problema perché lor signori possono fare tutte le leggi possibili ed immaginabili ma se poi non vengono messe in pratica e finiscono al solito nel dimenticatoio!.Quando si arriva al discorso sulla spesa pubblica è la solita storia e ora che abbiamo raggiunto un nuovo record di spesa appunto,perchè i veri colpevoli sono gli stipendi faraonici di politici vari che mangiano aragoste e caviale con meno di 10 euro e per un povero cristo che ha fame non ci sono i soldi!…………………………è normale nel anno domini 2013?.A mio parere ci vorrebbe un insurrezzione popolare che faccia come i francesi nella presa della bastiglia,poi spiegando ai poliziotti incaricati di fermarci che per quello che prendono si lamentino pure loro!………………….tanto ai signori politici degli agenti non gli frega nulla ma basta non toccargli i soldi che prendono!.

  3. Informiamoci prima di parlare….quando un’assistente sociale “opera” (e le capacità comunque le avrebbe… soprattutto le doti intellettuali), lo fa sempre e dico sempre dietro mandato del giudice dei minori….
    Se poi a farci parlare è la frustrazione o l’ignoranza della materia..allora tutto è lecito!

  4. Caro Marco, prima di parlare informati!! Prima cosa la figura dell’assistente sociale è prevista dalla legge, quindi tanto inutile non è. Seconda cosa con la l.509/99 è stato introdotto un corso di laurea triennale che stabilisce competenze tecnico professionali al ruolo che deve andare a svolgere l’assistente sociale; in seguito con la legge n.270/2004 è stato introdotto un corso di laurea magistrale volto ad affinare le competenze. Al termine del ciclo di studi i laureati devono svolgere un esame di Stato per l’abilitazione e l’iscrizione all’albo.
    Terza cosa purtroppo nell’immaginario comune gli assistenti sociali sono descritti come degli “orchi cattivi” che rubano i figli ai propri genitori. In realtà una decisione tanto estrema, presa dopo tanti interventi volti a eliminare o diminuire le condizioni di disagio, è dovuta al fatto che molti minori vivono in condizioni ambientali, sociali e sanitarie precarie. Tra l’altro molti minori sono vittime di abuso e di maltrattamento fisico e psichico da parte della famiglia. Bisogna ricordare che gli assistenti sociali non prendono tali decisioni ” da soli” ma in collaborazione con il Tribunale dei minori e altri professionisti. In queste condizioni, e ti assicuro che ce ne sono tante, cosa faresti?? Lasceresti il bambino “all’amore” dei suoi genitori o lo affideresti a una famiglia in grado di dare realmente attenzione e affetto al minore???
    Se lo Stato deve tagliare, non è dal SOCIALE che deve partire, ma da tante altre cose inutili e banali.

  5. Marco magari informati… Non è l’assistente sociale che “decide” se allontanare un minore o no. L’assistente può fare indagini sociali, può cercare di comprendere la situazione sociale/familiare/affettiva del minore ma chi decide è il Tribunale!. E direi che neanche un avvocato può prendere una tale decisione.
    L’assistente sociale è una figura professionale con competenze e conoscenze in diverse ambiti che utilizza per prendere delle decisioni equilibrate e “nell’interesse del minore”. L’allontanamento, come l’affido, non sono mai decisioni prese alla leggera.
    Sfortunatamente è proprio in questo periodo che le assistenti sociali servirebbero di più ma anche il loro numero nella PA è in diminuzione.
    Impariamo a informarci prima della reale “professionalità” di un lavoro e non fermarci a ciò che i giornali per vendere raccontano…

  6. Buonasera.
    Carissimi Vale e Daniela, non solo sono informato su gli assistenti sociali, ma sono stato testimone di una vicenda a dir poco agghiacciante, una mia carissima amica, separata e
    con due figli, uno dei quali molto vivace e sottolineo vivace per via dei problemi legati alla
    separazione è stato preso di mira dalla maestra e aditato come un bambino socialmente
    difficile.
    Pronti via è stata chiamata un assistente sociale che, molto piena di sè ha dichiarato che
    avrebbe seguito il bambino durante la giornata.
    Voglio precisare che conosco benissimo il soggetto e personalmente non ho mai notato
    nulla di preoccupante, non sono un medico ne uno psicologo ma, 55 anni sulle spalle e
    un figlio di 8 e una figlia di 24, penso di conoscere e capire se un bambino è socialmente
    difficile.
    Dopo settimane di controlli e visite, il bambino su ordine dell’assistente sociale è stato
    accompagnato da un medico e questo essere infame, ha riempito il bambino di psicofarmaci.
    Non dovrei dirlo, ma sono riuscito a entrare in possesso del verbale che l’assistente sociale
    ha spedito al medico e cosa c’era scritto ?
    Soggetto socialmente instabile e violento nei confronti dei suoi simili ecc,ecc,ecc.
    Posso garantire che questo bambino è disordinato, casinista e spesso stanco della scuola.
    Non ho mai e dico mai, visto segnali di violenza o peggio, a questo punto, la maggioranza
    dei bambini che ha questi sintomi, deve essere imbottita di psicofarmaci.
    Mio figlio di 8 anni si comporta nella stessa maniera e grazie a Dio la maestra di scuola mi ha
    detto che non c’è nulla di cui preoccuparsi, siamo stati tutti bambini.
    La mia amica, presa la cosa di petto si è rivolta a un avvocato e alla fine è finita d’avanti al
    giudice.
    Ci sono state tre udienze e alla fine il giudice stesso ha dato pienamente ragione alla mia amica.
    Voglio precisare che per le tre udienze, la cara assistente sociale, non ha avuto il coraggio di
    presentarsi nemmeno a una.
    Controllate bene il mondo dell’assistenza sociale e prima di dire al sottoscritto di informarsi,
    preparate le persone che vogliono avvicinarsi a questo lavoro e cercate di renderle il più
    professionali possibile.
    Non si gioca con la vita altrui, specialmente se si tratta di un bambino !!!!
    Vorrei dare un consiglio all’assistente sociale in oggetto, si riempa di psicofarmaci e faccia una
    lunga dormita, al suo risveglio si sentirà sicuramente meglio.
    Cordialmente.

    Marco.

  7. Buonasera.
    Caro/a Vale, il fatto che la legge preveda gli assistenti sociali, non giustifica un comportamento
    poco professionale nei confronti di persone che avrebbero solo bisogno di affetto e di attenzione.
    Cordialmente.

    Marco.

  8. Buonasera.
    Cara Daniela, come mai molti bambini vengono allontanati dalle loro famiglie e vengono
    affidati a sconosciuti ?
    Da dove parte il tutto ?
    Da una segnalazione dell’assistente sociale, o no ?
    Non mi interessa chi, materialmente decide l’allontanamento di un minore, la cosa che mi
    ferisce è il fatto che, l’assistente sociale di turno, annoti questa riprovevole cosa, sul suo
    verbale.
    E questo è quello che succede !!!!
    Cordialmente.

    Marco.

  9. Ciao Lena,
    Buongiorno, Marco, Caterina, Vale e Daniela……………
    credo che ognuno di Voi si sia sentinto parte integrante di un discordo e lo sostenga a spada tratta e con toni, piuttosto accesi.

    Il problema, il centro di questo discorso pero’ (e non dobbiamo perderlo di vista) è l’utilizzo di un ruolo così importante …..anche da parte di personale MAGARI, culturalmente ed indubbiamente specializzato, ma non sempre idoneo per quel ruolo così bisognoso di attenzione, sensibilità, capacità, forza, testa e cuore ed umiltà, di cui forse non tutti coloro che si candidano per quel ruolo SONO DOTATI.
    Non tutti i laureati in ECONOMIA E COMMERCIO (sono poi sul da farsi, grandi cime), non tutti i plurilaureati (si rivelano grandi uomini) ……..ecco il problema è che: un’assistente sociale non ha a che fare con numeri, multinazionali e/o Istituti Bancari, Società Assicurative………
    Ma con Anime Viventi, già impoverite da tanto dolore, sofferenze, difficoltà oggettive e L’incapacità da parte del mondo NORMALE di sostenerli nel loro essere parte integrante della Società, della Comunità, della VITA.
    Quando si lavora nell’ambito del Sociale, non ci si può permettere di essere DEMOTIVATI, ESASPERATI, STANCHI………. QUANDO ci si sente così è meglio starsene a casa e riflettere se ce la si sente o se è meglio cambiare!!!!!!! perchè questo non è un LAVORO…… ma si entra a far parte della vita di qualcuno, spesso famiglie intere tutte toccate da qualcosa più grande di loro stesse ed è pur vero che errare è umano………..ERRARE, non vivere un ruolo così di grande importanza, senza una coscienza personale che si rinnova ogni giorno, all’operato svolto.
    Và giustamente riconosciuto e retribuito pienamente chi svolge questo ruolo, per un servizio di così alto livello……………. ma credo che il riconoscimento più grande, siano i risultati che si ottengono sul campo e da chi necessita e riceve la collaborazione dovuta, da chi si definisce un’ASSISTENTE SOCIALE.
    Purtroppo chi vive, per necessità o indirettamente per altri ruoli, il quotidiano di quei posti dove gli assistenti sociali sono protagonisti, troppo spesso si trova a dover fare i conti con l’INESPERIENZA, LA SUPERFICIALITA’, LA PIU’ TOTALE INDISPONIBILITA’ E ASSOLUTA MANCANZA DI RISPETTO.

    ……………..un abbraccio
    Edy

  10. Caro Marco,mi dispiace per la vicenda della tua amica,ma non possiamo fare di tutta l’erba un fascio.In tutti i tipi di mestieri vi sono persone che “lavorano” tanto per guadagnare e a cui non importa niente della vita degli altri,ma non tutti sono cosi. Perciò eviterei di parlare al plurale,riferendosi all’intera categoria.

  11. 10 ANNI FA MIO PADRE E’ STATO COLPITO DA UN ICTUS MOLTO PESANTE RIMANENDO COMPLETAMENTE PARALIZZATO NELLA PARTE DESTRA E PERDENDO L’USO DELLA PAROLA A CAUSA DELLA AFASICITA’ CREATA DALLA MALATTIA. LO STESSO INPS GLIA HA RICONOSCIUTA L’INVALIDITA’ TOTALE ACCORDANDO IL FAMOSO ASSEGNO DI ACCOMPAGNAMENTO.
    QUANDO E’ STATO DIMESSO DAL CENTRO RIABILITATIVO, DELL’OSPEDALE, NON AVENDO ESPERIENZA E TROVANDOMI NON POCO IN DIFFICOLTA’, HO CHIESTO AIUTO ALL’ASSISTENTE SOCIALE DEL MIO COMUNE LA QUALE MOLTO BREVEMENTE MI HA RISPOSTO CHE SONO PROBLEMI CHE SI DEVONO RISOLVERE IN FAMIGLIA.
    GRAZIE, CARA ASSISTENTE SOCIALE,
    PROVA A LEGGERE QUALI SONO I DIRITTI DEL MALATO DI ICTUS E POI MAGARI RIPENSACI

  12. Buongiorno.
    @ Tutti.
    Non ho mai detto che tutti gli assistenti sociali sono da buttare, ho affermato che bisogna stare
    attenti e valutare attentamente il ruolo che ricopre lo stesso.
    Sicuramente ci saranno persone che amano il proprio lavoro e lo portano a termine con tanta
    professionalità e devozione.
    E’ palese che, ci siano personaggi che non aspettano altro che la fine del mese per prendere
    lo stipendio, infischiandosene altamente dei problemi altrui.
    E questo non lo potete negare !!!!
    Cordialmente.

    Marco.

  13. Ciao Lena,
    pur conoscendo poco dello specifico incarico della professione degli assistenti sociali, non riesco non distaccarli da tutte le altre professioni dove direttamente avviene il contatto con il sociale, verosimilmente rapporti con le persone e non con le cose.
    Coloro i quali esercitano in questi settori non dovrebbero mai dimenticare i Principi Etici e morali che ne derivano, potremo elencare decine, centinaia di casi dove vi è un tradimento palese, dove vengono a mancare i Principi Etici professionali, sono già stati portati esempi significativi in questo blog, ed è chiara la reazione da parte dei fruitori di questi servizi sociali snaturati, vuotati dei contenuti “sociali”, uno degli esempi calzanti è: il gioco per passione e il gioco professionale, sono due facce completamente diverse della stessa medaglia.
    Tutto ciò per arrivare ad affermare che: finquando non ci riapproprieremo dei valori Etici, possiamo fare leggi, disposizioni, creare sistemi repressivi, punitivi, ma la situazione non cambierà. In ultima analisi sono convinto che l’insegnamento dei valori etici debba iniziare molto presto all’interno della famiglia per poi proseguire a scuola fino ai livelli massimi di studio, la conseguenza di ciò sarà che per l’amissione ad una professione di tipo sociale, il candidato dovrà dimostrare di “essere” etico, non di conoscre a vari livelli l’etica, gli esaminatori poi, è chiaro lo devono essere per vocazione etici.
    Probabilmente i miei anni non bastano ancora per capire che il mio sogno di Società è solo utopia, ma se ci ho creduto per tanto tempo perchè smettere proprio ora?
    Come sempre ti saluto caramente.
    Giuseppe

  14. premetto che mi occupo di “sociale” e in particolare di minori fragili (affidati a tutele diverse da quelle dei genitori) e disabili (in una asl del lazio) da venti anni circa. a livello accademico ho conseguito due lauree, due master di secondo livello e due perfezionamenti post laurea. questo mica per fare il presuntuoso ma per anticipare chi dirà che non conosco la materia. allora. secondo me questo disegno di legge nasce dalle lobby delle assistenti sociali che, spesso, nel 98% dei casi sono arrampicatrici sociali. vogliono cioè occupare ruoli di potere che magari nascondono povertà altre che non spetta a me giudicare. la politica si dovrebbe occupare del riordino delle professioni sanitarie che sono venti anni che è in discussione e che non si riesce ad approvare.
    tornando alle as vorrei dire che proprio in questi giorni un minore è stato portato dal commissariato in una casa famiglia e l’assistente sociale del territorio di competenza non ne vuol sapere di occuparsene. magari se era il nipote di qualche politico egiziano si sarebbe mossa tempestivamente.
    conosco as che in venti anni non sono state capaci di regolarizzare i documenti ad un minore, conosco un as che pur di farsi nominare coordinatore di un distretto ha spacciato il suo diploma di scuola diretta a fini speciali per una laurea specialistica. il fatto che è che i politici sono ignaranti e non si accorgono di tutto questo. come si dice, in un mondo di ciechi chi vede da un occhio è un fenomeno.
    e per finire conosco anche, il 2% del totale, assistenti sociali che fanno bene il loro lavoro
    cordiali saluti

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