Tremila persone in piazza a Milano contro i tagli alle politiche sociali

Come disabile mi rende orgogliosa poter scrivere del successo della manifestazione di mercoledì 13 Giugno: “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all’inclusione nella società”.

Per ulteriori dettagli, dell’esito di questa manifestazione, metto a disposizione il comunicato stampa di Ledha:

Tremila persone in piazza a Milano

Grande successo per la manifestazione “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all’inclusione nella società” promossa da LEDHA e FAND. Riportato a 70 milioni di euro il Fondo sociale regionale. Le associazioni chiedono al Consiglio regionale di compensare tutte le risorse ancora mancanti.Più di tremila persone con disabilità, i loro familiari e rappresentanti di associazioni provenienti da tutta la Lombardia hanno partecipato, mercoledì 13 Giugno, alla manifestazione “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all’inclusione nella società” promossa da LEDHA e FAND. Insieme alle associazioni hanno sfilato numerose cooperative sociali, altre organizzazioni di terzo settore, leader sindacali, consiglieri regionali e rappresentanti di alcuni comuni lombardi.

 “C’è stata una grandissima partecipazione, non solo in termini numerici. In piazza c’erano tantissime persone che hanno dimostrato la volontà di essere protagoniste della propria storia. Non vogliamo essere invisibili”, commenta Fulvio Santagostini, presidente di LEDHA.

Soddisfatto anche Nicola Stilla, presidente di FAND: “Innanzitutto un grazie a tutti coloro che oggi erano in piazza. La partecipazione e l’unità di intenti tra LEDHA e FAND ha permesso di conseguire un risultato importante.”

Il corteo colorato, animato da slogan e musica è partito da piazza Duca d’Aosta, per concludersi in Via Galvani, sotto la nuova sede della Regione.  Al termine della manifestazione l’assessore Margherita Peroni ha annunciato che il fondo sociale regionale verrà integrato con 30 milioni di euro. Portando così la dotazione complessiva per le politiche sociali a 70 milioni di euro. Mancano ancora all’appello però 70 milioni di Euro corrispondenti ai tagli inferti dallo Stato al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e all’azzeramento del Fondo per la Non Autosufficienza.

 I  presidenti di LEDHA  e  FAND sono poi stati ricevuti dall’Assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli. “E’ stato un incontro positivo – commenta Nicola Stilla – anche perché l’assessore ha espresso la volontà di mettere a disposizione ulteriori risorse per integrare i fondi sociali”.

“Abbiamo ribadito – aggiunge Fulvio Santagostini – che occorre investire sulla presa in carico globale delle persone con disabilità e sui progetti di vita indipendente. Come associazioni, chiediamo di poter discutere di come vengano impegnate le risorse”.

Nel pomeriggio una delegazione delle associazioni è stata ricevuta anche dal Vice Prefetto Parente che ha garantito di trasmettere le richieste delle associazioni di ripristinare i fondi sociali al Governo.

 

Sono principalmente due gli aspetti positivi che sono emersi da questa importante mobilitazione e mi fa piacere condividerli con tutti voi.

Il primo aspetto positivo è dato dall’afflusso di partecipanti, più di tremila persone; qui si è visto proprio che l’unione fa la forza. Riuniti tutti insieme, con un unico scopo, c’erano persone con disabilità, familiari, associazioni, cooperative sociali, leader sindacali, consiglieri regionali e anche alcuni rappresentanti dei comuni,  provenienti da tutta la Lombardia. Mi rende orgogliosa dire che hanno dato dimostrazione dell’alto livello di coesione davanti ad un obiettivo importante come la vita indipendente e l’inclusione nella società da parte dei disabili. E’ stato importante dimostrare a regione Lombardia e allo Stato che non si parla di una battaglia solo dei disabili, ma di tante persone che di riflesso, si sentono colpite, come cittadini, dal problema dell’esclusione sociale e della non indipendenza. Spero che questo messaggio arrivi a tutto il nostro paese, anche alle altre regioni dove, vengono fatti, sempre e comunque, tagli sulla vita dei disabili. Non ci sono schieramenti destra, sinistra, centro ma ci siamo solo noi, i disabili, le persone più facili da colpire nei momenti difficili, come la crisi che sta annientando il nostro paese.

Il secondo aspetto è dato dal fatto che, la regione ha deciso di integrare il fondo sociale regionale con 30 milioni di euro. So benissimo che, concretamente, sono solo una goccia nel mare immenso, ma bisogna dare atto del fatto che la regione ha mosso i primi passi, che sono passi lenti, come quelli di un neonato, però pur sempre passi che, con un po’ di sforzo diventeranno sempre più decisi e sicuri. Il cammino è lungo e insidioso, c’è molto da fare e va fatto senza pensarci due volte.

Volendo fare dei conti, e quindi passatemi il termine “i pignoli”, mancano ancora 70 milioni di euro, corrispondenti ai tagli inferti dallo Stato al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e l’azzeramento del Fondo per la Non Autosufficienza.  In questa occasione, come evince dal comunicato, è stata espressa, dall’assessore Giulio Boscagli che si occupa di famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale, la volontà di integrare i fondi sociali con ulteriori risorse.  Io posso solo ricordare alla regione che noi non dimentichiamo le volontà espresse, restiamo vigili su quanto, da oggi in poi, verrà fatto per il sostegno dei disabili e continueremo a tenere la situazione sotto controllo, pronti a dire la nostra nel caso vi dimenticaste di noi. Mi unisco a quanto chiesto dalle associazioni, perchè credo molto nella cooperazione concreta, davanti a un tavolo, tra regione e disabili, per discutere e valutare come vengono impegnate le risorse.

Mi permetto una precisazione in merito alla comunicazione che passa dalle istituzioni ai cittadini: “Data la crsi, ci sono poche risorse” e noi possiamo ribattere che se davvero è così, mai perdersi d’animo, basta impegnare bene quelle a disposizione. Attenzione regione, non voglio avere la pretesa di fare il Vostro lavoro, e magari di farlo meglio, però a fronte di tanti sprechi e scandali, che tutti vediamo in tv, sui giornali, sui blog ( i casi dell’ ospedale San Raffaele, della Fondazione Maugeri, l’assunzione da gennaio ad oggi, da parte del comune di Milano, di 44 nuovi consulenti, tra cui assoldato il ritrattista dei cani ), chiedo a questo punto professionalità e correttezza proprio a fronte del ruolo che ricoprite. E’ arrivato il momento di riqualificare la Vostra immagine. La prova migliore? Mettere tutto l’impegno per sostenere i disabili, parte ancora attiva di questo paese, compensando tutte le risorse mancanti.

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6 risposte a “Tremila persone in piazza a Milano contro i tagli alle politiche sociali

  1. Cara Lena
    condivido a pieno l’entusiasmo per la buona riuscita della manifestazione, che già conoscevo avendo letto il comunicato di Lheda, ciò però, non fà cambiare la mia opinione sulla politica e tanto meno sui politici, che costringono a manifestare una categoria di persone già in possesso di diritti inalienabili sanciti dall’ ONU e mi domando, senza per l’altro trovare risposta il PERCHE’ queste persone sono costrette a manifestare, negli innumerevoli rivoli del torrente dei finanziamenti alla categoria, per caso non vi saranno delle lobbie che condizionano a scopo di lucro anche questo settore sociale.
    Ho già scritto in metafora quello che personalmente penso della sig.ra Fornero, che ha operato il grande taglio dei finanziamenti, sicuramente esisteranno altre forze negative che non escono alla luce, o semplicemente io non le vedo.
    I costi e i disagi dei manifestanti saranno rifusi con il risultato ottenuto? speriamo proprio di si! vero signori della politica ? o continuate a tenere la testa sotto la sabbia per non guardare il problema ?
    ti saluto caramente
    Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, è bello leggere che avevi già saputo dell’esito di questa nostra importante manifestazione, leggendo sul sito di Ledha il loro comunicato stampa; certo avrei voluto un risultato che sfiorasse l’eccellenza e un ancor maggiore interesse nazionale. Nonostante il mio piccolo elogio alla regione, per la cifra integrata nell’immediato della manifestazione, anche io non cambio idea sulla classe politica e la classe dirigente del nostro bel paese. Purtroppo, come già ho espresso nei miei pezzi e nelle risposte ai commenti che mi arrivano, per loro è più comodo non considerarci, ignorarci come persone che fanno invece realmente parte della società e del numero complessivo di popolazione in Italia; con la tua metafora della testa sotto la sabbia hai reso perfettamente l’idea infatti questo è il comportamento dei nostri governanti. Non dobbiamo mollare, dobbiamo restare sempre vigili; scelta di comportamento che dovrebbero adottare tutti, tutta la popolazione indistintamente, non solo noi disabili. Questo è semplicemente il mio pensiero.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Ciao Lena
    leggo sul blog gli invisibili, una notizia di vita, di grande speranza, per la possibilità di fare percorsi da velisti, specializzati per disabili, queste iniziative sono molto belle, anche se non sò in quanti se lo possono permettere economicamente.
    Sul blog di Fabiana Gianni leggo invece la disperazione e la tristezza di una situazione simile a molte altre, una famiglia in grave difficoltà, con uno dei tre figli disabile, “snobbato” da chi dovrebbe dare aiuto concreto.
    Come al soltito non vi è equità e come al solito chi distribuisce la non equità, guarda caso sono sempre le stesse strutture pubbliche, che riescono a stabilire con “certezza” chi deve stare male in questo mondo dei disabili, questa è l’ingiustizia che mi disturba e mi infastidisce, perchè il forte deve sempre infierire sul debole! dovrebbe esserci la via di mezzo! un pò meno a chi ha tanto e un pò di più a chi non ha niente e tanto difficile ?
    Spero che tu stia bene, per dare linfa al Tuo blog, ciao a presto Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, la verità è che non sto mai bene; intrappolata in una vita da disabile vissuta, come tu stesso hai detto, nel modo in cui le nostre istituzioni vogliono. Continuo a ripeterlo, e penso che non mi stancherò mai, è già dura convivere con una malattia, figurati quando ci si mettono anche le altre difficoltà, quelle sormontabili e quindi eliminabili, ovviamente se solo ce ne dessero possibilità e mezzi. Sai, ogni giorno, si mettono insieme le forze rimaste e si combatte a denti stretti. Un altro aspetto importante è che per fare una vita più o meno normale occorre avere risorse economiche e sono queste che mancano; le briciole che lo Stato ci eroga servono solo, e non bastano, per tutto ciò che ruota intorno all’assistenza medica. E tutto il resto? Vacanze (alberghi a norma pochi e prezzi alle stelle), gite, corsi sportivi o intellettuali o manuali, pizza, gelato, vestiti (calze,mutande,magliette)…Qualcuno può dirmi che si tratta di cose banali, frivole ma io non sono d’accordo. Non possiamo essere costretti a stare in un letto a guardare il soffitto perchè non ci si può permettre nulla. Sono situazioni molto reali; tante famiglie non hanno possibilità economiche e così la vita si complica ulteriormente. La vita non può essere privazione per nessuno, quindi neanche per noi già privati della salute. Il blog gli Invisibili lo seguo già da tempo e ora, approfitto della tua segnalazione, per consultare anche quello che mi hai appena indicato nel tuo commento.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. ciao Lena,
    perchè la verità che ci racconti non sia scritta sul ghiaccio ma sulla roccia, scalfita in maniera indebile, c’è il bisogno di amplificarla.
    E’ inammissibile per una persona comune, quale io sono, ricevere un messaggio tanto toccante e non poter fare nulla, questo immobilismo che non riguarda soltanto la mia persona, ma riguarda anche e sopratutto chi coscientemente, in maniera menefreghista, gestisce ciò gli viene chiesto dagli elettori di gestire.
    Ho già espresso in più occasione il mio pensiero sui politici e amministratori dello stato, per il caso che ti riguarda, non conosco sostantivi che possano figurare i personaggi di cui si parla, talmente forte è la rabbia interiore che mi induce a dire: ci vorebbe la legge occhio per occhio dente per dente e poter giudicare, punire le malefatte, per il non rispetto delle laggi sulla condizione dei disabili.
    Solo chi è stato o è vicino al male (fisico) può capire un’ammalato a prescindere da quale sia la malattia, aggiungi poi il disagio derivante da una scarsa disponibilità di denaro ed è fatta la frittata, se alla fine vogliamo la morte fisica per queste persone lasciamole sole.
    Scusami per lo sfogo, non mi interessa se sembra che questo blog possa servire soltanto a noi, confermo, per tutti, che ci conosciamo soltanto attraverso questo blog, non vi è alcun altro vincolo ci accumuna, continuo a credere nell’utilità di un mezzo diffusivo come questo per portare alla luce tutto ciò che circonda il mondo di Lena.
    saluti e grazie. Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, come prima cosa devo ringraziarti per tutte le parole e i pensieri che spendi per questa causa cioè il mondo della disabilità. Sai come per ogni cosa, ognuno tende a guardare il proprio mondo, perchè comunque al suo interno ognuno ha problemi e difficoltà. E penso anche di capirle queste persone perchè purtroppo, non ci si può fare carico di tutte le difficoltà che, quotidianamente, si affacciano sulle nostre vite. Il mio cuore mi dice che non posso colpevolizzare le persone che mi circondano perchè non intraprendono le mie stesse battaglie. Questo non significa che non mi piacerebbe che le persone avessero più coscienza sociale (non occupare con l’auto il posto dei disabili, non fare della discriminazione, rispettare il diritto di precedenza dei disabili) con gesti concreti ; questo rappresenterebbe davvero un piccolo traguardo; un gesto che non costerebbe sacrificio a nessuno. E’ altrettanto ovvio che chi comprende meglio il mondo dei disabili è sicuramente chi lo vive sulla propria pelle e tutte le persone care a loro vicine. Anche io vorrei, con tutto il mio cuore, che i diritti dei disabili, espressamente già scritti nella costituzione italiana e nella carta dell’Onu, fossero scalfiti sulla roccia così sarebbero davvero indelebili; ma diventerebbero davvero indelebili anche nella mente delle persone, in particolare i governanti del nostro “assurdo” paese? Su questo nutro profondi dubbi, purtroppo! Confermo che questo blog deve servire a tutti, a tanti, a chi attraverso me e le mie parole vuole far risuonare come un eco sofferenza, frustrazione, dolore, solitudine, indifferenza, egoismo e tantissimi altri sentimenti.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

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