Bandiera arancio: la mia proposta per le spiagge accessibili

Documentandomi un po’ sulla FEE (Foundation for Environmental Education) su Bandierablu.org, ho constatato che anche nella assegnazione della tanto ambita bandiera blu, che certifica la qualità ambientale delle località rivierasche, tra i requisiti richiesti ci sono anche quelli legati alla tutela del disabile.

Però, credo che valga la pena fare qualche appunto in proposito. E’ indicato che almeno una spiaggia bandiera blu per ogni comune deve avere un accesso e dei servizi per disabili. Questo requisito, consentitemelo, indicato così mi sembra inutile; è molto semplicistico e nella realtà dei fatti trova una inutile applicazione.

Analizziamo insieme alcuni aspetti e facciamo delle considerazioni.

Per ipotesi, pensiamo ad una costa di 5 km dove una persona normodotata può fare giustamente selezione, in base alle proprie priorità, gusti, interessi e decidere a suo piacimento lo stabilimento, dove trascorrere le proprie vacanze; tutto ciò non avendo condizioni fisiche tali, da dover optare per quello con tutti i servizi per i disabili.

Per il disabile non è così semplice, nonostante varrebbe anche per lui la libertà di scelta senza doverne dare, come per chiunque, nessuna giustificazione. Salta subito all’occhio che la conclusione da trarre è una sola: per noi disabili, viene messa comunque in atto una forma (tra le tante esistenti) di discriminazione. In termini molto pratici: se il disabile dovesse aver bisogno del bagno accessibile, cosa dovrebbe fare? Pagherebbe cara la sua libera scelta, perchè dovrebbe percorrere di “corsa”, per modo di dire, i chilometri di costa per raggiungere lo stabilimento a norma.

Precisando meglio, il disabile viene messo davanti a una scelta: stabilimento che piace ai propri occhi o bagno accessibile? Mi sembra di uno squallore enorme; in queste situazioni, la propria condizione fisica va a negare una libertà di scelta prevista per ogni essere umano. La vacanza, che dovrebbe essere un momento di svago felice e spensierato, soprattutto la scelta dello stabilimento balneare, diventa un vero e proprio grattacapo, direi quasi un incubo per il disabile e la famiglia.

L’altro requisito, che oltre ad essere utile per tutti i turisti lo è ancor di più per i disabili, è l’affissione di una mappa, negli stabilimenti, nella quale siano indicati i differenti servizi presenti sulla spiaggia. Capirete da soli che per il disabile, potrebbe essere molto utile conoscere subito l’accessibilità delle singole spiagge, sotto tutti gli aspetti.

Partendo dal presupposto che dovremmo arrivare a vedere tutte le spiagge ugualmente accessibili, io avrei una proposta: perchè non entriamo più nello specifico e assegnamo una nuova bandiera, colore arancio, che sta ad indicare le spiagge accessibili? Potremmo realizzare una classifica, ovviamente visibile a tutti, delle spiagge veramente accessibili, io carinamente le definirei “in”, al fine di facilitare il compito di assegnazione della bandiera arancio.

Mi sembra una proposta valida e interessante, certo rappresenta una bozza di idea e poi andrebbe sicuramente studiata bene a tavolino, per raggiungere un risultato praticamente perfetto o almeno senza troppe lacune.

Chissà che così non si invoglino gli operatori del settore a ricordarsi che non esistono turisti di classe A e turisti di classe B. Vorrei che gli operatori capissero che non è poi così sbagliato voler bene ai disabili, semplicemente portandogli rispetto e non è poi così complicato rispettare le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

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6 risposte a “Bandiera arancio: la mia proposta per le spiagge accessibili

  1. Ciao Lena,
    al solito tocchi un argomento che apre una serie di considerazioni di non poco conto e anzi molto importanti da affrontare.
    Prima di tutto mi permetto di farti notare che in seguito alla Direttiva Europea Bolkstein dal 2015 saranno rimesse all’asta (speriamo) le concessioni balneari aprendo così il mercato alla libera concorrenza e, probabilmente, alle multinazionali o alle grandi aziende. Questo è visto come fumo negli occhi dai proprietari degli stabilimenti balneari ma personalmente credo sia una grande cosa: grande azienda/multinazionale del turismo significa standardizzazione del servizio ed innalzamento della qualità. Penso pertanto che le vincitrici degli appalti tenteranno di dare più servizi possibili ivi compresi l’accesso facilitato e i servizi (tutti) per i disabili.

    Bisogna però aspettare fino al 2015 (e magari oltre). Cosa fare nel frattempo?
    Ahimè le coste e gli stabilimenti sono decisamente eterogenei in italia.
    Temo che gli unici pronti e già operativi su questo lato siano solo gli stabilimenti del medio adriatico. In liguria è già difficile per i normodotati accedere allo stabilimento (scalette strette) e andare in bagno (piccoli e spesso “inagibili”). Qui spesso l’unico aiuto al disabile in carrozzina è una semplice passerella in plastica/legno di qualche metro (tutto sommato sufficiente vista la scarsa profondità delle spiagge liguri). Nell’alto adriatico c’è forse il problema opposto: le spiagge sono molto ampie e profonde e sebbene sia facile accedere alla spiaggia arrivare al mare è un percorso piuttosto lungo e non sempre facile. Per quanto riguarda la Sardegna temo che sia inutile parlarne dato che è già tanto se si trova una doccia e comunque raggiungere la maggior parte delle spiagge (anche quelle attrezzate) richiede delle lunghe passeggiate su percorsi impervi. In Sicilia ed in altre regioni del sud ci sono molte spiagge libere anche attrezzate dal comune ma non facilmente accessibili per i disabili.

    Purtroppo sono convinto che per la maggior parte degli operatori e degli stabilimenti NON esistano turisti di classe A e B ma solo di classe B visto che anche per i non disabili alle volte è un’impresa avere dei servizi decenti (a che prezzi poi!). Peccato che per i disabili sia ancora più difficile essere di serie B.

    Nonostante io sia un inguaribile ottimista temo che poco si potrà fare almeno fino al 2015 quando, forse, ci imporranno dall’alto la soluzione.

    Nel frattempo l’unico consiglio ai disabili che vogliono/possono andare in vacanza è quello di prepararsi per tempo e guardare su internet i commenti degli hotel/stabilimenti su siti tipo tripadvisor o similari in quanto sono sempre più affidabili e possono dare un’idea molto verosimile del trattamento riservato ai disabili andando oltre le brochure pubblicitarie.

    Chiedo scusa per essere stato prolisso. Spero che altri possano intervenire portando esperienze positive o altri suggerimenti utili.

    Buone vacanze a tutti e buon lavoro a chi resta.
    Roberto

    • Ciao Roberto, grazie del tuo commento molto dettagliato e preciso. Grazie del consiglio ai disabili; infatti grazie al mio blog ho conosciuto, tra i commentatori, una agenzia viaggi che si occupa delle vacanze dei turisti disabili e chi se ne occupa, è per primo disabile. Una bella iniziativa. Grazie della dettagliata presentazione della realtà turistica italiana. Concordo e la conclusione è che in realtà c’è poco di accessibile. Anche le vacanze, per noi sono una fatica! Anche qui al mare, in vacanza, non abbasso la guardia e infatti questa mattina, ho segnalato alla guardia costiera che in una spiaggia comunale attrezzata accessibile il bagno per i disabili era invece adibito a ripostiglio. Bisogna ricordarsi di far rispettare le leggi; noi possiamo dare piena collaborazione ma poi sono le autorità competenti che devono intervenire con rigore, senza sconti, su tutti indistintamente.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Ciao Lena, ti scrivo da Anzio (Rm) dove da qualche settimana infuria sul web una polemica tra l’amministrazione ed i cittadini sul reale stato del mare e la “validità” della Bandiera blu che ci è stata rilasciata dalla FEE.
    Ma come giustamente fai notare la bandiera blu vuol dire anche qualità ed accessibilità per i diversamente abili.
    Mi piacerebbe che la polemica in atto si spostasse su questo argomento, allora ne vedremmo delle belle: perchè altro che serie A e B, da questo punto di vista siamo in serie C!
    Un saluto
    Giulio

    • Ciao Giulio, grazie della segnalazione; il tuo commento mi fa capire che anche la costa laziale ha dei problemi. Purtroppo dei disabili ci si dimentica sempre! Prima o poi riusciremo a cambiare qualcosa. E dalle tue parole capisco, e con me tante altri disabili, che quella non è la zona che fa per noi. E’ assurdo che le nostre coste siano pro o contro il turismo accessibile; e quindi ogni volta devo chiedermi se lì, dove vorrei andare, posso davvero recarmici.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. Cara lena,il colore della bandiera è un problemino ma il vero problema è chi non dà peso ha queste cose, ovvero quelle teste di caciucco dei nostri politicanti!.QUELLE MUMMIE che ogni giorno dimostrano la loro ignoranza dicendo ogni volta che aprono bocca una montagna di str…..e, sono loro che con la spending rewiew tolgono servizi essenziali alle persone di sanità mentale, e si togliessero dalle p…e che sarebbe ora, però comincino dai loro stipendi d’oro dove sì che con quelli si fà qualcosa di buono.Concludo ringraziandoti per lo spazio che mi dai.LUNGA VITA E PROSPERITà.

    • Ciao Gianfranco, condivido! Con uno stipendio, o un vitalizio, o la pensione di uno di loro sai che strutture per i diversamenti abili? Case accoglienza per quei disabili che non hanno più nessuno, strutture per i bimbi autistici, insegnanti e psicologi nelle scuole fin dalla primissima infanzia a sostegno di disabili con patologie complesse e sai quanto altro ancora potrei elencare? La bandiera arancio è una mia idea per sensibilizzare la problematica del turismo accessibile. Mi sembra una bella e interessante idea. I nostri politici offendono la categoria dei sordi, forse senza neanche accorgersene e la spiegazione di come ciò possa succedere è semplice: Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire… E loro fanno finta di non sentire… Senza sapere cosa si prova a essere davvero sordi. Che vergogna!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

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