L’ex ministro Brambilla risponde alla mia lettera per un turismo accessibile

Con mia grande gioia e altrettanto stupore venerdì, nel tardo pomeriggio, ho visto pubblicata, nella prima pagina di Tgcom24, la risposta alla mia lettera da parte dell’Ex Ministro Brambilla. Mi ha fatto molto piacere e quindi desidero condividerla con tutti Voi.

Cara Lena,
ho letto con grande interesse la tua lettera aperta. La “grinta” che mi attribuisci, evidentemente, non manca neanche a te. E certo hai ragione hai denunciare il ritardo nel rendere effettivi i diritti dei disabili, primo tra tutti quello all’accessibilità. Devo però contraddirti quando affermi che da ministro del Turismo non ho considerato questo tema e mi sorprende questa tua mancanza di informazione, dato che i media hanno sempre dato conto del mio lavoro. In verità, mi sono battuta su tutti i fronti per una politica dell’accoglienza “più inclusiva”, convinta com’ero – e come sono – che ogni cittadino ha diritto di fruire dell’esperienza turistica, indipendentemente dalle condizioni personali, sociali, economiche e di qualsiasi altra natura che potrebbero limitarne la libertà. E’ un punto di partenza non scontato – e tu, più di tante altre persone, ne puoi apprezzare la validità – che ho messo nero su bianco quale norma di principio nella mia riforma del turismo
.

Già all’inizio del mandato, ho creato una Commissione ministeriale per la promozione e il sostegno del Turismo Accessibile, con l’obiettivo di porre al centro del sistema un’offerta turistica rispettosa della persona e delle sue esigenze. La Commissione, come primo atto, ha voluto elaborare il Manifesto per un Turismo Accessibile, un punto di convergenza culturale e programmatica che ho proposto all’intera filiera turistica e agli enti territoriali, firmando un protocollo con l’associazione nazionale dei comuni affinché ne promuovessero l’adozione in tutte le città.

L’iniziativa è stata apprezzata anche a livello internazionale e nel 2011 ho firmato un accordo con la principale Associazione no profit europea, l’ENAT (European Network for accessibile Tourism), che si è impegnata a diffondere il nostro manifesto in tutto il continente. Naturalmente attuare il principio dell’accoglienza per tutti è possibile solo con l’aiuto degli operatori del settore, delle autonomie locali e dello Stato nel suo complesso, anche attraverso opportuni interventi urbanistici e la formazione di competenze e professionalità specifiche. Un ministro non può imporre un cambiamento culturale, può soltanto promuoverlo. Ed è appunto ciò che ho cercato di fare. E ciò che provo a fare ancora oggi, da un’altra posizione, sempre fedele all’idea che l’accoglienza debba essere “inclusiva”.

Le bellezze del nostro Paese sono patrimonio di tutti, tutti devono poterne fruire in libertà ed autonomia. Ti assicuro che questa è anche la mia battaglia. 

Con stima
On. Michela Vittoria Brambilla

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10 risposte a “L’ex ministro Brambilla risponde alla mia lettera per un turismo accessibile

  1. On. M.V. Brambilla, per interposta persona conosco la Sua sensibilità su questo argomento. La Sua non è solo una battaglia a difesa degli animali, che su questo punto ci deve essere libertà di pensiero, ma tutti devono sapere della Sua sensibilità verso coloro che sono diversamente abili. Voglia accettare la mia solidarietà. non a parole ma con i fatti. Se necessario, mi ritenga a Sua disposizione. Giuseppe Sardena.

    • Ciao Giuseppe, grazie di averci fatto conoscere l’impegno dell’onorevole nei confronti dei diversamente abili. Purtroppo nè a me, nè a molti altri che hanno commentato su questo blog era mai capitato di vedere e quindi conoscere tale impegno da parte dell’onorevole Brambilla. Mi dispiace e mi rattrista!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Ho visto diverse volte al Dott.ssa Brambilla (non me ne vogliate, me per come stanno andando le cose in Italia, di politici “onorevoli” non ne vedo neanche uno) in diverse trasmissioni televisive, dai telegiornali ai talk show, ultimamente l’ho vista molto attiva sul fronte animalista ma non ricordo un suo intervento per la causa dei disabili. Mi fa piacere che il Sig. Sardena “sappia”, ma io non “so”, non ho avuto modo di “sapere o vedere” e quindi, la risposta della Dott.ssa Brambilla non fa che aumentare il mio disgusto verso questa classe politica. RESET!

    • Ciao Angelo, condivido il tuo commento. So benissimo di non poter seguire tutto però, in tutta sincerità, anche io non ho mai visto l’onorevole esporsi attraverso i media, per appoggiare la difficile causa dei disabili. Speriamo che questa mia lettera segni l’inizio di una nuova era; per un atteggiamento serio e costruttivo nei confronti dei disabili e della tutela dei loro diritti.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. Ciao Lena,
    a proposito di rispetto e umanità, quello che si legge in questi giorni è a dir poco scandaloso, come può il vescovo Andrea Gemma affermare che i posseduti dal diavolo, sono come la sindrome di Down, non trovo il nesso tra una malattia terrena con un problema spirituale. E poi credo non vi sia esempio più discriminatorio.
    Forse non mi intendo troppo di problemi spirituali, ma mi sembra di capire che parecchie persone della Chiesa si dissociano da tali affermazioni, la stessa Chiesa in quanto tale da sempre predica la fratellanza e l’ugualianza tra le persone, l’amore tra le persone, tra i popoli, e non mi sembra che includa la disabilità tra i peccati capitali, anzi molti istituti per disabili sono di gestione clericale, quindi mi domando ma ha ragione di esistere e il diritto di esprimersi questo signore?
    Lascio a te la risposta e i commenti, spero che dal mondo di Lena si alzi la più alta indignazione per questo episodio, tocca a tutte le persone per bene e non solo ai disabili gridare contro tale bestialità.
    cordialmente Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, ho avuto modo di leggere su internet la vicenda che riguarda il vescovo Andrea Gemma di Isernia. 52 genitori di ragazzi affetti dalla sindrome di Down hanno deciso di scrivere una lettera di protesta. Lo stupore di questi genitori arriva dal fatto che non si possa accettare che queste affermazioni vengano espresse dal paladino dei più deboli. E’ giusto leggere anche le spiegazioni in merito a questa vicenda riportate da chi ha condotto l’intervista. Non è stata comunque una cosa carina paragonare l’atteggiamento e le movenze assunte da un disabile durante un rito esorcistico ad una persona Down; o più precisamente, viene indicato, che si tratta di movenze e atteggiamenti non riconducibili a persone normodotate. Mi è dispiaciuto leggere di questo tipo di diatriba. Come disabile mi sono sentita ferita.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. da anni combatto perchè il mio bambino, poliallergico, possa mangiare tranquillamente in un ristorante senza rischiare gravi reazioni. Ogni volta parlo con lo chef o con il maitre di sala per far sentire leonardo come tutti gli altri. Salvo poi trovarmi al tavolo accanto un bel cagnolino che pranza indisturbato con il suo padrone. Peccato però che non si consideri che per qualcuno un semplice animale può diventare vera fonte di problemi, magari un forte attacco d’asma. Ma perche la Brambilla, in qualità di ministro del Turismo non si è occupata di allergie alimentari ma solo di cani. E’ un po’ che me lo chiedo. Francesca

    • Ciao Francesca, mi dispiace molto per il tuo bimbo, sicuramente anche questa è una situazione difficile da gestire nella realtà di tutti i giorni. Il problema delle allergie alimentari rientra tra le questioni che deve affrontare la commissione del governo che mi ha fatto conoscere l’onorevole Brambilla, come indicato nel manifesto per un turismo accessibile(si parla del 2009). Le istituzioni hanno pensato di tirare le somme e vedere i risultati realmente ottenuti? L’obiettivo che la commissione si è posta è stato raggiunto? Qualcuno ha verificato o i progetti sono rimasti solo sulla carta?
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Ciao Lena,
    ho letto con grande stupore la risposta a te inviata dall’ex ministro Brambilla, io a casa ho un came , ma ho anche un ragazzo diversamente abile, e con tutto il rispetto verso gli animali io vorrei che la Sig.ra Brambilla provasse vivere a contatto con questi ragazzi con patologie diverse anche un solo giorno per rendersi conto che molte volte i nostri ragazzi sono trattati peggio e le famiglie lasciate sole. Io sono sempre del parere che per rendersi conto delle situazioni bisogna viverle in prima persona è facile fare commeti se nel tuo nucleo famigliare non hai queste situazioni. Comunque condivido il pensiero di Angelo, io non ho mai visto la Sig.ra Brambilla fare battaglia per difendere i diritti dei diversamente abili , ho visto solo il programma di Ricci Striscia la Notizia, ma può darsi che mi sia persa qualcosa, ma non credo.
    Cordialmente Vittoria

    • Ciao Vittoria, vorrei far capire proprio ciò che tu hai espresso. Spero di esserci riuscita rispondendo in precedenza ad un altro commentatore. Purtroppo ci sono realtà tanto crude dove ciò che viene fatto ai disabili non lo si augurerebbe neanche al peggior nemico. E poi c’è il problema delle famiglie lasciate completamente sole a gestire ogni giorno situazioni nuove e difficili. Grazie alla inciviltà delle persone abbiamo scoperto che sia animali che uomini vengono brutalmente sottomessi.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

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