Atleti paralimpici: da sempre campioni nella vita ma anche nello sport

Domenica sera, 9 Settembre 2012,  si sono concluse le paralimpiadi di Londra. A sigillare questo evento è stata una fantastica cerimonia come saluto finale. Spero che sia stata vista da tanti di voi, perché è stata veramente ricca di colori e luci ma, soprattutto, composta da persone davvero speciali, che hanno dato la dimostrazione assoluta di amare la vita e soprattutto di credere molto in sé stessi.

Questa manifestazione ha dato la possibilità a tutti noi di conoscere meglio questi atleti, che magari, fino a qualche giorno prima, ci erano sconosciuti o quasi. Io spero che in molti siano d’accordo con me, nel dire che hanno dimostrato di avere una forza di volontà fantastica e di amare davvero la disciplina sportiva a cui hanno deciso di dedicarsi a pieno.

Purtroppo attraverso la Rete, con mio grande dispiacere, ho potuto vedere come agli atleti, anzi agli uomini e alle donne, perchè è questo che per prima cosa sono, sono stati pubblicamente riservati commenti, a mio giudizio, crudeli ai quali non vale la pena rispondere ma attuare, almeno da parte mia, una totale indifferenza; è la cosa migliore. Posso solo dire che forse non abbiamo visto tutti le stesse immagini; qualcuno probabilmente non ha lasciato i propri occhi liberi di guardare, quasi come se volesse per un attimo essere cieco e vedere tutto nero. Queste paralimpiadi sono state talmente emozionanti, tanto da pemettere, secondo me, anche ai nostri atleti non vedenti di “vedere” tutta quella emozione e partecipazione, da chi sugli spalti ammirava le loro imprese.

I miei occhi hanno visto come, ognuno di loro, abbia fatto per tutti noi una grande magia e per questo non possiamo fare altro che applaudire in maniera assordante, per far sentire un fragore emozionante. Ovviamente l’applauso è per tutti gli atleti, in rappresentanza di tutti i paesi; questi campioni, perchè lo sono tutti indipendentemente dalle medaglie, sono sparsi nel mondo e con quei fantastici colori hanno rappresentato, con lo spirito giusto, moltissime nazioni.

Spero non pensiate che io stia esagerando ma vi assicuro che non è così e ci tengo a trasmettervi ciò che hanno dato a me; non ci sono sufficienti parole per descrivere quello che i miei occhi hanno visto. Ve lo dice una persona che non pratica sport un po’ per scelta e un po’ per la malattia, e che quindi davanti ai normali eventi sportivi, resta abbastanza indifferente; in questo caso non è stato proprio possibile, anzi avrei voluto essere lì per sostenerli ancora di più e vivere le emozioni dal vivo. Per farvi un esempio vorrei condividere con voi il ricordo della gara dei 1500 metri, disputata da Hussein Omar Hassen, del Djibauti; questo atleta ha voluto correre con tutte le sue forze per arrivare al termine, nonostante abbia chiuso sette minuti dopo l’arrivo degli altri atleti. L’emozione di questo evento è data dalla partecipazione, sorprendentemente commovente, del pubblico che lo incitava, sempre più con maggior fragore quanto più si avvicinava al traguardo; non lo hanno mai abbandonato perchè era giusto che anche lui arrivasse alla meta, nonostante la sua disabilità rendesse la cosa molto difficile. E’ stato spettacolare! Il pubblico presente ha mantenuto questo spirito positivo, quasi a spronare gli atleti per tutte le gare di queste paralimpiadi.

Tutti questi campioni hanno trovato, per ciascuno di loro, la formula vincente; hanno deciso di credere in loro stessi, tanto da dare il massimo per migliorarsi e guardare oltre la loro tremenda disabilità. E’ questo che loro hanno voluto insegnarci; ci hanno voluto far vedere che si può guardare oltre la disabilità, perchè dietro questa, se si vuole osservare bene, c’è molto altro. Un disabile nonostante la sua condizione forzata, può dare molto a se stesso e agli altri, in tantissimi modi, nello sport come in tante altre attività. Infatti occorre ricordarsi che la parola “attività” in un disabile non deve essere esclusa a priori in quanto a fronte di una disabilità fisica ci può essere comunque una abilità mentale e viceversa, che nella disabilità mentale ci può essere una abilità fisica.

Ogni storia, dei nostri 97 campioni, può davvero insegnarci qualcosa e sarebbe bello che finalmente, nel 2012, queste paralimpiadi segnassero l’inizio di un nuovo rapporto tra la società e tutti i disabili. Speriamo che di persone speciali si possa parlare tutto l’anno e non solo in occasione di eventi importanti come le paralimpiadi.

Spero che vogliate partecipare con me, virtualmente, ad un immenso abbraccio collettivo con l’intera squadra paralimpica italiana, per ringraziare i nostri atleti di averci rappresentato in maniera esemplare e spettacolare a Londra.

Io penso che di tutto questo emozionante ed interessante evento, non abbiano colpito solo le 28 medaglie vinte dai nostri italiani e tanti record ma il fatto che gli stadi fossero strapieni, con una atmosfera gioiosa, con il pubblico entusiasta che applaudiva con fragore e teneva il ritmo di ogni gara con un semplice battito di mani; tutti in piedi a tifare. Bello il clima che c’era sugli spalti e spero che il loro messaggio sia arrivato in ciascuna casa, nella mia sicuramente sì.

I riflettori si sono spenti! Però solo per ora… Tante gare, tanti avvenimenti li attendono ancora e poi arrivederci a Rio De Janeiro in Brasile; anche se non fisicamente, io ci sarò.

Ciao ragazzi, è stato un grosso piacere conoscervi; un grazie di tutto cuore!

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10 risposte a “Atleti paralimpici: da sempre campioni nella vita ma anche nello sport

  1. Ciaoooo, hai ragione è stato un evento bellissimo. Ho potuto seguire diverse gare e mi sono davvero stupita delle prestazioni fornite da questi atleti e ho anche scoperto specialità sportive che non conoscevo. Mi è piaciuto moltissimo che molti giornalisti e commentatori siano rimasti ai giochi paralimpici dopo aver seguito le Olimpiadi per normodotati (es. Lucchetta). Non hanno trattato l’appuntamento come di II categoria ed è stato un bel segnale.
    Quando guardavo una gara subito notavo la disabilità, poi dopo un po’ mi appassionavo alla gara e al risultato, insomma tutto ciò che si vede normalmente nello sport e basta.
    Questa edizione di Londra è stata molto bella, speriamo che a Rio si possa ripetere questa atmosfera! E infine grande Italia!!!! Che soddisfazioni, bravi a tutti!
    Ciaooooooo

    • Ciao Floriana, sono felice di non essere stata l’unica a provare delle emozioni così forti e a seguire le gare con immenso entusiasmo.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Ciao ragazze, sono d’accordo con voi: L’evento più spettacolare dell’anno con emozioni e sensazioni vive e un’orgoglio immenso non solo per i nostri Italiani ma per tutti loro che con la loro forza di volontà e amore per la vita ci hanno dato e continuano a darci la speranza in un mondo migliore. Fatto non solo di apparenza ma di vera sostanza. Spero di rivederli presto…

  3. Concedetemi il termine, con queste Olimpiadi abbiamo scoperto una nuova fonte di energia alternativa…e di energia in questo periodo l’Italia e il mondo intero ne ha proprio bisogno direi che questi atleti l’anno sicuramente trasmessa!
    Dobbiamo dare loro più spazio nei media.
    Forse riusciremo a capire la gioia della vita e l’importanza dello stare insieme.
    Grazie ragazzi

  4. concordo con quello che dite. emozioni vere. grandissimo Alex, grandissima Minetti(quella vera), grandissimi Bebe, Cecilia, Assunta e Martina. Forza tutti! Vi devo ringraziare, che grande energia mi avete trasmesso!

  5. Sono contentissima per tutti gli atleti e mi sono molto emozionata nel leggere il tuo articolo e i relativi commenti. Un messaggio a tutti quei giovani e non solo, che si trascinano cercando un senso da dare alla vita: non prendetela per scontata, usate le vostre capacità di ragionare per migliorare il mondo… tanto a renderlo peggiore c’è sempre qualcun’altro, almeno per ora.
    Io il mi senso alla vita l’ho trovato e, come gli atleti, mi alleno mentalmente avendo ben chiaro il traguardo dinansi a me: un mondo dove non ci “sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate”. E tra le cose passate ci sarà ogni forma di ingiustizia, compresa quella della disabilità.
    “carpe diem”, gente…

  6. Mi associo a tutti voi!!! Mia figlia di 9 anni le ha guardate con me e si è appassionata come e più di me. Credo possa essere per lei un grande insegnamento. Grazie a tutti gli atleti per la forza che riuscite a trasmettere a noi “normali”.
    Arrivederci a Soci 2014

  7. Zanardi per citare lui ma potrei citare altri atleti disabili poco conosciuti è un grandissimo esempio per tutti disabili e non anzi penso che i cosiddetti sportivi normodotati dovrebbero prenderlo come esempio che col la determinazione e l’umiltà si arriva ovunque e spero che sia sempre un crescendo.Lo sport puo’ e deve essere un ancora di salvezza per chi pensa di non farcela.

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