Un modo nuovo di andare al mare, con la Job!

Nel mese di maggio qui sul blog ho parlato di “Reatech Italia”, la prima fiera sulla disabilità che si è tenuta al polo fieristico di Rho, Milano. A questa fiera sono andata per cercare lei, la JOB, un ausilio di cui il negozio ortopedico nella mia città, a cui mi rivolgo in caso di necessità, mi aveva tanto parlato.

Ad un certo punto, tra tanti stand, ecco che spunta lei. La vedo, eccola, blu e gialla; non puoi non notarla con quelle enormi ruote. In mezzo a tante cose, è lei a farla da regina; lei, la Job, è la novità e ho subito capito che rappresentava il qualcosa in più che mancava nella difficile vita di un disabile. A quel punto mi sono avvicinata allo stand, perchè ho capito che dovevo conoscere coloro che, concretamente, l’hanno creata.

Spero di avervi incuriosito, almeno in una forma molto simile a quanto lo ero io, in quel momento. Desidero condividere il tutto con voi, perchè credo sia arrivato il momento di far conoscere  questa fantastica sedia che, penso, non tutti abbiamo ancora avuto il piacere di vedere e provare, che ci permette d’estate di accedere agevolmente al mare, finalmente con comodità.

Vi presento dunque Ciro Talento di Neatech, azienda leader nel settore degli ausili per disabili con sede a Cercola, in provincia di Napoli.

Ciro si è reso disponibile a condividere con me tutta la sua conoscenza di questa sedia. Tra le tante, ho scelto di mostrarvi le seguenti tre domande che gli ho posto, alle quali ha risposto così:

Quando e come e nata l’idea della JOB, Ciro?
L’idea è nata nel 1997 quando, su una spiaggia in Francia, un imprenditore napoletano, Lello Grosso, vide una colonia di ragazzi disabili letteralmente trasportati a braccia in acqua. I ragazzi sembravano “strisciare” sulla sabbia; una visione abbastanza umiliante. Nacque in quel istante l’idea di sviluppare il prodotto, diventato poi la carrozzina JOB.

Per chi è studiata questa sedia?
Ovviamente per tutti coloro che hanno disabilità motorie permanenti o provvisorie.

Perché questo nome, JOB?
In pieno stile partenopeo, è un modo ironico per sdrammatizzare anche in contesti particolari. Strappare un sorriso, soprattutto in vacanza, può valere tanto. Quindi l’abbreviazione job sta per : “Jamme ò bagno”, traduzione “andiamo al mare”.

Solo il nome scelto porta estrema allegria, trasmette profumo di mare, sole e voglia di vacanze. Vi prego concedetemi di fare i miei sinceri complimenti per l’idea di questa azienda e per aver dedicato tempo e denaro nella realizzazione di uno strumento che potrebbe diventare indispensabile per i disabili a cui viene fatta conoscere e soprattutto provare.

Permettemi l’aggiunta di qualche altra informazione. L’azienda si propone di migliorare la qualità della vita di bambini, adulti ed anziani con mobilità ridotta. La job, in particolare, è studiata per superfici di non facile percorrenza. Leggera, affidabile e robusta, questa sedia supera tutti i limiti delle carrozzine tradizionali permettendo di attraversare agevolmente percorsi “difficili”con sabbia, ciottoli o neve ed è ideale per l’entrata e l’uscita dalle piscine grazie alle sue innovative ruote pneumatiche estraibili. Il suo telaio flessibile è facilmente disassemblabile: così la si può trasportare anche in auto di piccole dimensioni. L’alta affidabilità del prodotto è stata riconosciuta come valore aggiunto per conferire l’ambitissima bandiera blu ai comuni che puntano su prodotti e servizi innovativi come JOB.

Vi consiglio però, di andare personalmente a consultare nello specifico per la job il sito www.neacare.it dove è possibile anche acquistarla. Mi è doveroso ringraziare Ciro per la pazienza dimostrata nei confronti della mia curiosità:  parlando con lui, ho capito che questo progetto ha richiesto molte energie da parte di tutti quelli che hanno collaborato, ma l’impegno è stato ampiamente ripagato da un’immensa soddisfazione finale.

Noi disabili, dopo aver ottenuto un mezzo come la Job, attendiamo di vedere che il nostro Servizio Sanitario Nazionale la passi a tutti i disabili come ausilio e che vengano finalmente date a disposizione di tutti gli stabilimenti balneari delle nostre coste. Per il momento, credo di aver capito che, per esempio in Versilia, Toscana, le varie associazioni balneari ne hanno a disposizione qualcuna e a rotazione le danno in uso agli stabilimenti che ne fanno richiesta, data la presenza di disabili.

Io, che ora sono in vacanza al mare, la sto utilizzando e vi confermo che è comoda  e utile per vivere, finalmente, la vita da spiaggia con meno fatica, data la nostra condizione fisica.

Con la JOB, da oggi tutti al mare!

 

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24 risposte a “Un modo nuovo di andare al mare, con la Job!

  1. Ma quale novita’! Questa sedia (o per lo meno una simile) e’ da anni che ne vedo sulle spiagge di Rimini….comunque utilissima!!!!

    • Ciao Luca, nel mio articolo non ho detto che la job, questa fantastica sedia, non è presente in nessun stabilimento balneare delle nostre coste. Anzi ho menzionato una costa dove è presente e io stessa in vacanza, in questo momento, la sto utilizzando. Il mio articolo voleva sottolineare l’importanza di estendere la presenza di questa sedia su tutto il territorio. I disabili, come chiunque normalmente nella vita, non può essere condizionato ad andare in una determinata località balneare e in un determinato stabilimento solo perchè sono gli unici a mattere a disposixione la job.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

    • Ciao Dany, grazie della tua testimonianza; la aspettavo per dimostrare alle nostre istituzioni che fuori dal nostro bel paese, precisando non poi così lontanto da noi, questa fantastica sedia è già presente da tempo sulle spiagge e quindi utilizzata dalle persone con difficoltà motorie. Io mi auguro che anche in Italia prima o poi si possa raggiungere il traguardo di: Un mare per tutti!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Cara Lena,
    ho letto il tuo articolo sulla sedia job e devo dire che sono rimasta come sempre colpita dalla fluidita’ del tuo stile (che per chi e’ solito leggere le colonne del tuo blog non rappresenta certo un mistero!). Complimenti a parte, condivido con te l’ opportunita’ per gli stabilimenti balneari di dotarsi di questo innovativo e misconosciuto prodotto, tale da permettere a tutti coloro che soffrono di patologie incidenti sulle capacita’ motorie di fruire con maggior disinvoltura della spiaggia e del mare. Il mio commento pero’ vuole anche e soprattutto essere una positiva testimonianza dell’ utilita’ di questa rivoluzionaria poltrona a due ruote, che ti ha finalmjte permesso, nella piacevole giornata che abbiamo trascorso insieme, di entrare direttamente a contatto con il mare e con l’ ultimo estremo lembo di terra su cui si infrangono le onde! Una autentica conquista! Le grandi ruote di cui e’ dotata la job, permettono infatti ad un individuo con ridotta capacita’ motoria di affrontare con facilita’ le dune di sabbia e di entrare cosi’ in sintonia con il paesaggio e l’ambiente marino. Auspico che nell’ ottica di una virtuosa politica di gestione delle nostre risorse economiche, vengano destinati stanziamenti a progetti che prevedano la messa a disposizione di nuovi ausili e tecnologie tali consentire a tutti, nessuno escluso, di godere in modo paritario delle bellezze naturali delle nostre coste. Nel frattempo spero con tutto il cuore che altri come te possano sperimentare questa simpatica e divertente poltrona, e quindi di averti fatto cosa gradita nell’ aver con tribuito a diffondere notizie sulle potenzialita’ della job! Buone vacanze! La tua amica Alessandra.

    • Ciao Alessandra, per prima cosa grazie dei complimenti. Seconda cosa, il fatto che tu abbia portato la tua testimonianza spero faccia riflettere chi di dovere per metterne tante a disposizione e anche gli altri disabili per invogliarne l’utilizzo. Certo vedendola nel contesto giusto, la spiaggia, nel pieno delle sue funzioni, capisci quanto sia rivoluzionaria questa sedia, che se vogliamo dirla tutta potrebbe essere definita mezzo di trasporto per raggiungere il mare e fare il bagno, le dune di sabbia e l’ultimo estremo lembo di terra dove si infrangono le onde . Che “passeggiate” anche pe noi disabili, da quando c’è la job. Tu l’hai definita poltrona e mi piace, perchè ne ha nettamente le caratteristiche data la comodità. Hai capito lo scopo del mio articolo e mi fa davvero piacere, anzi mi auguro che lo facciano in tanti; arrivare a chi di dovere e fare capire loro tutto ciò che noi persone sveglie, capiamo al volo.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. A me pare esagerato che una sedia del genere, utilissima per i disabili, costi più di 700 euro, quando tra plastica e 4 tubi di ferro al massimo produrla costerà 50 €.
    A voi le conclusioni più ovvie!

    • Ciao Matteo, sicuramente si tratta di un costo non alla portata di tutti, dati i tempi e soprattutto considerando il fatto che la pensione di un disabile non è granchè; anzi direi una somma ridicola.
      Per permettersi di attaccare i materiali utilizzati bisognerebbe almeno parlare con chi l’ha progettata e realizzata. E comunque ti invito a visitare il loro sito per conoscerne le caratteristiche; 50 euro mi sembra, però, un pò pochino. Comunque nel mio articolo ho sottolineato l’importanza, per un disabile, di questa sedia e quindi, la necessità che il Sistema Sanitario Nazionale dopo giuste e attente valutazioni, magari interpellando i disabili utilizzatori, inseriscano la Job tra le varie codifiche dei diversi ausili. E’ questo il traguardo da raggiungere… E’ questo il messaggio che vorrei arrivasse a chi di dovere.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. Scusate ma lavoro da vent’anni su spiagge attrezzate per disabili ed il Job è una ca…. paurosa.Prima di tutto le ruote galleggiano e sfavoriscono il passaggio per ritornarci su e tornare a riva.Poi è estremamente difficoltoso scenderci per entrare in acqua.L’unica cosa di buono che ha non serve: è omologata. il miglior strumento rimane il tipico lettino da spiaggia modificato con due ruote all’altezza schienale.Quando qualcuno si deciderà ad
    omologarlo magari oltre che rendere un servizio non indifferente per chi ha difficoltà si farà anche i soldi.

    • Ciao Alberto, grazie di aver condiviso con noi la tua opinione, tecnica, in merito alla job. Grazie dei tuoi suggerimenti però mi permetto di dirti che l’omologatura è importante in tutte le cose; qualche regola va imposta, altrimenti sarebbe il caos e comunque è necessario garantire la sicurezza di tutti e questo viene fatto proprio all’atto della omologazione, come per molte altre cose che fanno ormai parte della nostra quotidianità.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Ciao,
    sono un ragazzo disabile pugliese. Mi fa piacere informarvi che in Puglia, per legge, gli stabilimenti balneari devono avere in dotazione una job. In questo modo mi sono potuto godere una settimana di mare senza eccessivi problemi.
    Riguardo all’ultimo commento di Alberto, confermo che la job, anche se molto comoda per il trasporto sulla sabbia, risulta essere di difficile utilizzo in acqua a causa del galleggiamento delle ruote. Infatti una volta in acqua, per risalirci sopra, i miei amici si dovevano sedere sulle ruote per far affondare la job e quindi permettermi di risalirci sopra. Per questo motivo volevo consigliarvi un’altra sedia da mare, la solemare di offcarr. Questa sedia, acquistata con le ruote in gomma e alluminio, permette alla sedia di non galleggiare in acqua e quindi risulta meno difficoltosa da utilizzare in acqua. Inoltre ha la seduta piu alta rispetto alla job e quindi può essere più comoda per il trasferimento dalla sedia al sedile dell’auto. Lo svantaggio rispetto alla job è che risulta essere un po’ più difficoltoso il trasporto sulla sabbia (anche se è possibile acquistare in aggiunta il ruotino anteriore per facilitare il trasporto), mentre il prezzo è simile a quello della job.
    Spero che il mio commento sia stato utile, in quanto è sempre meglio poter scegliere l’ausilio piu idoneo in base alle proprie esigenze personali.
    Buone vacanze

    Francesco

    • Ciao Francesco, grazie di aver condiviso con tutti noi la situazione degli stabilimenti balneari in Puglia. Inoltre grazie di averci segnalato una ulteriore sedia da mare utilizzabile dai disabili, riportandoci i pro e i contro. Così, come dici tu, viene data libertà di scelta a chi deve personalmente acquistarla.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  6. Buongiorno a Tutti,
    il costo di questo come di altri ausili è sicuramente un ostacolo alla loro diffusione. Personalmente ho, come Matteo, spesso l’impressione che le aziende “ci mangino su” parecchio quando si tratta di ausili per disabili (parlo anche di semplici oggetti di uso quotidiano).

    Lungi da me il voler fare i conti in tasca ai produttori del Job ma il costo è percepito come elevato ma, pensate, è bassissimo confrontato ad altri prodotti simili anche se più tecnologici, più belli e (spero) più funzionali (grazie ad una galleggiabilità parziale è più facile risalirci mentre si è in acqua). Un esempio è l’Hippocampe – http://www.vipamat.com/it/produits.htm che però costa 4 volte tanto!!!

    Per quanto riguarda invece il Sistema Sanitario Nazionale temo non sia una cosa praticabile finché non verrà rifatta una seria riforma di tutto il sistema. Sono troppi gli sprechi e le magagne già solo nel campo degli ausili. Secondo me sarebbe invece più “intelligente” e proficuo per tutti un accordo economico tra produttore e stabilimenti balneari che, come probabilmente già avviene per alcuni di questi, fornirebbero un servizio in più.

    Se la “padrona di casa” me lo permette, ad Alberto invece chiederei, vista la sua esperienza pratica e ricalcando lo spirito del blog e dei post precedenti di Lena, di dare il suo contributo segnalando magari gli stabilimenti attrezzati in cui lavora e indicando quali sono le problematiche maggiori che gli operatori affrontano giorno dopo giorno per garantire una buona vacanza anche ai disabili.

    Buona continuazione di vacanza a chi le sta facendo e buon lavoro agli altri.
    Roberto

    • Ciao Roberto, grazie di aver condiviso con noi il tuo pensiero; purtroppo tutto ciò che ruota intorno alle necessità di un disabile a un costo e se avessimo davvero un buon servizio sanitario e una buona politica sociale molte problematiche, nel 2012, le avremmo già superate. A causa di tanti sprechi, da parte della nostra classe politica, abbiamo perso tante volte il treno giusto, quello che avrebbe finalmente migliorato le cose. Avremmo potuto essere all’avanguardia anche sotto questo aspetto.
      Ho consultato il sito che consigli e ho letto di questa ulteriore sedia. Ho letto che è utilizzata nelle spiagge francesi e all’estero; una caratteristica aggiuntiva è che il disabile, in grado di muovere le braccia, può spingersi autonomamente. Certo anche questa Hippocampe ha un suo notevole costo.
      La valutazione da fare è che a tutti dovrebbe essere garantito l’utilizzo di questa sedia; negare ciò significa far venire meno i diritti dei disabili. Così si effettua solo una continua discriminazione. Sono convinta che bisogna puntare su questo aspetto per colpire al cuore le nostre istituzioni.
      Sono d’accordo sui suggerimenti da parte delle altre persone. Tutti possono segnalare come vivono o non vivono l’uso della job.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  7. Ti auguro buone vacanze… io le ultime le feci 9 anni fa. Il mare piaceva anche a me…
    Continua a sognare e a combattere per te stessa, finchè ne hai le energie e finchè durano a chi vive con te.
    Oggi ho fatto l’ennesima visita di controllo… è andata bene, però la fatica immane di sollevarmi per mettermi sul lettino, come sempre, è toccata a mio marito cardiopatico, narcolessico … che per poco non ha preso uno strappo muscolare ai fianchi.
    Vacanze… edifici pubblici come negozi, bar, risoranti ecc… non devono avere barriere architettoniche; però sono stanca di vedere strutture ospedaliere, che dovrebbero, proprio per lo scopo delle medesime, non averne, invece ne sono piene!
    Aspetto un tipo di job anche per lì.

    • Ciao Graziella, mi dispiace leggere che è da molto che non fai le ferie. Sicuramente ti aiuterebbero nel morale, a staccare un po’ dalla routine. Io fino a quando ne avrò le forze combatterò, sì per me, ma in ripercussione sugli altri come te e altri… Mi fa piacere che la visita è andata bene nonostante le problematiche pratiche.
      Sì sono d’accordo, il più delle volte per assurdo sono le strutture pubbliche, che devono ricevere i disabili, a non essere a norma. Questa è l’Italia.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  8. è presente da anni sulle spiagge del Friuli e, al contrario di molti presìdi per disabili che giacciono abbandonati ed inutilizzati, è sempre occupata da bagnanti con difficoltà motorie. proprio una bella idea!

    • Ciao Stefano, grazie anche a te per la segnalazione; bellissimo sapere che la job è presente anche sulle coste del Friuli e soprattutto che è sempre occupata dai bagnanti con difficoltà motorie. Significa che piace e soprattutto che viene considerata molto utile.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  9. Ciao volevo ringraziare gli ideatori della job, avete avuto una bellissima idea, inoltre volevo fare un commento per le Asp affinche, non considerano i malati persone destinate a vivere rifugiati in casa, ma anzi usare questi strumenti come presidi, perchè il costo non è indifferente.
    io sono riuscita ad avere la job per mia cugina Eleonora affetta da sla, grazie al contributo di un’associazione del posto, a cui sono infinitamente grata.
    Grazie per aver realizzato il sogno di Eleonora, cioè poter fare un bagno al mare e godersi un pò di sole. Anche se, il regalo più grande lo fa lei a noi cioèn il suo stupendo sorriso ogni volta che entra in acqua.

    • Ciao Patrizia, mi associo con te nel ringraziare le persone che hanno progettato la job; anche io la trovo una splendida idea. Purtroppo è vero che, per un pensionato disabile il costo è piuttosto sostenuto. Sono convinta che, se la nostra sanità sprecasse meno soldi, riuscirebbe senza neanche pensarci a far diventare la job un vero e proprio ausilio, che può essere assegnato al disabile per alcune attività esterne: mare, pisicna, neve.
      Sono molto contenta per Eleonora; affetta sì da una grave malattia, la sla, che le ha tolto tutto e alla quale, sinceramente, diventa disumano togliere anche il sorriso per un semplice bagno al mare. Buon divertimento Eleonora.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  10. L’osmairm di Laterza in provincia di Taranto è un centro di riabilitazione per disabili che opera dal 1970, ha una spiaggia privata a Marina di Castellaneta e dal mese di Luglio al mese di Agosto di ogni anno porta i prorpi pazienti al mare, dove terapisti specializzati operano riabilitazione in acqua e per facilitare l’ingresso in mare dei pazienti utilizza le JOB già da anni. Se potete, guardate la professionalità e la bravura di questi professionisti e l’allegria che si riesce ad infondere ai pazienti.

    • Ciao Silvio, ti ringrazio per la segnalazione perchè così facciamo notare che sul nostro territorio nazionale una struttura riabilitativa (provincia di Taranto) ha una spiggia privata, dove dei terapisti specializzati effettuano riabilitazione in acqua e per facilitare tutto questo utilizzano appunto la job. Quindi diventa non solo vacanza terapeutica ma anche divertente. L’allegria del turista disabile nell’utilizzo di questa job, per fare il bagno si può vedere e respirare direttamente dal tuo commento.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  11. Ciao a tutti volevo dirvi che la carrozzina JOB è da molti anni in uso ai bagni della riviera ravennate anzi vi faccio presente che a Punta Marina Terme ci sono anche delle carrozzine tutte di ferro e ruote in acciaio per fare in modo che i disabili possono fare delle passeggiate lungo la battigia, l’unico problema sono i costi di queste sedie.

    • Ciao Piero, grazie di aver segnalato la presenza della job nella riviera ravennate; potrebbe essere utile per tutti quei disabili che vorrebbero andare in vacanza sapendo però di avere finalmente la possibilità di divertirsi come un vero turista.
      Grazie e alla prossima.
      ciao.
      Lena.

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