8 marzo: un grazie speciale a Rita, una donna su quattro ruote

Oggi come tutti sanno, da regola di calendario, è l’8 marzo cioè il giorno della “Festa della donna”. Occorrerebbe dare il giusto significato a questa ricorrenza, soprattutto per i numerosi avvenimenti di cronaca nera che, ormai da tempo, fanno parte della nostra quotidianità; un augurio speciale a tutte quelle donne che sono state strappate alla vita.

In sincerità, posso dirVi che non sono mai andata a festeggiare con le amiche, non ne ho mai sentito l’esigenza. So che potrei risultare troppo filosofa però, il mio consiglio è che bisognerebbe approfittare di questa giornata per tirare le somme e analizzare il ruolo effettivo delle donne nella nostra società, soprattutto il suo evolversi nei vari secoli. E’ bello rifletterci perchè questo suscita tante nuove domande e interrogativi a cui dare nuove risposte.

Io questa giornata ho deciso di dedicarla ad una donna, secondo il mio parere, speciale; parlo di Rita Genovesi, una donna su quattro ruote che ha rappresentato al meglio tutte noi donne e a cui noi dovremmo dire grazie. Lei purtroppo ci ha lasciato qualche giorno fa e io vorrei renderLe omaggio. La sua vita è stata davvero una lotta, tutta in salita, in primis con la sua malattia e poi con la società, le istituzioni ancora così cieche davanti alla disabilità.Era Presidente provinciale del C.A.B.A. (Comitato abbattimento barriere Architettoniche) e lottava per sè e per gli altri; ci siamo conosciute per sostenerci a vicenda e collaborare per dare voce alle molteplici storie, che tante persone portano alla nostra conoscenza. La ringrazio per quella collaborazione e avrei voluto che durasse per molto tempo ancora, soprattutto perchè le nostre battaglie non sono ancora tutte vinte.

Sicuramente a Lei farebbe piacere sapere che altri, dopo di Lei, proseguiranno sui suoi passi per far sì che tutto il lavoro fatto non sia stato vano e che si prosegua, fino a quando i diritti saranno davvero rispettati.

Spero che tutte le donne vogliano unirsi al mio grazie, senza distinzioni tra abili e non perchè va ricordata in quanto donna, forte e combattiva, che ben ha reppresentato la categoria femminile.

Io ho deciso di dedicarLe un fiore, in particolare una gardenia. La mia malattia, come vi ho già detto, è la sclerosi multipla e proprio per questo week end ( 8-9-10 marzo) nelle piazze italiane si vuole pensare al femminile o meglio l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) propone di donare alle donne un bel fiore come la gardenia, con lo scopo di raccogliere i fondi per la ricerca. La sclerosi purtroppo ha, nei suoi numeri, la maggioranza di “donne” malate.

Cosa posso dirvi, un gesto che non tutti condividono e che io non sono qui a imporre forzatamente. L’unico aspetto che sta davvero a cuore, e spero che in tanti siate d’accordo con me, è che lo Stato non è mai abbastanza presente per fare ricerca e assistenza ai malati. Io mi auguro solo che le menti eccellenti di questo paese possano, anche grazie al nostro piccolo contributo, continuare a studiare e ricercare per sconfiggere la sclerosi come tante altre malattie esistenti e che verranno. Purtroppo le malattie sembrano essere l’unico elemento che continua a crescere e ad evolversi nel nostro, ormai, statico paese.

E’ arrivato il momento dei saluti: arrivederci Rita e buona festa della donna. Spero solo che riusciremo a fare sempre del nostro meglio e soprattutto spererei di donarti, prima o poi un risultato positivo per la collettività, sì perchè un obiettivo raggiunto per un disabile lo è anche per tanti, anzi per tutti. Confido con tutto il cuore che con la nostra volontà e grinta riusciremo a far capire che i diritti dei disabili sono i diritti di tutti.

Auguri a tutte le donne da Lena e Rita.

 

 

 

 

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2 risposte a “8 marzo: un grazie speciale a Rita, una donna su quattro ruote

  1. Faccio a te, ai familiari e agli amici di Rita le mie più sentite condoglianze.
    Anche se l’ho conosciuta solo tramite le tue parole, mi sono sentita molto affine a lei.
    Adesso riposa e quando si sveglierà, come dice l’ultima frase del Credo, la conoscerò di persona e non ci sarà bisogno di lottare ancora per le barriere architettoniche. Saranno cose del passato.
    Ci faremo una bellissima corsa tra prati verdi, saltando e danzando, e chissà se aanche tu sarai con noi?
    … dopotutto la speranza è l’ultima a morire e come noti, io credo che ci sia speranza anche di uscire dalla nemica morte. Questo mi permette di conservare serenità e sorriso, nonostante muoia un po’ per volta… è la nostra fragilità a renderci così preziose…

  2. Ciao Lena,
    sono andato a rileggermi tutta la storia sul significato dell’ 8 marzo “festa della donna”, è molto profondo, che azzardare un commento diventa difficile, pur tuttavia sento che le motivazioni che ti hanno spinto a scrivere l’articolo sono sicuramente pertinenti, è nel non leggere commenti da parte di donne, che mi ha indotto a scrivere, poichè è proprio del significato della festa che mi sembra non vi siano convincimenti così profondi come i tuoi, sicuramente oggi come oggi sono stati creati motivi devianti, come il consumismo festaiolo, il femminismo più insignificante, che sono chiare manifestazioni distanti da quello che dovrebbe rappresentare il valore della riccorenza.
    Se poi uniamo come hai fatto tu, la festa ad un bisogno reale di una intera fetta di società prevalentemente femminile, deve crescere un sentimento di mutuo soccorso, che superi le inefficienze dello stato, grande assente da sempre nei confronti delle problematiche che tu stessa hai ben elencato, auguro a tutte le donne di veder sempre riconosciuti i loro valori, di essere rispettate come persone, di non subire violenze a sfondo sessuale, di aver riconosciuto il valore della maternità, del compito di educatrici per i propri figli…… e ogni altro diritto vi aspetti.
    Auguri a tutte.
    Giuseppe

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