E a noi? Non ci resta che piangere!

Credetemi! Pensavo che noi le lacrime le avevamo terminate per affrontare il calvario della malattia. Infatti la malattia ci ha lasciato solo la rabbia, un sentimento che i medici classificano come complementare alla malattia, e che ti insegnano, con della psicanalisi, a gestire. Ma ecco che, quando meno te lo aspetti, devi fare di nuovo scorta di fazzoletti usa e getta, perchè ogni giorno siamo costretti a fare i conti con privazioni di ogni genere, per primo si viene privati della autonomia personale, e devi forzatamente farci il callo. Si va dai servizi che lo stato dovrebbe garantirci a 360°, ma c’è qualche falla, a ciò che semplicemente ci piacerebbe: una pizza fuori casa, una gita fuori porta, un indumento solo perchè piace. Poi, i nostri occhi ci fanno vedere ciò che voi non vi fate mancare: case, terreni, gioielli, cene, vacanze, macchine, barche. Sembra impossibile, il divario tra le classi sociali é diventato insostenibile; ora si passa dallo sfarzo assoluto alla michetta di pane che manca dalle tavole.

Questa vita è davvero motivo di pianto e disperazione. Per favore non fateci pesare che questa situazione ce la siamo creata noi, unici responsabili, non pagando le tasse e commettendo irregolarità ai danni dello stato; attenzione è questo che trapela. Noi sicuramente un po’ di responsabilità ce l’abbiamo anche, senza dubbio, ma i costi che ruotano intorno alla politica hanno dato il loro contributo decisivo. Come dire hanno dato il colpo di grazia a questo paese. E’ proprio l’intero sistema che va riformato ma a partire dalle radici. Voi procedete imperterriti, stringere la cinghia sempre più, togliendoci il respiro. La maggior parte di noi malati vive già chiusa tra le quattro mura, che sembra si stringano sempre più e prima o poi ci resteremo intrappolati. Qualche persona, anche se non malata, è già rimasta intrappolata dalla propria vita e si è vista costretta a gesti estremi. Sicuramente subentrano tanti aspetti che portano al suicidio; non ce la facevano più, secondo me, sono arrivati a sentirsi inadeguati per sè e per le loro famiglie. Non potersi prendere cura della propria famiglia è il peso più grande.

Insomma meritiamo delle spiegazioni, lo dovete principalmente a chi non ce l’ha fatta e a chi resta per piangerli. E a chi, malato come me, si aggrappa con le unghie, con i denti a questa assurda vita. Per quanto assurda mi piace viverla. Per favore non costringeteci a privarcene. Nel lontano 1993 gli italiani, con un referendum, hanno detto basta ai finanziamenti pubblici ai partiti ma, eccoli qua, è l’ennesima presa in giro. Adesso li hanno reintrodotti sotto mentite spoglie, cambiando semplicemente loro il nome: rimborsi elettorali. Qualunque sia il loro nome conta la sostanza. Chiamateli come volete tanto di fatto non andrebbero riformati ma eliminati. Vista la situazione del nostro paese, dovremmo essere tutti coesi per l’abolizione immediata. Dato tutto quello che voi ci state dimostrando, sembra che facciate a gara, noi non possiamo provare della compassione per nessuno. Poi la compassione? Che brutto sentimento non lo vorremmo associato neanche a noi malati.

Pensavo: “Ma come è fatto un lingotto d’oro?” Io non l’ho mai visto dal vivo ma solo nei cartoni animati e nei fumetti.

Parlamentare mi rivolgo a te per presentarti queste persone: papà precario, mamma disoccupata, bimbo disabile psichico, tetraplegico, paraplegico, esodato, invalido, malato terminale, anziano solo, nuovi poveri in coda alle organizzazioni caritatevoli per avere un pasto caldo, cassaintegrato, e sai quanti altri? Scusatemi se qualcuno di voi non è stato nominato. Per raggrupparli tutti ci vorrebbe uno dei tanti palazzi che lo stato possiede; anzi forse non basterebbe. Ti stai chiedendo perchè te li ho presentati? Principalmente perchè penso che tu non li conosca e prendendoti l’incarico, dopo le elezioni, di rappresentarli dovresti conoscere la storia di ognuno di loro.

Dovresti fare una cosa per me: guardarli negli occhi, poi osservare diamanti e lingotti e chiederti: “Come posso io…”

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27 risposte a “E a noi? Non ci resta che piangere!

  1. Cara Lena,
    mi affaccio per la prima volta nel tuo blog e sono rimasta molto colpita dalle tue parole… io rientro nelle categorie sopra citate e sono arrabbiata quanto te per le ingiustizie che giornalmente si compiono sotto i nostri occhi… vorrei tanto che il tuo messaggio venisse interamente letto al parlamento da un politico onesto… ma sappiamo che questo non avverrà mai… e sappiamo anche perchè!!!
    Mi sento solo di dire che se esiste una giustizia divina( visto che quella terrena ahimè scarseggia) prima o poi pagheranno le loro malefatte e piangeranno lacrime amare come quelle che giornalmente per colpa loro scorrono sui nostri volti…

    • Ciao Miriam, anche io vorrei tanto che i nostri parlamentari leggessero queste mie parole, anche perchè sono indirizzate a loro. Nella vita, per esperienza, mai dire mai. Mi fa piacere che sei rimasta colpita dalle mie parole.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Lena cara,
    del tuo articolo voglio cominciare l’analisi dalla fine, tutti i politici anche gli amministratori locali la faccia la devono mettere in vista PRIMA delle elezioni, gli elettori hanno il diritto di sapere chi votano, quali siano le loro idee nei confronti del complicato panorama sociale italiano e giustamente devono interfacciarsi, rispondere a viso aperto alle interpellanze di tutti, VEDRESTI CHE SELEZIONE !
    Dobbiamo anche ricordare che i capovolgimenti (come stiamo vedendo in queste ore per le politiche Francesi) sono la giusta alternanza, caro Formigoni (17 anni di carica regionale) per fare in modo di impedire i lacci e legacci più o meno scandalosi della politica, dovete lasciar decidere al popolo da chi si vuol fare amministrare e non decidere coi giochini a chi spetta la poltrona!!!
    Le poltrone della politica devono essere roventi, devono essere difficili, occupate da persone serie, impegnate, propedeutiche al benessere dei cittadini non già soltanto dei politici e dei loro amici, gli italiani sono stati nel passati disposti a sacrifici e ancora lo sarebbero se dopo l’emergenza (quella vera) vi fosse un piano di sviluppo, una giusta redistribuzione del reditto, che permetta alla vita la dignità di essere vissuta.
    Vi rendete conto politici a tutti i livelli di quanto scrive Lena, che alza la voce anche a nome di tanti (troppi) che vivono la vita nel calvario quotidiano di una malattia ? ditelo se vi piace sapere che amministrate un popolo in lacrime, disoccupati, mai occupati, pensionati mancati, si Fornero la Sua più grande produzione ATTUALE è creare queste situazioni.
    E’ compito dei lavoratori, dei disabili, dei disuccupati, dei pensionati, aiutare le banche al recupero del profitto? ci pensi, perchè noi pensiamo che Lei stia facendo esattamente questo.
    Non nascondetevi vergognosamente, qualcuno vi avrà avvisato dell’esistenza di questo blog, non snobbatelo, in fine ci farebbe piacere conoscere qualche vostro pensierino, puchè veritiero.
    Ciao Lena grazie di esistere.

    • Ciao Giuseppe, in quanto alla selezione hai ragione; dopo tutto quello che stiamo vedendo di questi tempi sicuramente il nostro metro di giudizio adesso è sopraffino! Quindi sotto a chi tocca, senza nessuna pietà. Ovviamente tutto questo comporta una bella pulizia nei partiti perchè, altrimenti, le cosiddette mele bacate andrebbero, con ogni mezzuccio, a intaccare quelle buone (purtroppo i tanti soldi sono una forte attrazione, difficile resistere) che noi abbiamo diligentemente scelto. Attenzione parlamentari non basta cambiare nome al partito; dovreste ormai essere pratici, è come la ristrutturazione di una casa, non può bastare sistemare la facciata di una casa non più agibile, non più a norma, bisogna rifarla completamente e senza tralasciare alcun dettaglio. Sai a dirti la verità mi piacerebbe vedere l’arrivo di un commento da parte della politica. La disabilità tocca talmente tanti aspetti che ci sarebbe almeno una domanda per ogni ministro. Io sono pronta a confrontarmi, ne ho tante di idee anche se sono una persona comune. Io sono qua. Potrei aggiornarli su tante cose, tutte da fare e magari anche a costo 0. Grazie Giuseppe della fiducia e della stima.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. bellissimo articolo lena. ti leggo per la prima volta e con piacere. Ah fresca di oggi: spread a oltre 400, quando il nostro presidentissimo Monti 15 20 gg. fa con lo stesso a 300 annuendo aveva detto “e scenderà ancora!”…questi navigano nella nebbia…

    • Ciao Italiota, mi fa piacere che tu abbia trovato il mio blog. Hai ragione sembra che vivano su questo pianeta e invece poi sono in una altra dimensione. Viene da chiederselo spesso:”Ma noi e loro viviamo nella stessa Italia?”
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. A noi tra un pò non potremo più piangere perchè ci tasseranno pure le lacrime, loro piangono solo quando vengono toccati nei loro traffici illeciti dicendosi sempre allo scuro di tutto!. Ma quando la capirete che il problema del paese siete voi signori politici è!!!!!!!!!!!!!!!!!!. grazie per lo spazio.

    • Ciao Gianfranco, speriamo di no, altrimenti con tutte le lacrime che versiamo (chi per malattia, chi per il lavoro che non ha, e via con un elenco ormai infinito) uno stipendio non basterebbe più.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Coraggio perchè i nostri governanti ci considerano solo mucche da nutrire e mungere finchè possibile, poi macellarci. Purtroppo poteri oscuri manovrano dietro le quinte, portandoci a momenti ancora più terribili.
    Come resistere? Dimostriamo alle autorità superiori che noi, cittadini, siamo più forti di loro. Vorrei proprio vedere quanti di lor signori potrebbero tirare avanti la famiglia con soli 650 euro al mese!
    Personalmente cerco di accontentarmi, visto che in altre parti del mondo non c’è neppure questo…
    però da qui a dire che l’assistenza sociale dovrebbe garantire un’esistenza dignitosa… ce ne corre.
    Potremo farcela solo cambiando i nostri sentimenti e agendo altruisticamente gli uni verso gli altri, come insegna il cristianesimo.. non la cristianità, visto che cotribuisce a spartirsi la torta.

    • Ciao Graziella, soprattutto dimostrare che abbiamo orecchie per sentire e occhi per vedere. Questo è il momento giusto! Mai mettere la testa sotto la sabbia; noi abbiamo tutto il diritto di camminare a testa alta.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  6. Lena, hai espresso benissimo i pensieri comuni, tutta la rabbia, la preoccupazione per il futuro, la frustrazione che proviamo in questo periodo così nero per l’intera Europa ma soprattutto per l’Italia. E’ durissima per tutti, anche per chi ha uno stipendio o una pensione, figuriamoci per chi non riesce a trovare lavoro o ha un reddito così basso da non permettergli di soddisfare neanche le esigenze primarie. E non si vede una via d’uscita, anzi. Più di così, noi cittadini, cosa possiamo fare?

    • Ciao Laura, purtroppo, data la drammatica situazione in cui ci troviamo, il tunnel è molto lungo, buio e pieno di insidie. E’ dura!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  7. Ma veramente pensate che quando ci sarà il GIUDIZIO DI DIO staremo lì a guardare il prossimo, che non si è comportato bene soffrire le pene dell’inferno? ma che credenti siamo? no, non ci sarà sofferenza ,non può esserci spazio per il male anche se inteso come “vendetta”.Ci sarà solo bene, bene e ancora bene per le persone che avranno accettato quello che vuole DIO da noi.
    Capisco la forma di “rivendicazione” che ognuno di noi ha nel momento stesso che vede l’ingiustizia ma sarebbe ingiustizia anche essere contenti della “pena” e gioire di questa sul prossimo che è stato cattivo.Noi dovremo (e sarà così) gioire che tutto il male è finito e che la gioia sarà eterna questo è il CREDO questo è ciò che ci dice DIO con la BIBBIA e non c’è e non ci sarà spazio per la cosidetta VENDETTA semplicemente perchè non ce ne sarà più bisogno…semplice.

    • Ciao Massimo, la vendetta non è di sicuro un bel sentimento; probabilmente a volte è un sentimento che nasce dalla profonda disperazione e dalla rabbia. Il malato che non ce la fa più, e ce ne sono tanti, viene pervaso da una “sana cattiveria”, passami questo termine, diventa l’unica valvola di sfogo di fronte all’impossibilità di cambiare anche solo una virgola della propria condizione di vita. A volte credo che le persone sofferenti si sentano abbandonate anche dalla fede e da quel qualcosa che va oltre la vita terrena.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  8. Giusto per sdrammatizzare un pò, un argomento così pesante, racconto un anedoto realmente accaduto: era la fine degli anni settanta con mia figlia di circa sette otto anni, stavamo partecipando ad un comizio dell’ allora onorevole Napolitano del P.C.I. mia figlia alla fine del comizio volle salutare questa persona, ci avvicinammo e nel dare educatamente la manina, l’ on Napolitano rispose con altrettanta delicatezza, senonchè la bambina se esce dicendo : ma tu non lavori che hai le mani cosi liscie ? visto l’evidente imbarazzo del politico, sono intervenuto dicendogli “amore mio il signore non ha bisogno di lavorare con le mani poichè lavora con la testa”.
    Morale, anche i bimbi riescono a intuire la diversità dai propri genitori, e i genitori gli indirizzano alla comprensione, non mentiamo ai bambini saranno gli adulti di domani, quelli cioè che devono essere in grado di cambiare le cose che palesemente non possono più proseguire.
    buona giornata cara Lena.

  9. Nemmeno io ho ricette per risolvere questa crisi (penso che nessuno ne abbia), però credo che sarebbe utile se ciascuno di noi guardasse un po’ di più intorno a sè e cercasse, nei limiti del possibile e senza mentire a sè stesso, di dare una mano ove occorre, offrendo il proprio tempo e le proprie risorse personali. In genere stiamo troppo davanti alla TV e poco con le persone in carne e ossa, che magari ci passano accanto ogni giorno e manco le vediamo. Certo, l’indignazione c’è, ci mancherebbe altro: lo spettacolo dell’ingiustizia diffusa e quasi esibita non può lasciarci indifferenti, ma noi Italiani dobbiamo coltivare un po’ di più il senso civico e sociale… Personalmente possiamo forse fare poco, ma se non facciamo neanche quel poco, finirà che non si farà più nulla, “Il molto vien dal poco” dice un vecchio proverbio… Il mare è fatto di tante gocce d’acqua, e noi con tanti piccoli gesti di solidarietà e di buon vicinato, anche se siamo poveri possiamo aiutare!
    Cambiamo il mondo dal di dentro! E chi se la sente, entri in politica con spirito di servizio!
    Forse i politici stanno aspettando che noi diamo loro il buon esempio!?

    • Ciao Eva, sicuramente ai nostri politici, come popolo italiano, abbiamo già dimostrato troppo; ora sono loro a dover dare il buon esempio. Noi abbiamo sicuramnete le nostre colpe, perchè quando un popolo è messo nelle condizioni di vivere nel benessere, non si preoccupa di capire se qualcuno ne sta approfittando e quindi abusando di questo benessere, cioè ottenendo più di quanto gli spetta. Come al solito loro, essendo al vertice, hanno potuto agire indisturbati. Non sembra assurdo che chi dorebbe vigilare è il primo a commettere irregolarità.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  10. Cara Lena, io sono d’accordo con te, in tutto quello che dici, nelle risposte e negli articoli. Ciò che stai facendo con questo blog è molto importante per tutti e spero che serva a sensibilizzare la gente, e soprattutto i politici e i governanti, ma anche i media, sui reali problemi che devono affrontare le persone con disabilità e malattie invalidanti! Spero che nascano idee concrete per far conoscere i diritti e le sacrosante richieste: insieme si può fare!
    Quello che ho scritto ieri sera era più che altro una riflessione su noi che abbiamo problemi economici, anche gravi: è proprio in momenti come questi che è necessario diventare più attenti agli altri, più solidali, in quanto si impara l’importanza del pane, della michetta sulla tavola (Fino a pochi mesi fa, in Italia, si buttava il pane a chili, a quintali, ricordi? Sarà finito questo scandalo?) e si dovrebbe imparare ad evitare lo spreco, a condividere il poco che si ha, a rinunciare a tutto ciò che è superfluo, a vivere in maniera più sobria. Se il nostro è un popolo spendaccione e scialacquatore, se nelle nostre case regnano l’egoismo, l’avidità, la prepotenza e l’indifferenza, che persone usciranno da queste case, da questo popolo? Persone egoiste, avide, prepotenti, indifferenti alla vita altrui, spendaccione e scialacquatrici… e andranno, guarda caso, là dove sperano di trovare soddisfazioni ai loro appetiti mostruosi, ovvero si daranno al partitismo e alla politica… Se dalle case uscissero, invece, molte persone oneste e responsabili, saremmo rappresentati da costoro, al governo! E sarebbero d’accordo di avere uno stipendio giusto e onesto e non pretenderebbero sempre di più!. Noi DOBBIAMO batterci per ottenere il rispetto dei nostri diritti, ma dobbiamo anche prendere coscienza dei nostri doveri di cittadini, altrimenti passiamo il nostro tempo a lamentarci…
    Ciao, grazie per l’attenzione.
    Eva

    • Ciao Eva, l’obiettivo che io ritengo importante è ottenere il rispetto dei nostri diritti, ma come disabili è molto difficile. Contiamo quasi sempre zero e veniamo calpestati; ci si passa accanto a un disabile, ma si preferisce non vedere o addirittura guardare da una altra parte.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

    • Ciao Anna, servirà? Sarà la soluzione giusta? Il popolo italiano avrà il coraggio di essere fautore di una svolta?
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  11. Ciao Lena,
    in questa giornata storica, che dovrebbe essere il senso più alto della democrazia, dopo la Resistenza e la Liberazione, fondamenta granitiche dove si basa la odierna democrazia in Italia, sorvolo sulla faziosità di chi senza merito vorebbe appropriarsi di tale festa, ma sono troppo incazzato per una notizia riportata dal Fatto Quotidiano oggi, che ti rigiro pari pari, “BOCCIATO IL FONDO “DOPO DI NOI” DAL SOTTOSEGRETARIO ALLE POLITICHE SOCIALI SIGNORA CECILIA GUERRA” nel leggere questa ignominiosa notizia sono rabbrividito, sbigottito, non ci volevo credere, ho letto più volte, purtroppo è così. Mi vergogno di essere un cittadino italiano, fino a ieri convinto che la nostra Costituzione fosse applicata in tutte le forme sociali, chiedo scusa a tutte le categorie di disabili che ne saranno colpiti sfavorevolmente.
    E lei sig. CECILIA GUERRA si vergogni !!! si vergogni !!! si vergogni !!! cerchi tra gli spechi e le sperequità i fondi da tagliare non sulla pelle di persone già di loro colpite.
    Ciao Lena perdonami se puoi ma non c’è l’ho proprio fatta a soprasedere.

    • Ciao Giuseppe, hai visto anche tu che vergogna? Un’altra pillola amara da ingoiare… E’ qualche giorno che ci penso!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  12. ANCORA 400 AUTO BLU?????!!!!!!!! Ma siamo impazziti???? Ma viviamo sotto lo stesso cielo oppure ci state fornendo ancora elementi per avviare una rivolta civile??? Oggi sono proprio “incazzata” Lena e scusami il linguaggio ma la mia indignazione è tale che questo è il termine più educato per esprimere la rabbia che c’è dentro di me. Questa è l’ennesima offesa alla nostra intelligenza perchè in tempi di crisi come questi dove io per prima sto vendendo la mia casa per non farmela portare via dalla banca, loro pensano all’ennesimo spreco… SE LE COMPRASSERO CON I LORO SOLDI LE AUTO BLU se tanto ci tengono alla loro incolumità visto che prima o poi, se continuiamo così, a loro serviranno per difendersi da noi!!!
    CHE SCHIFO!!! MI VERGOGNO DI VIVERE IN ITALIA, e se non avessi qui troppi legami che mi tengono ancorata alla mia Terra, avrei fatto io una scelta intelligente… quella di andare a vivere in un paese dove il cittadino non viene considerato una mucca da mungere ma una risorsa per migliorare e progredire.
    SCUSAMI ANCORA LENA e se pur virtualmente ti abbraccio…

    • Ciao Miriam, un’altra decisione sbagliata per i nostri spudorati! Certo che facendo così attirano proprio la nostra attenzione! La cosa più vergognosa è che non sarà nè il primo nè l’ultimo gesto sconsiderato da parte dei nostri governanti; ce n’è un elenco infinito.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  13. Ciao Lena, sì è proprio triste questa realtà che tu descrivi. Non ci sono giustificazioni. Una persona è una persona, che sia in piedi o seduta, ma molti non lo sanno! Parlaci della tua quotidianità, delle difficoltà e delle speranze spesso deluse… forse è solo grave ignoranza quella che fa distogliere lo sguardo da un disabile…
    Grazie per quello che fai.
    Eva

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