Autismo: il mondo ci esclude, perchè non ci volete?

A mio parere, è questo il periodo dell’anno in cui i disabili e le loro famiglie vengono maggiormente dimenticati. Ci manca la cultura giusta; infatti già durante l’anno ognuno pensa solo al proprio, soprattutto i nostri governanti, e non guardano oltre. Mi piacerebbe, per un giorno, fare in modo che potessero vedere con i nostri occhi cosa osserviamo realmente e soprattutto come vediamo loro, numerose figure, che dicono strane parole, il più delle volte incomprensibili. Rimarreste allibiti dal risultato di tanto guardare e lì dovreste riflettere che è questo che, noi disabili, siamo costretti a fare nella quotidiana “normalità”.

Oggi vi propongo la lettera di un papà, che vi parlerà della malattia dei suoi bambini: l’autismo.  Tra le righe vedrete quanti sentimenti contrastanti, ogni giorno, fanno capolino nella sua vita: gioia, amore, rabbia, odio, sofferenza, dolore… Dopo averla letta, la prima cosa che mi ha colpito è il fatto che il suo dolore più grande non è rappresentato dalla malattia dei figli, ma dal fatto che di fronte alla loro malattia lui sia impotente e non possa fare nulla per farli uscire da questo incubo. Poi il sentirsi solo, abbandonato dalle nostre istituzioni che non fanno nemmeno la finta di occuparsi di autismo; troppo impegnati in inutili campagne elettorali, in trattative che solo ipoteticamente dovrebbero migliorare il nostro paese,  in scandali per aver approfittato di benefit e privilegi che fanno impallidire… Perchè pensano solo al loro stare bene e neanche minimamente al nostro vivere? Perchè per noi non si tratterebbe di capricci; abbiamo gli stessi diritti e qualcuno dovrebbe ricordare loro che il giusto sarebbe un pò di benessere per tutti. Siamo arrivati ad un divario sociale che è vergognoso.

Io ho accolto l’appello di papà Alessandro, che dovrebbe occuparsi solo dei suoi figli in questo tempo, che non è eterno, e non di lottare continuamente contro il sistema Italia. Spero che anche voi, che leggerete, vorrete diffondere le parole di questa lettera. Continua a leggere