Caro On. Brambilla penso che siamo pronti per un obiettivo comune

Caro Onorevole Brambilla le mie prime righe saranno dedicate ai ringraziamenti per l’attenzione che Lei ha voluto riservare alla mia lettera; la lettura da parte Sua  ha sicuramente acceso una speranza nei cuori dei numerosi disabili e delle loro famiglie, di questo paese. Mi fa piacere che come prima cosa sia emersa la mia grinta, che Le assicuro non voglio abbandonare almeno fino a quando la malattia me lo permetterà. Mi è sembrato di capire che il Suo interesse verso i disabili è ancora alto, quindi approfitto di questo spazio per avere un ulteriore confronto con Lei.

Come ha potuto constatare, leggendomi, io non ho assolutamente posto lamentele sulle attenzioni che Lei riserva agli animali; anzi per le battaglie intraprese è doveroso farLe i complimenti. E’ proprio attraverso i media che ho visto l’impegno che Lei ha profuso in questa difficile e lunga causa animalista. Voglio sottolineare lunga, perchè nonostante l’importante posizione che Lei riveste ha comunque incontrato ostacoli e difficoltà che hanno allungato i tempi di attuazione; però non ha desistito ed è andata avanti imperterrita. Tutto ciò non ha fatto altro che dimostrare che la burocrazia e i suoi tempi vanno al di là anche, della volontà di un ministro. Tra tutte mi piace ricordare la Sua campagna contro la sperimentazione sugli animali. Con il cuore in mano Le posso dire che anche io mi ero innamorata di quei bellissimi cuccioli. Dopo questa precisazione torniamo al tema a me tanto caro: il turismo accessibile.

Io purtroppo devo confermarLe che attraverso i media non ho mai visto accostare la sua persona e quindi il suo ruolo di Ministro del Turismo ai problemi dei disabili, se non, forse, qualche rara volta. Ho scoperto di non essere l’unica a fare questo tipo di affermazione, perchè anche alcuni commentatori del mio blog hanno descritto la medesima realtà. Come in tutta sincerità non avevo sentito parlare della commissione che ha elaborato il  Manifesto per un turismo accessibile nel 2009. Se è una mia mancanza me ne scusi e spero che voglia invece apprezzare la mia sincerità.

Ho provveduto a documentarmi, grazie al sito ufficiale del governo, in merito a questo Manifesto e devo dire che mi sono sorti dubbi, perplessità e domande. Spero che Lei riesca e voglia  fare un po’ di chiarezza. Mi sembra di avere capito che la commissione è decaduta insieme al governo precedente e che proprio qualche giorno fa, su volontà del governo tecnico, è nato un nuovo comitato. Voglio essere sincera, anche se forse non Le piacerà, io, come tutti i disabili, sono stanca di sentire sempre solo parlare della nascita di commissioni e la creazione di nuove leggi e leggine; basta! Ogni volta che viene intervistato un politico parla di obiettivi, bozze di documenti che diventeranno definitivi e nulla di più… Insomma sembra che il tentativo, devo dire mal riuscito, sia quello di distrarci, tenerci tranquilli con il pensiero che qualcuno, sta facendo qualcosa per noi disabili. Poi di colpo apriamo gli occhi e vediamo che nulla cambia, i giorni sono tutti uguali, idem per le settimane, i mesi, gli anni…

La commissione da Lei voluta aveva in programma un primo monitoraggio campione sull’accessibilità su un gruppo di comuni scelti tra nord e sud per verificarne la situazione. Io non ho visto tramite i media l’esito di questi controlli; mi dica onorevole mi è sfuggito? La prego, posso chiederLe di illustrarmene l’esito, non solo per me ma per tutti?

Mi sembra di avere intuito che le istituzioni hanno difficoltà a capire cosa fare e come fare. Tendono a rendere complicata qualcosa che in realtà non lo è per niente. C’è chi ci dice che le norme non sono proprio perfette, che andrebbero istruiti, in materia di accessibilità per i disabili, i professionisti come architetti, imprese costruttrici e anche le forze dell’ordine che devono poi controllare in merito alla accessibilità per i disabili. Anche su questo aspetto ho delle perplessità perchè mi sembrava di avere capito che, dato le leggi sull’abbattimento delle barriere architettoniche molto datate, le stesse rappresentassero già l’ABC  nelle materie di studio in fase scolastica.

Più volte ci viene ripetuto che non è possibile cambiare la cultura delle persone e che non spetta alle istituzioni farlo; io credo che la cultura di questa società può solo progredire, come ha fatto negli anni addietro, e quindi si può modificare con il semplice controllo, un controllo serio e dettagliato, del rispetto delle leggi italiane in materia di disabilità. Con tanta facilità il governo attua azioni mirate per combattere l’evasione fiscale; poi sui media vediamo l’esito delle operazioni di controllo effettuate, per capire a quali benefici porterà. Il principio è lo stesso anche per il rispetto dei diritti dei disabili. Conviene con me su questo punto? Le forze dell’ordine, gli enti pubblici possono controllare le strutture; e poi dare conoscenza degli interventi fatti attraverso la televisione, internet, i giornali  proprio come per gli scontrini non emessi e le ricevute non fatte. Anche per le strutture balneari lo stesso principio; c’è già un corpo preposto che nelle strutture oltre a controllare i registri, le fatture per i soggiorni dei vacanzieri, i pattini di salvataggio e altro potrebbe controllare l’accessibilità per i disabili e tutto ciò che serve a un disabile. Le dico quale potrebbe essere il risultato finale? E’ molto semplice, è quello già previsto dalle nostre leggi e tutti conoscono, redigere verbali, applicare sanzioni e stabilire un tempo entro cui è possibile mettersi a norma effettuando dei lavori strutturali.

Caro Onorevole, è difficile esprimere tutto per iscritto e gli aspetti su cui confrontarsi sono veramente tanti e tutti molto importanti. Io nutro la speranza che Lei voglia prendere contatto con me, personalmente, per poterLe esporre le tante proposte e idee che ho accumulato dal mio vissuto quotidiano, anche confrontandomi con diversi disabili e le loro famiglie. Si potrebbe collaborare, anche senza dimenticarsi degli animali, anzi come Lei ben saprà è ormai dimostrato che gli animali sono terapeutici per i disabili e per la cecità addirittura indispensabili.

Il fatto che il numero dei disabili è in continuo aumento, soprattutto sempre di più nelle fasce più piccole, dovrebbe spaventare le istituzioni e spingerli a fare di più, anche l’impossibile, che poi magari tanto impossibile non è. Forse dovrebbero ricordare che noi, per sopravvivere alle nostre malattie e alla società, facciamo ogni giorno l’impossibile.

Caro Onorevole Brambilla io l’impegno l’ho messo e lo metto ogni giorno però mi prometta, e soprattutto prometta a tutti i disabili, di non farci invecchiare chiusi in casa davanti ad un computer a informarci. Ci permetta di vivere concretamente tutto ciò che è stato fatto ma soprattutto che sarà fatto per noi disabili. Inoltre sarebbe bello vederla nelle città, come la mia, per far capire ai sindaci che nel 2012 è ora di intervenire, per rendere finalmente le città accessibili, che per noi significa inclusione sociale.

Credo di parlare a nome di tutti:” Speriamo che le nostre malattie ci permettano di vivere abbastanza a lungo per vedere il cambiamento tanto atteso. Fate presto!

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

2 risposte a “Caro On. Brambilla penso che siamo pronti per un obiettivo comune

  1. Ciao Lena,
    Egr. ex Ministro Brambilla, lottare con il tempo! sembra ancronistico che delle persone devono lottare con il tempo, in condizioni tali da ipotizzare speranze di vita ridotte, rispetto ai cosidetti normodotati, comunque persone! con le loro aspettative, speranze, sentimenti, del tutto uguali al resto del mondo, l’unica cosa che le distingue il tempo!
    Far sorgere delle speranze a costoro è sicuramente un impegno morale di elevato spessore, non hanno bisogno di ulterori delusioni, prese per i fondelli, il politichese non viene tanto compreso.
    Le visite specialistiche, i sostegni materiali, lo stesso vivere in via generale, costa molto di più che agli altri, purtroppo di promesse non si è mai alimentato nessuno, e comunque la lotta con il tempo è impari.
    La Società si è impegnata per LEGGE a coprire tutte le lacune che creano ulteriori difficoltà del tipo la mobilità, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’ inclusione sociale e chi più ne ha più ne metta, comprendo l’enorme difficoltà di risposta concreta, ma intanto il tempo passa e molti di questi nostri amici perdono le forze per lottare.
    Qualcuno, quando le forze ancora glielo permettono avrebbe il piacere di usufruire di qualche periodo di vacanza, ma a quanto pare le strutture riccettive non sono idonee o insensibili al problema, quando, infine i costi proibitivi fanno soffocare questo pensiero di piacere che viene rimandato “nel tempo”
    Lo Stato attraverso i Governi, ha avuto il coraggio di far scendere in piazza, a manifestare per l’erosione ai loro diritti questa intera categoria sociale (circa 5.000.000 di persone) e intanto il tempo passa!
    Forse non è neanche giusto investire di tali responsabilità una singola Persona, lo diventa (giusto) quando questa persona appartiene o ha appartenuto o apparterà alla classe dirigente di questo paese e non abbia fatto abbastanza, nei tempi dei nostri amici, che se abbiamo ben capito sono totalmente diversi da quelli degli altri.
    Sulla responsabilità individuale per aver appartenuto alla Classe Dirigente, in molte persone dovrebbero ascoltare la propria coscienza, per sentire quale sia il vero segnale che invia, personalmente rivolgo un accorato appello RISOLVIAMO I PROBLEMI IN TEMPO o per molti non ci sarà più il tempo.
    Cordialità Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, ti ringrazio per l’aiuto dato alla mia causa con questo commento. Hai rafforzato ulteriormente un concetto, che secondo me per noi disabili è importante, IL TEMPO. Mi preme che le nostre care istituzioni ne capiscano la rilevanza; la nostra vita è come un grande orologio le cui lancette, con il loro tic tac, scandiscono il tempo e anche la nostra ansia. L’ansia di tempo non sufficiente; che per noi arrivi la fine senza aver potuto osservare l’inizio di qualcosa di migliore. Noi dobbiamo qualcosa a chi, indipendentemente dalla sua volontà, non ce la fa e dobbiamo lasciarli sereni che continueremo a combattere. Anche oggi, mentre sto scrivendo per qualcuno la sabbia della clessidra è arrivata alla fine.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *