Caro Zaia, può scatenare l’inferno anche per Eleonora, disabile senza diritti?

Chi è Eleonora Callegaro? Eleonora è prima di tutto una persona, una ragazza, una donna che si trova, dal 2000, ad affrontare giornalmente la sua disabilità, sulla carrozzina.

Il Gazzettino del Nord-Est, ha pensato e devo dire ha fatto benissimo, di farcela conoscere; è giusto far cadere lo stereotipo che perchè disabile, è solo un numero che rientra nel mucchio e che quindi, non merita le giuste attenzioni. E’ corretto far notare e ricordare al paese e soprattutto alle istituzioni che ancora si danno luogo a fatti discriminanti e denigratori che portano all’azzeramento dei diritti delle persone.

Eleonora ha 28 anni, è di Cavarzere, Venezia, è laureata in medicina e il Suo talento, le Sue capacità Le hanno permesso di vincere un bando ministeriale, con il quale Le hanno assegnato un posto presso il Giudice di Pace della Sua città. L’ufficio dove dovrebbe  lavorare non è accessibile per Lei, in quanto il palazzo è privo di ascensore e la ragazza è quindi costretta a lavorare nell’androne delle scale.

Se pensate di non aver capito bene, ve lo riconfermo in maniera più esplicita: è messa nelle condizioni di lavorare in un sottoscala; in un SOTTOSCALA. Quindi, con la porta aperta soggetta agli agenti atmosferici, qualunque essi siano e senza accessi alla corrente per l’utilizzo di strumenti (computer, telefono, fotocopiatrice, …) necessari a  lavorare, nelle cosiddette condizioni normali.

Credo proprio che l’amministrazione ministeriale sappia bene, all’atto di queste assunzioni, cosa ha bisogno e, soprattutto, sia a conoscenza che deve valutare l’idoneità delle persone con disabilità a cui assegnare il lavoro, come previsto dalla Legge ’68 del 1999.

Caro Presidente, credo e spero che Lei sia a conoscenza della storia di Eleonora, e spero che anche per Lei non sia qualcosa solo da raccontare, ma che si debba intervenire tempestivamente per una risoluzione a favore della ragazza e che, solo dopo aver ottenuto dei risultati,  diventi un precendente per futuri atteggiamenti, da non tenere mai più, da parte delle istituzioni e delle amministrazioni.

Una persona comune, come posso essere io, pensa alla soluzione più immediata per abbattere la barriera architettonica che impedisce a questa ragazza di lavorare; l’installazione di un montascale che renderebbe l’edificio a norma, almeno per quanto riguarda l’accessibilità. Presidente, a Lei non sembra semplice?

E’ stata annunciata invece una soluzione temporanea che dovrebbe partire da oggi; la ragazza verrà trasferita a svolgere la sua attività lavorativa in una altra sede, più precisamente in un ufficio a pianterreno, nel palazzo dove già è presente la biblioteca comunale. Ovviamente non è il rimedio giusto al problema, ma un ripiego e questo lo capirebbe chiunque dato che la ragazza, proprio per l’esercizio delle Sue funzioni, dovrebbe lavorare nel medesimo stabile del giudice.

Spero che Lei concorderà con me che chi doveva valutare Eleonora forse ha guardato troppo se Lei rispettava gli standard di idoneità previsti dal punto di vista intellettuale senza però preoccuparsi di guardare in casa propria e in questo specifico caso chiedersi: “Ma siamo sicuri che la struttura pubblica che la dovrà ospitare, sia davvero idonea per Lei?”

Ma può confermarmi se è davvero possibile che nel 2012 si verifichino ancora tali errori con lacune, a mio giudizio, imperdonabili? E’ possibile che ancora si arrivi a vedere solo le disabilità delle altrui persone e non quella dei propri edifici pubblici? Sono quasi sempre le strutture e gli edifici a essere portatori di handicap, più del disabile. La persona con disabilità non ha colpa, ci si ritrova in quella condizione, senza libera scelta. Se potesse scegliere, pensa che non vorrebbe essere senza l’ingombro della disabilità? E’ così nella società; è un ingombro. Avrà capito anche Lei, che nel caso dei disabili, l’unica soluzione è intervenire sulle strutture, su di noi non è materialmente possibile.

Allora forza, venga imposto maggior rigore e impegno. Lei, Presidente, ha l’autorità per fare qualcosa, vero? L’abbiamo vista prendere una posizione decisa contro i tempi di attesa per una mammografia, proprio in questi giorni. Questo credo sia uno di quei casi in cui è lecito scatenare “l’inferno”.  Forse ci si concentra troppo a valutare le capacità intellettuali, le conoscenze del disabile in questione e non se sarà poi messo in condizione di lavorare? E qui scatta il diritto negato.

Invece, oltre al danno la beffa, dai vertici fioccano giustificazioni e spiegazioni che lascerebbero chiunque a bocca aperta. Se posso permettermi di darLe un consiglio, dovrebbe leggere attentamente le affermazioni del sindaco di Cavarzere, Henri Tommasi. Citando le parole del Sindaco, riportate dal giornale, la spiegazione è stata la seguente:” Per un ufficio che molto probabilmente sarà chiuso, non mi sembra il caso di investire risorse pubbliche. Se il Ministero della Giustizia tira fuori i soldi, io faccio i lavori”.

Non so Lei Presidente, ma io qui farei un applauso! Certe cose non si possono sentire, soprattutto dopo tutti gli ultimi accadimenti in Italia, ai vari livelli regionali, dove non si fanno altro che vedere sperperi di denaro pubblico per cose a me incomprensibili. Anche solo per un minuto di lavoro di quella ragazza, quell’ufficio deve per forza di cose essere messo a norma e anche solo per la mera possibilità che il servizio fornito dal Giudice di Pace potrebbe essere necessitato anche da un cittadino disabile.

Il Giudice stesso, il Dott. Minoia, ha affermato sul Gazzettino, in merito alla soluzione temporanea, le seguenti parole :” Ora come ora mi sembra l’unica soluzione percorribile. Certo si tratta di un ripiego ed è un disagio per l’ufficio. Non c’è nessuna volontà, da parte del Comune, di percorrere una strada che preveda una minima quantità di spesa”. E’ importante anche sottolineare che il palazzo che ospita gli uffici del Giudice di Pace è dello Stato e versa in condizioni precarie. Addirittura nel giorni del terremoto in Emilia erano stati fatti accertamenti con, come conclusione, la chiusura di alcuni locali perché poco sicuri.

Forse perchè come al solito le istituzioni fanno il minimo indispensabile, cioè assumono i disabili per ottemperare alla legge e così chiuso l’argomento. Ma perchè essere solo dei burocrati? Ma il cuore, il sentimento non ce lo ha più nessuno? La verità, è triste e brutta a dire, ma non li si vuole mettere in condizione di lavorare, di essere utili; non li si vuole tra i piedi. Perchè? Sarò tonta, ma non ce la faccio a capirlo. PERCHE’ VI DIAMO COSI’ FASTIDIO? COSA NON VI PIACE DI NOI? DITECELO UNA VOLTA PER TUTTE; CHIEDIAMO SCHIETTEZZA E SINCERITA’. Presidente desidero chiederlo anche a Lei e se avesse una risposta, per me e per tutti noi, non esiti a comunicarmela.

Una piccola parentesi conclusiva del mio articolo sicuramente me la permettete, perchè senza dubbio me la condividerete; ma fino a ieri non erano i nostri onorevoli a stanziare soldi perchè loro possano essere messi nelle condizioni di lavorare? Non ricordo male, è così! Stanziano soldi per nuovi posti auto sotto il Palazzo. E io qui direi:” E alla faccia di Eleonora!”

Mi dispiace se ho usato parole troppo dure, troppo vere ma è ora di dire basta a girarsi dall’altra parte; guardateci con gli occhi e con il cuore e prendetevi le Vostre responsabilità.

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13 risposte a “Caro Zaia, può scatenare l’inferno anche per Eleonora, disabile senza diritti?

  1. Cara Lena,

    la sfida lanciata al presidente Zaia, è significativa poichè dovrà rappresentare l’intero popolo Veneto, per onestà intelettuale devo ricordare l’eccelenza rappresentata dal sindaco di Quarto d’Altino nei confronti della disabilità nel suo comune, fatto che è stato riportato in questo stesso blog, allora Zaia avrà in coscienza da rappresentare tutti i veneti laboriosi e solidali, spero tanto che egli o il suo ufficio stampa possa leggere l’articolo, credo che la risposta non mancherà, come tutti possono leggere, non viene fatto alcun riferimento politico, anche se di politici si tratta, l’appello è rivolto alle persone, chiunque esse siano indipendentemente alla loro appartenenza politica, il buon senso, l’educazione, il civismo è e resta prerogativa delle persone, per questo presidente Zaia mi lego al coro di Lena, dimostri di pasta sono fatti i Veneti.

    Cordialmente Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, grazie mille dell’aiuto nel sottolineare che il mio non è un attacco politico, ma un attacco alla professionalità, ai compiti delle istituzioni, regioni, province, comuni o qualunque sia. Mi piacerebbe di cuore confrontarmi con il Presidente Zaia sulle problematiche della disabilità, anche perchè ho notato che anche la Regione Veneto presenta dei disservizi di un certo spessore. E’ inutile nascondersi dietro un dito, noi per lo Stato siamo solo un problema, un peso, solo un costo in continua crescita dato l’aumento vertiginoso del numero di disabili, in questo paese. Alle solie del 2013, sarebbe ora di cambiare in maniera netta questo pensiero! Ce la faremo? Almeno per i posteri, per lasciare a loro un pensiero pulito e sano sulla disabilità.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Questo è un altro esempio di cosa questo paese abbia bisogno!,cioè che vengano spazzati via tutta la classe politica attuale e dobbiamo noi cittadini a farlo……………..basta lamentele nascoste e mugugni della gente.SIGNORI E SIGNORI E ABILI O DISABILI tutti uniti contro un nemico comune ovvero l’ignoranza della politica e i suoi rappresentanti che sono al dì sopra della legge stessa,ma in un paese come l’italia è arrivato il momento di alzarsi tutti e dire basta!.

    • Ciao Gianfranco, hai ragione, passiamo troppo tempo a bisbigliare le nostre insoddisfazioni, la sofferenza… Secondo me siamo arrivati al punto di non ritorno; è il momento di dimostrare il nostro totale sdegno, altrimenti sono convinta che, qualunque classe politica salirà al potere, non farà altro che calpestarci. E’ brutto da dire ma, in questo momento, siamo calpestati, nel nostro io, nell’animo; stanno eliminando tutto quello che è stato fatto nella storia per giungere ai diritti di noi tutti.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. Non penso tu abbia esagerato con le parole… anzi, come sempre sei stata onesta e civilmente disgustata da tanta miopia governativa. Con certa gente bisogna sbattere la realtà del nostro mondo e quello delle nostre famiglie, come si dice dalle mie parti, sul muso… e tanti non capiscono – non vogliono capire – l’evidenza. Come hai giustamente ribadito, noi non ci divertiamo a mettere in difficoltà gli altri e neanche accettiamo la colpa di essere un peso per la società… NESSUNO VUOLE ESSERE DISABILE!
    Purtroppo, anche se da qualche parte siamo ancora nascosti dentro una stanza come una vergogna della famiglia, ci siamo ed esistiamo come persone, non numeri!
    …e come ho detto più volte… basta poco a ridursi come noi…
    Auguri a Eleonora perchè possa svolgere il suo lavoro in un ambiente consono alle sue mansioni e a te che continui a lottare… contro i mulini a vento dell’indifferenza e del menefreghismo sociale.

    • Ciao Graziella, grazie del tuo commento; mi fa piacere vedere che il mio articolo non contenga solo il mio pensiero ma che venga condiviso da altri; questo dovrebbero capire coloro che scaldano la poltrona. Ormai i pareri in questo paese sono abbastanza unanimi. Mi associo anche io all’augurio per Eleonora. Grazie anche per l’augurio rivolto a me, ne ho sicuramente bisogno data l’indifferenza e il menefreghismo di chi dovrebbe ascoltare. C’è un vecchio detto che dice:”Non c’è peggior sordo, di chi non vuol sentire!”. Mi piace ricordare questo detto popolare perchè, io penso che le persone sorde debbano sentirsi fiere, perchè nonostante la loro tremenda disabilità, sono perfettamente in grado di sentire con altri sensi e forse anche di più e questo è fantastico! Invece la nostra politica, perfettamente abile, ci offende dimostrandosi totalmente disabile, su ogni fronte.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. Ciao Lena!
    Ma sei impazzita a chiedere soldi per sistemare un edificio a favore di una disabile? E se in questo inverno nevicasse? I soldi servono a qualche consigliere per comprarsi di corsa una jeep che lo aiuti ad affrontare questo increscioso atto della natura! Perdiana, non facciamo scherzi, un montascale o similari . . .che idea bislacca!

    • Ciao Andrea, mi è davvero piaciuto il tuo commento! Hai proprio ragione, hanno ormai dimostrato, più volte, di non voler investire un solo centesimo per i disabili! Davanti a questi atteggiamenti è difficile distinguere, in maniera netta, quali sentimnenti provo; generalmente si tratta di un mix di rabbia, compassione, pena, dolore, tristezza…
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Lena, come tu hai detto si assumono disabili perchè non se ne può fare a meno, mettendoli poi in condizioni di licenziarsi e poter quindi assumere chi vogliono, le istituzioni che dovrebbero dare l’esempio, invece ci danno questo bell’esempio di civiltà….come madre di una bimba gravemente disabile so cosa vuol dire lottare ogni giorno perchè sacrosanti diritti vengano riconosciuti…. ti faccio un esempio, mia figlia frequenta la scuola elementare, sinora ho dovuto percorrere una scala, un pezzo di cortile e una rampa con la piccola in braccio, quest’anno è cresciuta molto ed ho chiesto al dirigente scolastico se mi da la possibilità di entrare con l’auto, visto e considerato che c’è un accesso con rampa, che permette di accedere alla scuola con l’auto, mi è stato risposto “se gli operatori scolastici sono d’accordo a venirle ad aprire, dico di sì”, porto mia figlia infine con l’auto dopo previa e formale richiesta scritta… mi viene risposto che “in via del tutto eccezionale” (cito) mi viene concesso l’accesso con l’auto, ho la conferma che siamo un Paese incivile, dove le strutture sono anche esistenti, ma non vengono usate… incivile anche il preside, trovo

    • Ciao Rosella, grazie dell’appoggio al mio articolo. Il tuo esempio di vita difficle dovrebbe far riflettere tutti; dalla società in cui viviamo alle istituzioni che dovrebbero occuparsi della nostra tutela. Mi dispiace davvero per la tua bimba. Sono queste le cose che vorrei cambiare; vorrei far conoscere la nostra quotidianità per poter migliorare tante cose. Questi, dovrebbero essere i buoni propositi che ognuno di noi dovrebbe difendere, per un paese nuovo e quindi migliore.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  6. …. ma non è tutto lena…. ogni mattina… arrivo davanti alla scuola e devo chiamare l’insegnate di sostegno a cui mia figlia è affidata perchè dica ai bidelli di venirmi ad aprire…. non sarebbe più semplice lasciare il cancello aperto in orari concordati di modo che i bidelli non debbano lasciare il loro posto di lavoro?… si tratterebbe di 15 minuti, ma siamo in un Paese dove è più facile renderci la vita complicata… se mia figlia dovesse sporcarsi e si presentasse la necessità di essere cambiata, mi telefonano a casa perchè vada a cambiarla… mi domando…tutto questo ha un senso???

  7. Cara Rosella,
    ti sono molto vicina e ti esprimo tutto il mio affetto. Devo amaramente constatare che purtroppo quello che dici non mi stupisce anche se ti assicuro che mi indigna fino all’inverosimile. Ho già sentito di casi come il tuo, addirittura di mamme che in detrminate ore della scuola devono essere presenti nell’istituto perchè magari si va a fare lezione in un’aula al piano superiore e quindi è necessario che portino in braccio il/la proprio/a bimbo/a, perchè mancano le strutture e il personale adeguato. Ma penso soprattutto che manchi la sensibilità, la professionalità, la competenza e la buona volontà di chi ricopre mansioni di responabilità, perchè se ci fosse tutto questo poi le strutture verrebbero di conseguenza.
    Hai provato a chiedere a questo preside cosa avrebbe fatto se fosse stato suo figlio o lui stesso nelle condizioni della tua bambina? O si sente così sicuro di avere garantita una vita sempre senza ostacoli?
    Mi viene da pensare che si tratti di una delle infinite persone con un’esistenza banale, senza problemi, di quelle persone che scelgono sempre la soluzione più ovvia ma spesso inefficace, ma soprattutto di quelle persone che ancora non hanno capito che disabili si può anche diventare da un minuto all’altro, basta un incidente per strada o in casa sui nostri piedi e durante le nostre banalissime azioni quotidiane (es. una caduta dalle scale che ci fa battere la testa) e la vita ci può cambiare per sempre….E con la malattia, come la mettiamo? Siamo tutti così certi che non verremo mai colpiti da una malattia che ci renda invalidi?
    Non sto facendo quella che porta il malaugurio, credo di essere semplicemente realista. Ma c’è qualcuno (mi riferisco agli “abili”, per distinguerli dai “disabili”) che ogni tanto riflette su questo? Se così fosse ci renderemmo conto che veramente la disabilità è un problema di tutti.
    Concludo dicendo che provo una grande rabbia quando leggo testimonianze come quella di Rosella. Fermo restando il mio profondo rispetto per tutte le persone in difficoltà, non me ne vogliate, però quando si tratta dei bambini la rabbia mi monta maggiormente.
    Un caro saluto a tutti.

  8. carminia ti ringrazio per le tue parole, so di non essere sola, sono per fortuna una che non si scoraggia mai, po però ti senti dire da un miistro che anche la loro vita e difficile… ed è li che mi monta una rabbia addosso indescrivibile, sono cosciente che se mi guardo attorno ci sono persone che stanno anche peggio…. ciao

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