Asl di Empoli dice:” No alla nuova carrozzina elettrica”

Eccomi qua, ancora una volta disgustata dall’ennesimo comportamento discutibile da parte di un ente pubblico.

Venerdì 27 aprile striscia la notizia si è fatta portavoce della storia di Amato, un ragazzo di 20 anni affetto da distrofia muscolare, grazie alla segnalazione di Valeria, una sua ex insegnate. Amato vive a Corazzano di San Miniato (Pisa) e da un anno combatte con la Asl perchè gli cambino la carrozzina elettrica in uso con una nuova; l’esito della richiesta è sempre stato negativo. Il motivo di questa richiesta è data dal fatto che la carrozzina presenta dei problemi tecnici: la batteria non regge più la carica, problemi alla centralina e spesso è guasta. Lui procede a darla in riparazione ma quando rientra in suo possesso presenta gli stessi problemi. Il ragazzo è in possesso di tale carrozzina dal 2007, quindi la Asl, come giustificazione al suo no, spiega che ci sono dei tempi da rispettare tra il rilascio delle due carrozzine (devono trascorrere 6 anni, nel caso di Amato siamo a quota 5). Come sarà andata a finire? Non credete che sia ovvio?

E’ dovuto intervenire un comune cittadino, Angelo Giuntinelli, vice presidente Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare della sezione di Pisa, che gentilmente ha donato a questo ragazzo una carrozzina elettrica che era in suo possesso.

Consiglio alla Asl di visionare il decreto ministeriale del 28 dicembre 1992, articolo 8 direttamente dal sito del ministero della salute. Posso capire che l’ente preposto sia oberato di lavoro, però qualche minuto per verificare ciò che già dovreste sapere, dato il lavoro che svolgete ogni giorno, potevate trovarlo! Gli operatori dovrebbero già conoscere le regole da seguire davanti a questi casi, nel dubbio basta consultare le direttive del ministero.

Io stessa, non essendo molto convinta della problematica dei tempi da rispettare, da parte della Asl nell’effettuare il cambio, ho fatto qualche ricerca. Così ho trovato la risposta che voglio condividere con Amato, la Asl e il ministro della salute Renato Balduzzi.

Dopo una lettura del decreto, credo di aver compreso alcune cose, quindi ho tratto alcune conclusioni. Il ragazzo alla assegnazione della prima carrozzina era minorenne quindi in età evolutiva e il ministero fa decadere le tempistiche tradizionali previste, perchè sicuramente sarà necessario modificare o sostituire il presidio con tempi che variano da soggetto a soggetto, ovviamente supportati da controlli clinici. Questo credo sia il primo errore nella interpretazione del decreto, che si compone di più articoli. Poi dal decreto si evince che in caso di rottura, ovviamente con accertamento dell’evidente danno, o impossibilità tecnica della riparazione o della non convenienza economica della riparazione o della non perfetta funzionalità del presidio riparato o particolare usura del presidio, per la carrozzina è prevista l’immediata sostituzione. Tutte queste casistiche dovevano essere valutate da voi della Asl. Perchè non avete preso in considerazione tutte queste particolarità? Dovreste contattare Amato e provvedere a prestare un servizio corretto, nel rispetto della normativa.

Caro ministro Balduzzi, invece di pensare solo a fare tagli su tagli e arrivare a negarci l’innegabile, non è il caso di vigilare sulla applicazione concreta delle normative emanate dal ministero che Lei rappresenta? Sono disposta a confrontarmi con Lei e con Asl sui problemi della disabilità. Potremmo parlare di ciò che realmente serve così magari eviteremmo sprechi e tagli inutili.

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13 risposte a “Asl di Empoli dice:” No alla nuova carrozzina elettrica”

  1. Mi scusi signor ministro, invece di dare a queste persone diversamente abili aiuto voi tagliate!, vorrei consigliarle che se lei avesse un parente con gli stessi problemi non credo che pure lei sia contento. Vorrei fare a lei e i suoi colleghi, dato che siete così bravi con i tagli perchè non vi tagliate pure voi i finanziamenti e gli stipendi perchè i nostri non li vediamo più,non fanno tempo ad arrivare sul conto corrente che vanno in tasse!. Si domandi il perchè ho lo devo fare io!. grazie.

    • Ciao Gianfranco, io personalmente sto aspettano che anche loro si adattino (dal punto di vista economico) e si prestino ad un generoso contributo alla situazione disastrosa del nostro paese. Hai ragione chi ha la fortuna di avere ancora uno stipendio, neanche lo vede, va tutto in tasse e spese varie…
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Come al solito in Italia deve intervenire STRISCIA LA NOTIZIA per risolvere i problemi,figurarsi se i dipendenti delle ASL hanno il tempo di fare una ricerca!!Tra caffè al bar,al mercato a fare la spesa,al bancomat a prelevare o addirattura a fare un altro lavoro in nero, dove trovano il tempo per fare il loro dovere!!!Basterebbe usare il computer ma bisognerebbe spiegargli intanto come si accende!!Che dire poi del Ministro Balduzzi complimenti per l’incompetenza sua e del suo ministero ma comunque non avevamo dubbi,le persone competenti non sono sicuramente alle dipendenze dello STATO.Prenda la NOSTRA auto blu e vada a risolvere i veri problemi invece di fare solo chiacchiere!!

    • Ciao Fabrizio, purtroppo l’assenteismo è un altro cancro, degli enti pubblici, del nostro paese… Il compito degli enti pubblici è di dare un servizio completo ai cittadini, ma questo difficilmente avviene; se ti va bene ricevi un servizio a metà, altrimenti neanche quello. Loro si che sono spudorati; nonostante i numerosi servizi in tv in cui con telecamere li sorprendono sul fatto, loro senza ritegno proseguono imperterriti e addirittura, in alcuni casi, si nega l’evidenza; è uno schifo! Spudorati! Dove sarà la dirigenza per controllare. Forse a bere il caffè. Tanto chiedere spiegazioni a loro non servirebbe, direbbero impossibile e che non sanno nulla di questi atteggiamenti. Uno schiaffo a chi lavora con coscienza e dedizione. Poi, per assurdo, in una giornata come oggi i sindacati scendono in piazza a dire come i lavoratori vengano stritolati e sottomessi dal sistema ma a guardare quei lavoratori non sembrerebbe, al massimo siamo noi utenti le vittime. Fidati so per certo che i disabili ne avrebbero da raccontare. Un esempio è proprio la storia di questo articolo.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. IO sono del parere che il ministro Balduzzi non è ingrado di comprendere i disaggi di un disabile, e quindi per far si che comprende il significato la parolo DISABILI o Diversamente Abile.
    Potrebbe fare delle esperienze stare legato in Carrozzina per una 15 di giorni, e poi vorrei vedere se la suo apunione cambia ?????????? Sig. ministro non ho paura a dirle che si deve solo VERGOGNARE…….

    • Ciao Salvatore, purtroppo il ministro Balduzzi non comprende che i disabili come me sono sempre i primi a essere sacrificati per il paese; vengono colpite sempre la nostra assistenza, le nostre pensioni, la nostra autonomia, la nostra salute, insomma veniamo colpiti noi, sempre noi in maniera decisa e immediata, senza tentennamenti.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. Salve a tutti. Scusate il mio intervento che potrebbe suscitare un mucchio di polemiche. Io sono invalida ed anche ex statale. Vorrei far presente che non tutti coloro che sono assenti, sono “assenteisti” in senso dispregiativo, qualsiasi cosa ne pensino quelli del pubblico che, a volte, hanno delle aspettative assurde. L’impiegato statale può essere ammalato, invalido, può fare più lavori all’interno dello stesso ufficio, per cui non ci si può attendere, ad esempio, che un commesso statale o un ispettore o un addetto alla vigilanza sia in due o tre posti diversi allo stesso tempo e non parlo del bar. Sì, è vero che qualcuno potrebbe impiegar meno per la pausa caffè, però è anche reale che poi si fermi spesso GRATIS quando serve. Alla Direzione Provinciale del Lavoro (ex Ispettorato del Lavoro), all’ASL ci sono persone che escono per servizio, ci sono all’INPS, all’INAIL, alla Finanza, ecc e c’è stato uno stuolo di commessi addetti ai servizi al di fuori dell’ufficio. Non si va fuori a fare un altro lavoro in nero, si va fuori per l’ufficio a svolgere mansioni che DEVONO essere svolte fuori, altrimenti si manca al proprio dovere relativo allo status dell’impiegato pubblico. Siccome non tutti possediamo il dono dell’obiquità, e, se l’avessimo, probabilmente avremmo fatto altro, è chiaro che se se una è andata in posta a ritirare la corrispondenza dell’Ufficio o a portarla, se è fuori per distribuire lettere (sempre dell’Ufficio a cui appartiene), se è fuori in ispezione per i cantieri o per gli esercizi commerciali o se è in missione in altra città, non può essere anche in Ufficio ed, a volte, se sei fuori per tanto tempo, non puoi essere anche dietro alla scrivania a rispondere AL PUBBLICO, A FARE FOTOCOPIE, A RISPONDERE AL CENTRALINO O, COMUNQUE, ALLE DOMANDE DELLA GENTE AL TELEFONO AL TUO INTERNO, poi, magari, mentre sei fuori in servizio, vescica ed intestino brontolano e premono. Si entra in un bar per riposare due minuti e, soprattutto, scaricare il biologico….Poi ci sono le pause pranzo…C’è gente che pretende i servizi anche quando l’Ufficio è chiuso. Se si può, si accontenta, ma non deve essere un vizio…Poi i villani ci sono sia tra gli impiegati statali che in quelli comunali, che negli uffici privati, negli asili, tra i genitori, tra gli utenti e gente con cui sarebbe meglio non avere a che fare. E’ vero che c’è qualcuno che, forse, fa il furbo, ma ci sono anche tante persone oneste che lavorano come meglio possono e lo Stato permette. Gente, se lo Stato medesimo continua a tagliare i fondi agli Uffici Pubblici, come pretendete che riescano a lavorare? Dove si dovrebbero scrivere le lettere, i provvedimenti amministrativi, ecc se mancano i fondi per la carta o per comprare penne, cartucce per stampanti, fotocopiatrici, fax, ciclostilatrici, se mancano quelli per telefonare al pubblico se serve, per spedire determinate cose, ecc. Se gli impiegati non hanno materiale e stipendi con cosa dovrebbero fornire i servizi?

    Può essere che soldi per comprare la carrozzina non ne avessero davvero, ma non è colpa dello statale, forse è colpa di chi gestisce il pubblico pensiero, il pubblico denaro a monte, ecc. Non è che l’impiegato se ne infischi, è che, forse, è quello che gli mandano e gli permettono!!!!! Non si può prendere né statali, né invalidi, né extracomunitari, ecc. come capro espiatorio delle cose che non vanno. L’amore è alla base di tutto. Cercare di capire, di informarsi, di non farsi montare la testa da qualche virus umano che gode nel mettere zizzania tra i suoi simili è importante. Cercare la verità nelle cose, quella vera, non quella che ti viene propinata da chi non sa nemmeno ciò che dice e quello lo fa addirittura alle spalle, così non ci si può neanche difendere e spiegare, sempre che l’altro abbia idea di ascoltare e mettersi nei panni altrui. Amore e rispetto da ambo le parti: questo ci vuole.
    Certo che è necessaria la carrozzina per il ragazzo disabile e che i fondi ai malati e anomali non vanno assolutamente tagliati e neanche quelli agli uffici amministrativi che sono al servizio del cittadino. Le uniche cose che bisognerebbe tagliare sono gli sprechi assurdi e le lingue inique… (per inciso, le macchine blu spesso servono, altrimenti le cose molto pesanti non si riesce a trasportarle). Io sono quasi sempre andata fuori in sevizio di commessa statale a piedi o con l’autobus, però quando ci sono arrivate migliaia di lettere, l’autista dell’Ufficio è venuto a prendermi…con l’auto dell’Ufficio. Diversamente, non avrei mai potuto portarle, soprattutto dopo che ho avuto problemi anche con gli occhi e non ho guidato quasi più. Ho fatto questo quasi per trent’anni, su e giù per la città, mentre qualcuno pensava forse che fossi in giro per i fatti miei o che fossi così strana da andarmene in giro con un cartello sul petto (tesserino di riconoscimento). So che non c’entra niente con la carrozzina, ma c’entra con quello che si pensa degli statali che, nell’immaginario collettivo, sono solo dei lazzaroni senza cervello.
    Io suggerirei: conoscere per capire, in qualsiasi campo, così non si taglierebbero gli ausili, non lo si farebbe con le pensioni, non si guarderebbe il colore della pelle, ma solo ciò che si ha nel cuore.
    Mi chiedo perché cose lapalissiane debbano apparire tanto difficili da intendere.

    FINE

    • Ciao Bruna, purtroppo il mio pensiero non positivo verso gli enti statali nasce dalla conoscenza di molte esperienze di persone invalide. Sono la prima a dire che non si può generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio. In ogni campo succede che a causa del comportamento di alcuni, il giudizio sull’intera categoria venga influenzato negativamente. Purtroppo dopo le tante esperienze viste e vissute mi dispiace dire che, sono troppo poche, le situazioni in cui professionalità, competenza, intelligenza e cortesia sono fuori dal coro. Sulla problematica, l’esempio di Amato, il ragazzo di Corazzano credo parli da solo e possa insegnarci tante cose.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Buongiorno.
    Vorrei intervenire in questa discussione per portare un mio piccolo pensiero che è il seguente:
    molto spesso chi è preposto a risolvere tali problematiche si giustifica adducendo a problemi economici e/o a tagli di fondi ma per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che il vero problema sono gli sprechi dettati da normative assurde ( a meno che nel frattempo, essendo trascorso oramai qualche anno, la situazione non sia cambiata ! ) e cerco di spiegarmi meglio.
    Mia madre, deceduta oramai da qualche anno, era affetta da Morbo di Alzheimer con invalidità riconosciuta al 100% e, durante il lungo travaglio che accompagna tale malattia, abbiamo scoperto che aveva diritto GRATIS ad una sedia a rotelle ed a un letto con materasso antidecubito presentando semplicemente una richiesta dello specialista che l’aveva in cura. E così è stato, senza alcun problema ( anche con nostro grande stupore!!! ).
    Dopo qualche anno si è resa necessaria la sostituzione della carrozzina da esterno con una da casa più comoda e, altrettanto semplicemente, ci è stata fornita sempre GRATIS.
    Il problema, con mio grande stupore, è stato quando ho dato per scontato che la precedente carrozzina IN OTTIME CONDIZIONI la riprendessero indietro per fornirla a chi ne avesse bisogno o a qualche struttura ospedaliera ( che spesso ne sono sfornite o ne hanno alcune in pessime condizioni ) o eventualmente anche ad un centro che accoglie persone anziane o disabili.
    Ma la risposta è stata che NON era così e che di tale carrozzina potevo farne quel che volevo compreso il portarla in una discarica!!! SEMPLICEMENTE ASSURDO!!!
    Perché creare tali sprechi quanto si potrebbe riutilizzare almeno ciò che è possibile?!?!?
    Noi a quel punto l’abbiamo donata alla struttura ospedaliera che aveva assistito in maniera encomiabile nostra madre con mille ringraziamenti da parte loro che ne avevano veramente bisogno, ma quanti invece alla fine le gettano via contribuendo a tali sprechi?!? Non sarebbe preferibile, magari perdendo un pò di tempo ma facendo il nostro dovere civico invece di lamentarsi solamente che le cose non funzionano, donare tali attrezzature a chi ne ha bisogno e magari non se le può permettere e le strutture non gliele forniscono invece di gettarle via ?!?
    E dal punto di vista delle istituzioni, non sarebbe preferibile modificare tali norme prevedendo il ritiro di queste attrezzature eventualmente spendendo anche qualche euro per riparare qualche piccolo danno che potrebbero avere ma sicuramente spendendo meno rispetto a comprarne sempre di nuove?!?
    Ma forse se le cose funzionassero realmente ci sarebbero meno sprechi ……. ma da tali sprechi probabilmente c’è chi ci guadagna personalmente!!!
    POVERA ITALIA!!!
    P.S: per dovere di cronaca, una volta che purtroppo nostra madre è deceduta abbiamo provveduto a donare ad una persona anziana con gravi problemi fisicie che ne aveva necessità sia la seconda carrozzina che il letto con il materasso antidecubito.
    Ma non ci siamo sentiti particolarmente speciali nel far questo, per noi era semplicemente NORMALE fare ciò.
    Un caro saluto a tutti.
    Fabio

    • Ciao Fabio, grazie per il tuo racconto di vita vissuta, soprattutto perchè hai condiviso con tutti noi un esempio di spreco di un ente come Asl. Purtroppo secondo me di esempi dal nord al sud del paese ce ne sono tanti, anzi troppi e bisognerebbe dare un bel taglio a tutto questo. Anche io penso che con questi bei gesti rientriamo nella normalità; è tutto ciò che ci circonda a risultare anormale.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  6. Cara Bruna, 65000 auto blu in Italia e meno di 100 in Inghilterra non ti sembra un pochino sproporzionato! Ma chi le usa queste macchine? Dove sono? Usate macchine blindate dil usso per spostare cose pesanti? Ma speriamo di no sarebbe vergognoso, casonmai mezzi di servizio meno costosi. Paragonare i tagli alle penne, carta per stampante e altro alla carrozzina per un ragazzo malato di distrofia muscolare è SCANDALOSO così si distrugge la dignità di vivere a una PERSONA! Fa parte della nostra cara COSTITUZIONE! Per quanto riguarda gli statali, comunali, dipendenti delle regioni e altri sono la stessa cosa. Ti posso fare un esempio che è alla visione di tutti gli italiani: una persona diversamente abile può andare in giro da sola? Assolutamente no, perchè marciapiedi, strade, esercizi pubblici, farmacie, case, palazzi, caseggiati, ospedali, banche e chi ne ha più ne metta non sono assolutamente a norma. Ci sono leggi molto datate sulle barriere architettoniche eppure chi rilascia il permesso di fare? E allo stesso tempo non rispettare niente? SICURAMENTE NOI PRIVATI (basta crederci con convinzione)

  7. solitamente gli anni di attesa tra il rilascio di una carrozzina e un’altra è di 4 ANNI non 6, se il problema si è protratto a lungo per quanto riguarda la batteria essa è sostituibile andando all’ortopedica che ha rilasciato l’ausilio in possesso dell’invalido, naturalmente a spesa dellìASL, è comunque una vergogna, mia figlia è affetta da tetraparesi, fino a 4 anni fa accedeva all’ASL per la fisioterapia, poi mi è stato risposto che preferivano “sprecare” i soldi per qualcuno che avrebbe potuto recuperare (testuali parole della fisiatra), poi sono riuscita ad accedere in un centro privato convenzionato S.S.N ma ora da circa 6 mesi mia figlia è in attesa per poter accedere nuovamente al servizio fisioterapico…. una vera vergogna e a rimetterci sono sempre i più deboli

    • Ciao Rosella, il decreto del 1992 del ministero della salute definisce come tempistica 6 anni poi, credo che ogni regione possa applicare delle variazioni alla tempisitca. Purtroppo per il cambio della batteria è sempre necesssario il passaggio all’Asl, sia per la riparazione, attraverso il centro specializzato da loro indicato, sia per la sostituzione in quanto non più riparabile; occorre però ricordare che nel caso specifico, Amato ha subito nel corso degli anni un processo evolutivo quindi credo proprio che il cambio fosse indispensabile. Tutto questo ovviamente se ci si vuole mantenere all’interno della copertura garantita dal SSN. In caso contrario una persona potrebbe rivolgersi autonomamente ad un centro ortopedico nella propria città , ovviamente la spesa diventa interamente a carico dell’utente.
      Purtroppo l’assistenza, come hai pototo riscontrare, è un problema pesante in Italia. Sta diventando sempre più complicato far valere i propri diritti di malato.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

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