Cara Unione Europea: “Una altra bambina disabile discriminata dal Comune”

Il mese di Maggio è ormai giunto al suo termine e generalmente è proprio in questo periodo che si concentrano le gite scolastiche, approfittando della bella stagione e del fatto che l’anno scolastico è quasi giunto al termine.
Voglio raccontarVi, come hanno provveduto a fare altri mezzi di informazione, della gita di Chiara, una bimba romana, disabile, che vive la propria disabilità sulla Sua sedia a rotelle. Non arriverò a parlare del luogo di destinazione di questa scampagnata, perchè i problemi sono nati già alla partenza, davanti alla scuola.

E’ la mamma di Chiara, la signora Fiammetta, a segnalare la vicenda che vede protagonista, Suo malgrado, la figlia. Chiara ha 10 anni e frequenta la scuola primaria all’Istituto Comprensivo Marco Fulvio Nobiliore a Cinecittà, Roma. Nell’ambito del progetto del Comune di Roma “Città come scuola”, la classe di Chiara era pronta per partecipare a una visita guidata, presso una fattoria alle porte di Roma.

La mamma fa sapere che, come richiesto dall’ufficio del Comune preposto, la scuola ha comunicato che sarebbe intervenuta una bambina disabile non deambulante e che quindi c’era bisogno di trasporto adeguato. La risposta c’è stata; al trasporto avrebbe pensato il Comune stesso, “a pagamento”.Però, e’ arrivata la delusione più grande per la Signora Fiammetta che, per la prima volta, aveva deciso di mandare Sua figlia in gita; la Sua titubanza non era mai dipesa dagli atteggiamenti dei compagni o delle maestre anzi, loro hanno instaurato un piacevole rapporto con la bambina creando un clima intorno a Chiara di rispetto e tenerezza, anche da parte dei suoi compagni di classe che erano contenti di avere la bimba in gita con loro. Il timore era legato alla problematica che poi, purtroppo, si è realmente verificata.

Ritorniamo a quella mattina; tutti pronti davanti alla scuola in attesa del pulmino per la gita. Arriva, è tutto giallo, è proprio quello adibito al trasporto scolastico. Ma lo sguardo delle maestre e della mamma si sofferma, subito, sull’arrivo anche di una altra macchina, dietro al pulmino. E lì è stato facile arrivare alla conclusione più ovvia.

Si tratta di un mezzo “diverso” destinato solo a Chiara quindi, questo significa che la bimba non viene messa nelle condizioni di viaggiare con i suoi compagni. E pensare che, forse, il momento del viaggio in pullman è quello che tutti i bambini amano di più e non vedono l’ora di salirci.

La signora Fiammetta ci spiega che, nel foglio di adesione del Comune era indicato che il trasferimento sarebbe stato con il pulmino del trasporto scolastico e che in caso di disabile, non deambulante, sarebbe arrivato un mezzo idoneo, ma non si specificava che si trattava di un mezzo “diverso” da quello dove salivano tutti gli altri, quindi si era giustamente pensato che avrebbero mandato un pullman con pedana.

La mamma di Chiara ha, da subito, espresso che non era intenzionata a far viaggiare la bimba separata dai suoi compagni. Come soluzione alternativa, in un tentativo di migliorare la situazione creata dallo stesso Comune, la mamma ha chiesto all’autista di permettere a Chiara di sedere su un sedile del pulmino, con la cintura di sicurezza e l’insegnante di sostegno al Suo fianco. La mamma poi ha caricato la carrozzina sulla Sua macchina e ha deciso di seguire il pullman nella gita.

Chiara ce l’ha fatta; si parte, ma l’autista è ancora al telefono con i Suoi diretti superiori per sbrogliare questa matassa. Ma, dopo soli 400 metri, l’autista si è visto costretto a comunicare alla insegnante di sostegno che la bambina doveva scendere, altrimenti il pulmino non avrebbe potuto proseguire il viaggio.

La signora Fiammetta ha preso, a mio parere la decisione più giusta in quel frangente; fare scendere la figlia per non impedire a tutti gli altri bambini di godersi quella gita e caricare la figlia sulla propria macchina e accompagnarla personalmente al luogo di destinazione.

La dirigente scolastica è stata informata immediatamente dell’accaduto e subito ha provveduto a chiamare l’ufficio competente. La responsabile del servizio, Laura Pernice, dell’ufficio “Città come scuola” del Campidoglio, ha spiegato che si tratta di una “logica di economicità”. Inoltre tiene a precisare che, a differenza di quanto sostenuto dalla signora Fiammetta e il personale scolastico presenti quella mattina davanti alla scuola, non può essere arrivata una macchina con pedana, perchè non ne hanno, ma che sarà arrivato un pulmino da 9 posti, e a quel punto, si poteva scegliere di far salire con la bambina altri compagni e insegnanti per non lasciarla sola. E poi, il Comune sostiene di comunicare con le scuole e che forse il loro è solo un problema di migliorare la comunicazione.

Ancora una volta discriminazione; ancora una volta nei confronti di un bambino. Ci risiamo, un altro Comune che si mette di impegno per far sentire diversa una bambina che non ha colpe per la Sua disabilità. Nessuno riflette sul fatto che, Chiara, convive con una malattia indipendente dalla Sua volontà; chissà, il destino ha voluto così. Secondo Voi, Istituzioni:” E’ davvero il caso di infierire, su questa bambina?”

Non può essere tutto burocrazia, non si può infilare tutto in precisi casellari; non stiamo parlando di matematica, che non lascia spazio alle opinioni. La mia esperienza mi ha fatto, da tempo, capire e Vi assicuro che ci vuole poco, che ciò che manca è la volontà. Basta parlare un po’ con gli amministratori di questo Paese, Regioni, Province e Comuni per capirlo.

Poi, in particolare dal Comune di Roma, non voglio e credo come me molti altri cittadini, disabili e non, sentir parlare di scelta necessaria per risparmiare. Dopo tutti i soldi che abbiamo visto sprecare in passato e probabilmente anche nel presente dobbiamo assistere ai tagli sui servizi alla disabilità? Non Vi sembra di esagerare? Se così è, rasentate il ridicolo!

Se Vi servissero, avrei volentieri dei suggerimenti su come risparmiare; se lasciaste visionare a Noi comuni mortali i conti, sicuramente, avremmo da fare dei ritocchi notevoli. Noi cittadini tutti i giorni risparmiamo, stringiamo la cinghia perchè noi sì che sappiamo fare economia. In questo siamo assolutamente più bravi di Voi.

Risparmiare per togliere dei diritti? Orrendo! Se il Comune di Roma volesse spiegarci il perchè di tagli e interventi di risparmio sempre a discapito dei disabili siamo pronti ad ascoltarli. Non arriveremo mai ad annientare la discriminazione fino a quando chi ci governa non da’ il buon esempio. Vorremmo una “vera” risposta in merito al perchè la piccola Chiara non ha potuto viaggiare con i Suoi compagni. Non c’era il pulmino con la pedana, perchè? Il Comune ne è sprovvisto? Oppure era guasto? E se di guasto si è trattato, non sono previsti i fondi per ripararlo?

Mi sembrano domande così banali, che nessuno dovrebbe porle; non ha alcun senso anche perchè i cittadini in questo paese pagano le tasse e a fronte di questo si aspettano degli eccellenti servizi. E invece, come nel caso della mamma di Chiara, e chissà in quante altre circostanze simili, il servizio di trasporto della figlia se lo è dovuto effettuare da sola.

E dire che il progetto del Comune di Roma poteva davvero essere una buona soluzione per incentivare la integrazione dei bambini ma, ancora una volta, sono costretta a dire che il nostro paese non è pronto. Noi pronti ad abbracciare il mondo e non immaginate neanche quanto ma, lui ancora non ci vuole.

Appoggio e sottolineo anche io i riferimenti normativi fatti dall’Avvocato Salvatore Nocera, responsabile dell’Osservatorio scolastico dell’Aipd (Associazione Italiana Persone Down), vicepresidente della Fish ed esperto di diritto e integrazione delle persone con disabilità. Parliamo della Legge 67/2006 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) in particolare nell’articolo 2.

Il primo passo da fare da parte delle Istituzioni e dello Stato è rispettare quanto sancito dalla Costituzione Italiana che il più delle volte, in termini di disabilità, viene considerata carta straccia. Aggiungerei anche l’Onu, che ha provveduto a sottolineare il dovere anzi, direi l’obbligo, di tutelare i diritti dei disabili. In virtù di tutto questo mi chiedo:” Perchè l’Unione Europea non fa le pulci al nostro Paese anche sotto questo aspetto? Perchè non veniamo multati e/o declassati? Non è una mancanza abbastanza importante da essere sottoposta a controllo e sorveglianza? Si parla sempre della nostra immagine riflessa negli occhi della Europa, e adesso la UE è diventata cieca? Che peccato! Pensavo che questa nostra immagine di paese discriminante danneggiasse tutti ma evidentemente non è così, forse riguarda solo pochi eletti, noi disabili.

Questa storia lascia davvero molto amaro in bocca.

 

 

 

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19 risposte a “Cara Unione Europea: “Una altra bambina disabile discriminata dal Comune”

  1. Cara Lena,
    avevo letto un’articolo su questo fatto, devo dire, che a pelle mi aveva subito fatto arrabbiare, tanto che volevo scriverti per segnalartelo, ma come sempre dal tuo osservatorio sai come sempre essere incisiva e precisa nella descrizione, per cui difficilmente non si può comprendere in tutti gli aspetti la gravità di un simile fatto.
    Si stà parlando del comune di Roma, non di un comune di 1000 abitanti sperso in mezzo alle campagne della Pianura Padana, che magari alla fin fine rispetta di più i suoi concittadini ammalati, mi sembra così lontamente assurdo un tale comportamento, da sembrare non veritiero, fantasia di giornalisti, purtroppo non è così, è la nuda e cruda fotografia, di quello che l’indifferenza può produrre a carico dei meno fortunati (fisicamente).
    I danni non si identificano nel fatto che un mezzo può valerne un’ altro, cosa cambia! ma nella leggerezza con cui si và ad isolare una persona dai suoi simili, aducendo burocraticamente scusanti insostenibili, qualunque genitore ha spontaneamente una reazione, verso un comportamento del genere da parte di Comune, se fosse il suo di figlio interessato, essere presenti ad una separazione deliberatamente voluta di bambini che si stanno apprestando a una gita scolastica, deve far molto male al bimbo e al genitore, se c’era un problema il rinviare la gita di qualche giorno a chi nuoceva? tanto per non arrivare a quello che è stato fatto e a costi zero? ah dimenticavo, ciò significherebbe rispetto per tutti anche per i diversamente abili.
    Salutoni.
    Giuseppe

  2. ciao Lena, purtroppo questo tema sempre spiacevole non mi sorprende, invece mi sorprende il fatto che l’autista del pulmino giallo su “ordini ” dall’alto, non abbia permesso a Chiara di proseguire la gita con i compagni.
    Anche mia figlia, come sai non deambula, ma con l’aiuto dei compagni, dell’assistente e dei prof, ha sempre viaggiato insieme a loro con il “pulmino giallo”.
    Ad ora non credo che i mezzi pubblici siano vietati ai diversamente abili, possono non essere adeguati, ma vietati non credo proprio.
    Non vorrei che ci vietassero di salire su qualsiasi mezzo pubblico, perchè non adeguati, dovremmo anche in questo caso pagare per colpe non nostre?
    Ciao Luciano

  3. Sono cose inaccettabili, ma in un paese che non rispetta nessuno, nemmeno i suoi cittadini “normali”, cosa ci si può aspettare per quelli “speciali”? Non c’è rispetto, nè considerazione, nè pensiero alcuno per nessuno che non sia uno dei fortunati che sono riusciti ad arroccarsi in uno dei posti di comando. Tutti gli altri si arrangino, se possono.

  4. Buonasera.
    Una settima fa, avevo affermato nel suo blog che allo Stato Italiano, le persone diversamente
    abili sono un’ ostacolo pieno di insidie e di costi insopportabili e questo è l’ esempio che certifica
    le mie affermazioni.
    Viviamo in un mondo dove tutto deve essere preciso e figuratamente bello, senza sbavature e
    imprecisioni, tutto creato con lo stampino.
    Una persona nata con un’ imperfezione è sistematicamente additata come sub-normale e tutto
    questo è sacrosanto, ho le prove di quello che affermo.
    E’ totalmente inutile che l’ opinione pubblica e il Ministro della Sanità, abbia cambiato in diversamente abile, quello che una volta, tutti chiamavamo handiccapato, le cose concrete da
    fare sono altre.
    La cultura e il rispetto per queste persone meno fortunate di noi, devono essere cambiate in
    modo radicale, abbandonare una famiglia che lotta quotidianamente per dare quella dignità che
    un bimbo deve assolutamente avere è senza dubbio un segno di menefreghismo.
    Muovermi in una città come Milano e non avere la possibilità di accedere a certe strutture, perchè prive di uno scivolo per la carrozzina, o ancora peggio non poter usufluire di una cura
    con le cellule staminali, sapendo che potrei guarire, perchè lo Stato e qualche politico corrotto,
    mi nega la cura, tutto questo è segno di inciviltà.
    Non mi interessa se vengo chiamato handiccapato o diversamente abile, quello che mi interessa
    è sentirmi considerato alla pari di una persona più fortunata di me.
    Tutto il resto sono solo chiacchere da bar !!!!
    Cordialmente.

    Marco.

  5. Cara Lena, io abito in un paesino della Pianura Padana di circa 4000 abitanti e in classe di mia figlia, terza elementare, ci suono due bambini diversamente abili, di cui uno in sedia a rotelle. Devo dire che, a parte l’affiatamento incredibile che si è instaurato con tutti i compagni e le insegnanti, ho notato che il nostro Comune è particolarmente sensibile. Sin dalla prima elementare, tutti i bambini sono sempre andati in gita con il pulmino giallo, dotato di pedana! Quest’anno, poi, è stata fatta una gita che è durata un’intera giornata ed è stato preso un pullman a noleggio. Non ci sono stati problemi e alla madre, che si era data disponibile a partecipare alla gita, le insegnanti hanno detto che la sua presenza non era necessaria. La gita si è svolta regolarmente e tutti i bambini si sono divertiti. Unica nota dolente, in questa vicenda, è la sede della scuola elementare che, essendo veramente molto molto molto vecchia, costringe la classe di mia figlia in un’aula al pian terreno e impedisce loro (tutta la classe) di accedere all’aula informatica, ubicata al primo piano. Le insegnanti, per ovviare al problema, portano giù un vecchio PC, ma è ovviamente molto riduttivo. Comunque il problema della scuola vetusta e non adeguata, è per tutti i bambini, in quanto non adeguata neppure per chi non ha disabilità.

  6. nonostante la disponibilita’ di alcuni ,’ le situazioni piu’ incresciose si creano nella scuola che, in tanti ann,i non ha realizzato integrazione ma, ha amplificato l’esclusione.

  7. Sono convinta che la vita di Chiara sia difficilissima e degna della massima attenzione possibile e del supporto da parte di tutti coloro che la circondano

    Ma prima di gridare allo scandalo…. siamo proprio sicuri che non abbia importanza questo passaggio:
    “Inoltre tiene a precisare che, a differenza di quanto sostenuto dalla signora Fiammetta e il personale scolastico presenti quella mattina davanti alla scuola, non può essere arrivata una macchina con pedana, perchè non ne hanno, ma che sarà arrivato un pulmino da 9 posti, e a quel punto, si poteva scegliere di far salire con la bambina altri compagni e insegnanti per non lasciarla sola.”

    Siamo veramente sicuri che qualcuno non abbia voluto strumentalizzare la cosa per gridare allo scandalo…..meditate gente meditate, diritti si, strumentalizzazioni no!

  8. ciao,sono mamma di una bambina disabile di 4 anni,con tetraparesi spastica…
    a marzo la scuola ha organizzato una gita scolastica e ho dovuto lottare tantissimo per avere il trasporto in quanto mi era stato detto “il pulman non ha la pedana quindi DEVE accompagnarla lei in gita!!!!!!!!! mi sono fatta valere e minacciando la dirigente di denuncia per violazione e discriminazione,ho ottenuto il trasporto adeguato….ma il giorno della gita ho assistito alla discriminazione più grande…tutti i bambini contenti nel pulman e mia figlia da sola nel pulmino per disabili…….stessa umiliazioneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

  9. Mia figlia frequenta la prima elementare in un istituto comprensivo dove i primi due piano sono occupati dai laboratori e dalla materna. Questo inverno l’ho dovuta portare in braccio in classe per quaranta giorni in quanto aveva una gamba ingessata e non ce la faceva a salire 3 piani di scale con le stampelle. Se ci dovesse mai essere un bambino disabile in questa scuola mi spiegate come ci arriva in classe. Cosa molto importante fin quando non ha tolto il gesso non ha frequentato nessun laboratorio e soprattutto la mensa perché le maestre (giustamente) non si prendevano la responsabilità di un eventuale caduta dalle scale.

  10. Buonasera.
    Oggi è deceduta una bimba all’ospedale Civile di Brescia per il ritardo burocratico, per l’uso
    delle cellule staminali.
    Questa è la nostra fottutissima cultura che abbiamo nella sanità pubblica, questa povera bimba,
    non aspettava altro che un aiuto da un sistema schifoso e corrotto.
    Il nostro Ministro della sanità deve vergognarsi e alla mattina, quando si guarda allo specchio,
    il suo pensiero deve andare a quella bimba, fino alla fine dei suoi giorni.
    Cara Lena, quando ho affermato che tutto il resto sono chiacchere da bar, intendevo proprio
    questo, ci vogliono i fatti, con le parole e con i finti propositi, conteremo i morti.
    E sulle cellule staminali, avrei qualche cosa da dire, ma purtroppo non basterebbe tutta la notte
    e secondariamente mi denuncerebbero per offese.
    Ricordiamoci una cosa, viviamo in Italia, un paese che come priorità mette d’avanti a tutto e a tutti, i privilegi della politica.
    Un abbraccio ai genitori di quella povera bimba !!!!
    Cordialmente.

    Marco.

  11. Come padre di un ragazzo disabile,

    le cose nel tempo sono leggermente migliorate, in generale, ma sono ben lontane dall’essere accettabili.
    Ancora oggi ci sono comuni che pretendono di far pagare ogni tipo di trasporto ai disabili schierandosi dietro la scusa che le leggi non sono chiare.
    Invece, le leggi sono spesso ben chiare, sono alcuni amministratori che non sanno cosa sia la disabilità, e la vedono solo come un fastidio economico a bilancio.

    Ad iniziare dal mio ex sindaco, che ha avuto degli atteggiamenti vergognosi, e che oggi vedi consigliere provinciale del suo partito. Mah !!!

    Certo che quell’autista poteva anche lasciar correre, chissà che pericolo avrebbe dato quella bambina seduta a fianco della sua maestra…

    E da questo senso inumano di burocrazia che si fotografa il nostro paese.

    Forza bambina, anche se una sedia a rotelle, abbi il coraggio di andare per la tua strada.

  12. VIVIAMO IN UN PAESE NEL QUALE I CITTADINI NON HANNO ALCUN DIRITTO…NON ESISTE UNO STATO SOCIALE, CHE SOFFRE DI UNA DISABILITA’, CON TUTTE LE CONSEGUENZE EMOTIVE, FISICHE, PRATICHE, DEVE ANCHE SUBIRE L’ABBANDONO TOTALE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI ANCHE SE TUTTI NOI, E DICO TUTTI NOI, COMPRESA LA PICCOLA CHIARA, PAGHIAMO ANCHE L’ARIA CHE RESPIRIAMO…………….CHE SCHIFO DI PAESE…DA TERZO MONDO.

  13. Ciao Lena,
    si può apprendere dai giornali di oggi della morte di Sofia, impastoiata dalla burocrazia Italiana gli è scaduto il tempo, se non è ancora sufficientemente chiaro bisogna capire (tutti) che per gli ammalati il tempo è una condizione quine sia non, altrimenti il risultato è questo.
    Oggi ha pagato Sofia e la sua famiglia ma domani ???, di quante vite ha bisogno il sistema per arrivare a riconoscere i diritti sacrosanti degli ammalati ??, non sarà il caso che chi sbaglia all’interno delle varie posizione che costituiscono l’ apparato burocratico, paghi in sede civile e penale per la sua ignavia, inefficienza e menefreghismo.
    A chi bisogna appellarsi per veder riconosciuti questi diritti basilari, in modo pacifico e democratico, senza ricorrere alla violenza delle piazze (vedi Terni ieri), credo che i cittadini siano oltremodo delusi, da tutte le chiacchere inutili dei politici, che si arroventano per il potere, a spese e vita dei cittadini stessi. Basta fatela finita una volta per tutte, cominciate a rispettare chi vi vota e fate ciò che la ns. Costituzione vi chiede di fare, lasciate a casa i vostri interessi personali e pensate a quelli sociali, altrimenti fate a meno di fare i politici sarà un guadagno per tutti.
    Cordialmente Giuseppe

  14. Purtroppo questa è la realtà…comune piccolo o grande che sia.
    Mio figlio (disabile al 100%) finchè ha frequentato la scuola materna , no ci sono mai stati problemi di sorta, nè per le gite, nè per le uscite giornaliere.
    da quando frequenta le scuole elementari, il pulmino con il posto per disabile era sempre troppo caro e metteva in difficoltà i genitori degli altri alunni, così per il primo anno , presi da sensi di colpa, abbiamo utilizzato la nostra vettura privata x la gita ..
    poi mi sono detta…ok il mio bimbo non ha il diritto di stare in pulman con i suoi compagni??? dov’è la solidarietà??quindi dopo aver esposto il problema a chi di dovere mi sono sentita dire che c’è gente i difficoltà economica nella sua classe e che la spesa per quel determinato pulmino era veramente eccessiva, per una questione di appalti.
    e le scuole materne..come mai i lori appalti avevano prezzi più bassi??? nessuno ha saputo rispondermi..e la conclusione è che mio figlio in gita non ci va più…evviva l’uguaglianza…

  15. A me è successa la stessa identica cosa quando mio figlio frequentava la scuola elementare, ma io ho fatto di più, anticipatamente mi appuravo della data di partenza gite e se la scuola non aveva provveduto di prenotare un autobus che avesse la pedana ho fatto di tutto per impedire la partenza di tutti. TUTTI O NESSUNO…………. Coraggio purtroppo oltre tutto dobbiamo subire anche questo!!!!!!!!!! Reagiamo, facciamo in modo che gl insegnanti o chi organizza restino umiliati facendoli rimanere a bordo pulman senza farli partire ” PERCHE’ NON SONO DEGNI”

  16. Mia figlia non puo partecipare al programma gite scolastiche perche non hanno i soldi per prendere un pulman collettivo con pedana mobile insieme ai suoi compagni di classe, ma dovrebbe viaggiare da sola. L’ennesima ingiustizia che il comune di TRECASE (Napoli) sta commettendo, e poi parlano di integrazione……..Ma e possibile che la scuola che propone progetti di integrazione mi viene detto… Scusate genitore ma non abbiamo i soldi per le spese da sostenere per un pulman speciale per vostra figlia…. o la portate voi con la vostra auto o altrimenti la rimanete a casa……..!

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