Elia, 14 anni relegato in casa per un ascensore guasto

Nel mio blog parlo sempre di come è davvero un calvario la vita di un disabile e lo faccio con lo scopo che più persone sappiano e soprattutto per far aprire gli occhi alle nostre istituzioni.

Sono tantissimi i parlamentari che siedono su quelle seggiole e che dovrebbero essere a nostra disposizione; tanti da potersi permettere di andare a fare visita a ciascun disabile di questo “bel paese”. Non li ho mai visti fare un gesto simile, che avrebbe una notevole rilevanza. Noi siamo sempre pronti a riceverli. Dato che le loro auto blu le paghiamo noi, potrebbero usarle per fare un viaggetto verso chi ha davvero bisogno e potrebbe raccontare loro che cosa è la “vita” vera.

Così ho deciso di condividere con tutti Voi la storia di questo ragazzino, Elia, di 14 anni, che vive a San Vito Romano, in provincia di Roma. Elia dalla nascita è affetto da S.M.A. di II° tipo (Atrofia Muscolare Spinale) e quindi vive su una carrozzina.

Il nostro amico dal 13 novembre è costretto a stare chiuso in casa perché, nonostante il condominio dove vive sia dotato di ascensore accessibile ai disabili, purtroppo l’ascensore è guasto e non è possibile far effettuare le riparazioni del caso, perché pare che alcuni condomini risultino morosi nei confronti dell’amministratore del condominio, per quanto concerne le spese di gestione del palazzo.

Elia deve essere un bambino straordinario e questo l’ho capito leggendo la sua “storia di vita” raccontata da papà Tarcisio e mamma Rita che lo amano davvero tanto e che sicuramente in questo momento stanno vivendo con un dolore immenso nel vederlo relegato in casa. Pensate a questi genitori che, oltre ad affrontare la malattia del proprio figlio, che ha segnato loro la vita quattordici anni fa e contro la quale si può fare davvero poco, ora “qualcosa”, che anche io non saprei come definire, li vede lottare contro un ascensore guasto.

Sono rimasta allibita, perché si tratta di un problema altamente risolvibile ma che non trova assolutamente soluzione. E’ assurdo, ci ritroviamo a mettere sullo stesso piano una disabilità insormontabile con la semplice rottura di un ascensore. Ci tengo a sottolineare “semplice”, eppure la realtà è ben diversa ed è molto dura.

Purtroppo chi ne paga le conseguenze è il giovane Elia che, consentitemelo, Dio solo sa quanto ha bisogno di relazioni sociali, contatto umano con le persone, con i ragazzini della sua età. E soprattutto ha tutto il diritto di voler frequentare la scuola, che dato il problema, in questo momento non gli è permesso praticare. Assurdo, arriviamo alla negazione dell’istruzione. E’ proprio una ingiustizia quella che ha colpito Elia, del tipo che non vorresti augurare a nessuno.

La vita lo ha già tanto provato donandogli la malattia e non mi sembra davvero giusto che il destino lo colpisca ancora una volta.

Il papà di Elia, Tarcisio, è veramente disperato, non sa più cosa fare perché sembra proprio che questo problema vada al di là delle semplici capacità umane. La storia di questo papà mi ha fatto davvero riflettere e per farvi capire quanto gli sta veramente schiacciando il cuore, devo tornare indietro di qualche anno.

Nel 1995 i genitori di Elia vivevano in una casa di loro proprietà, che però presentava 21 gradini, che loro stessi hanno capito potevano essere un problema insormontabile per un bambino con Atrofia Muscolare Spinale; infatti una mattina, mentre stavano per portare il bimbo, che aveva 10 anni, a scuola è successo un incidente, che da tanto temevano. Elia è caduto dalle scale e ciò gli ha causato una frattura al femore che lo ha costretto ad una ingessatura di quattro mesi.

Qui entra in scena l’ascensore, ora sotto accusa; Tarcisio nel 2008, non appena gli si è prospettata la possibilità, ha deciso di cambiare casa, per trovare qualcosa di completamente accessibile a suo figlio, facilitargli la vita e soprattutto non avere più l’angoscia che potesse di nuovo capitargli un incidente; così hanno traslocato, in affitto, in un appartamento al secondo piano in una palazzina con l’ascensore totalmente a norma. Pensavano in un lieto fine e invece sorpresa; è iniziato per tutti loro un “calvario”. Dalla sospensione improvvisa del servizio elettrico, causa morosità nei confronti dell’ente erogatore da parte del palazzo, ai successivi e numerosi guasti mai sistemati, causa insolvenza nei confronti dell’amministrazione della palazzina.

Dopo una storia così, i pensieri nella mia mente vagano, veloci e impazziti; penso che il dolore più grande sia rappresentato dalla consapevolezza che non si prospetti una soluzione, la più rapida possibile.

Per quanto tempo ancora Elia sarà costretto a questi arresti domiciliari forzati? Sì perché rendiamocene conto, è di questo che si tratta: arresti domiciliari forzati.

Chiunque possa essere davvero di aiuto a questa famiglia e soprattutto al giovane Elia non esiti a scrivere al mio blog.

Speriamo che la provvidenza, la magia del Natale, permetta a Elia di uscire di casa; credo che per i suoi genitori sarebbe il regalo più grande e che rimarrebbe indelebile nei loro cuori.

 

Aggiornamento del 6 dicembre alle ore 15.00:

La sottoscritta Rita Genovesi Presidente provinciale del c.a.b.a, comitato abbattimento barriere architettoniche, in riferimento alla vicenda del bambino disabile Elia Cinti di San Vito Romano, il quale si trova segregato in casa a causa dell’ascensore non funzionante, si comunica che lo stesso è stato riparato. Sono finiti gli arresti domiciliari per Elia, dopo tanta caciara, gli inquilini di buona volontà hanno fatto riparare l’ascensore, pertanto Elia Cinti potrà tornare a scuola e alla vita sociale.

 

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10 risposte a “Elia, 14 anni relegato in casa per un ascensore guasto

  1. Ho solo un appunto da fare sull’intervento della Sig.ra Paola Genovesi sulla sua espressione: “Sono finiti gli arresti domiciliari per Elia, dopo tanta caciara, gli inquilini di buona volontà hanno fatto riparare l’ascensore, pertanto Elia Cinti potrà tornare a scuola e alla vita sociale.”
    Se non fosse stata fatta tanta caciara, si sarebbe risolto con la meritata celerità questo inghippo?
    Io ormai ho 54 anni e mi accontento anche perchè mi sono fatta le mie relazioni con molte persone, quindi non sento più la necessità di uscire molto, inoltre riconosco che le barriere, come diceva una vecchia cansone di Paoli: “questa stanza non ha piu’ pareti ma alberi, alberi infiniti” possono essere anche mentali.
    A Elia auguro di poter trovare tante brave persone, come quelle che fanno parte della mia vita.

  2. Alla signora rita che la caciara come la chiama lei,è servita allo scopo perchè ha del vergognoso che un ragazzo già prigioniero della sua malattia debba subire un torto del genere.E data la sua posizione che occupa al primo avviso di situazione ostica per il ragazzo si doveva intervenire.

  3. Buonasera.
    Cara Lena, se questo succedeva a un politico avrei voluto vedere cosa succedeva.
    Nessun politico si è fatto avanti per aiutare questo povero ragazzino, cosa costava pagare le
    spese condominiali e la relativa riparazione dell’ascensore ?
    Bisogna fare come in Egitto, la piazza ha vinto sul potere tiranno.
    Basta ingiustizie nel nostro paese, dobbiamo dire basta, certe notizie non si devono più sentire.
    Non posso sopportare che, un ragazzo di 14 anni ammalato, non possa uscire di casa per un
    motivo stupido.
    Privilegi a non finire per i nostri parassiti e la gente comune, fatta a pezzi da politici di merda.
    Scusate per la volgarità, purtroppo le belle parole le ho finite da un pezzo.
    Blocchiamo il paese e se non serve, passeremo alle maniere forti, solo così usciremo da questa
    politica tiranna.
    Un caro saluto.

  4. alla c.a. del Sindaco di San Vito Romano,
    della sig.ra Rita Genovesi (Presidente provinciale del c.a.b.a),
    all’Assessore ai Servizi sociali ,
    si inoltra la presente al fine di veder risolto il caso dell’ascensore rotto, sollevando così il disagio che ne è conseguito al ragazzo Elia Cinti, privandolo (oltretutto) di poter frequentare la scuola. Distinti saluti, Valentino Cuccu

    • Ciao Valentino, purtroppo ci troviamo di nuovo davanti a questo problema! Sembra impossibile ma di nuovo diritti negati al giovane Elia. Non si può restare a guardare in silenzio; non è giusto farsi sempre calpestare! E’ giustissimo tutelare Elia.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. La vicenda di questo giovanissimo ragazzo è lo specchio della nostra società, attenta solo alle cose futili ed inutili e del tutto indifferente all’essenziale che, aimè “è invisibile agli occhi”. Io credo che la vicenda dovrebbe trovare una soluzione definitiva, assicurando alla famiglia di Elia una villetta, priva di qualsivoglia barriere architettoniche, in cui il ragazzo possa anche, magari, avere un bel giardino e un piccolo animaletto da coccolare…lo so…sono una sognatrice, ma già me lo vedo Elia, felice, nel suo giardino profumato di rose. Penso, altresì, che i sogni si possano avverare…magari chiedendo la collaborazione di tutto il paese, per ottenere una struttura abitativa con caratteristiche indispensabili ad assicurare per sempre una vita “dignitosa” ad un ragazzo che ha avuto la sfortuna di nascere in un mondo indegno…

  6. siamo al 02 febbraio e’ l’asensore per elia e di nuovo fermo i genitori ancora sperano un aiuto definitivo tutti parlano ma nessuno e in grado di far davvero qualcosa?????????

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